Friuli, salite dedicate ai malgari e al soccorso alpino
GIRO D'ITALIA | 20/01/2013 | 09:25 Saranno dedicate ai malgari del Friuli e al Soccorso Alpino e Speleolgico regionale le due più impegnative salite della decima tappa del Giro del Friuli 2013. Lo ha reso noto oggi Enzo Cainero, “patron” delle tappe friulane della “corsa rosa” in occasione della presentazione ufficiale della competizione che toccherà le province di Pordenone e Udine nelle giornate del 14 e 15 maggio. «Un doveroso omaggio - ho sottolineato Cainero - a chi continua ad operare in ambito agricolo anche in questi momenti molto difficili e a chi invece, proprio nei momenti di difficoltà dà il meglio per l’interesse comune».
LA PRIMA TAPPA - In una gremitissima sala, alla presenza di istituzioni coinvolte nell’organizzazione e appassionati delle due ruote, sono stati illustrati numeri e caratteristiche tecniche delle due frazioni. La 10° tappa in programma per martedì 14 maggio prenderà il via da Cordenons alle 12.35 e dopo aver toccato Pordenone, Casarsa, Spilimbergo varcherà il confine udinese a Forgaria e proseguirà per Tolmezzo e Paularo. Il gran Premio della Montagna è stato posto a Passo Cason di Lanza a quota 1552, con l’intitolazione al Soccorso Alpino e Speleologico. Sotto il profilo tecnico, in questo tratto i corridori dovranno affrontare una pendenza media dell’8,5 per cento (con punta massima del 16) e un dislivello di 1048 metri. Da qui gli atleti scenderanno per Pontebba, Dogna e Chiusaforte da dove riprenderanno a salire verso Sella Nevea per arrivare sull’Altopiano del Montasio a 1502 metri di quota, ascesa questa dedicata ai malgari. L’arrivo, posto a 167 chilometri dal via, è il primo in assoluto in prossimità di una malga che gli atleti raggiungeranno dopo 10 chilometri di ascesa con 841 metri di dislivello con una pendenza massima del 20 percento.
LA SECONDA TAPPA - Mercoledì 15 maggio, sempre alle 12.35, la “carovana rosa” dovrà percorre 184 chilometri prendendo il via da Tarvisio/Cave del Predil destinazione Erto e Casso passando per Pontebba, Chiusaforte, Tolmezzo, Villa Santina e Ovaro. Gran Premio della Montagna a quota 1790 (Sella Ciampigiotto) da dove i corridori scenderanno per Laggio, Lozzo e Pieve di Cadore proseguendo per Longarone da dove risaliranno sfiorando la Diga del Vajont per arrivare a Erto e Casso. A “scortare” gli atleti con l’ormai famoso “cordone umano” lungo le principali salite del Giro in Friuli Venezia Giulia saranno gli uomini della Protezione Civile regionale affiancati dal corpo degli alpini della Brigata Julia, questi ultimi, seppur impegnati in Afghanistan, hanno voluto garantire il proprio supporto all’importante competizione.
GLI EVENTI COLLATERALI - Molte le iniziative che fin d’ora i territori coinvolti stanno organizzando a corredo delle due competizioni ciclistiche: notti rosa, cerimonie con i più importanti sportivi regionali, manifestazioni ciclistiche amatoriali e molto altro ancora. Si comincerà il 22 febbraio a Cordenons all’Auditorium Aldo Moro con la serata dedicata al Giro con la celebrazione degli alfieri dello Sport pordenonesi con “replica” il 25 marzo al palaghiaccio di Pontebba. In quell’occasione saranno presentarti i filmati dedicati al Cason di Lanza e all’altopiano del Montasio. Quindi la scopertura a Chiusaforte di un’opera di Eligio D’Ambrosi che raffigura le bellezze paesaggistiche regionali e una ruota alata, a simboleggiare il forte legame del nostro territorio alle competizioni ciclistiche. Inoltre per i 50. anniversario della tragedia del Vajont sono previste iniziative con Marco Paolini e Toni Capuozzo. Singolare la proposta della Gazzetta dello Sport, come illustrato da Francesco Rosanda del settore Marketing di Rcs. «Con il Motansio twitter stage – ha detto Rosanda – gli sportivi potranno “cinguettare” all’hastag #giroditalia una loro frase legata alla corsa. Tra queste ne verranno scelte alcune che saranno poi “dipinte” con il colore rosa sull’asfalto della salita il giorno della gara».
IL SOSTEGNO DELLA REGIONE FVG - Imperiale, come l’ha definita l’assessore regionale allo sport Elio De Anna la ricaduta mediatica che darà al Friuli Venezia Giulia la presenza del 96° Giro d’Italia. Un momento di sport e promozione del territorio che vede uniti ben cinque assessorati regionali (Sport, Turismo, Agricoltura, Montagna e Trasporti) in perfetto gioco di squadra che metterà per ben due giorni sotto i riflettori di un vastissimo pubblico di appassionati, le bellezze della nostra terra. «Un evento come questo – ha evidenziato l’assessore – è seguito da un pubblico vastissimo, impossibile da raggiungere e coinvolgere attraverso altri strumenti. Dopo Pordenone, Sacile e Spilimbergo, quest’anno tocca a Cordenons, terza città in provincia per numero di abitanti, ospitare la partenza di una gara che si preannuncia molto emozionante e dalla quale siamo certi ci aspetteremo una grandissima risposta di partecipazione. Quelli per sostenere il Giro d’Italia non sono soldi “spesi” ma investiti per un ritorno economico e mediatico difficilmente eguagliabile e che avrà ricadute positive non solo nell’immediato ma anche in futuro». Sulla stessa lunghezza d’onda anche i due colleghi di giunta Luca Ciriani (assessore alla Montagna e Protezione Civile) e Claudio Violino (Agricoltura). Per il vicepresidente della Regione infatti quello compiuto «è un lavoro di squadra di visionari che circa dieci anni fa ha deciso di investire anche sui grandi eventi sportivi per la promozione del Friuli Venezia Giulia in Italia e nel mondo. Oggi, proprio grazie a questa gara ciclistica, lo Zoncolan è conosciuto ovunque e questa salita è identificata con il nostro territorio». Ma dietro a questa prova, come ricordato dall’assessore all’agricoltura Claudio Violino c’è anche la promozione dell’enogastronomia, con formaggi, vino e prosciutti, tutti sotto il marchio “tipicamente friulano”
LA SCOMMESSA DI RCS - Un ritorno alla grande. Così il presidente del comitato tappa Enzo Cainero ha definito questa nuova avventura del Giro in Friuli Venezia Giulia. «Uno straordinario mix – ha poi aggiunto – tra aspetti agonistici e richiami di altissimo valore umano. Una opportunità per promuovere una zona poco conosciuta della nostra regione che ci auguriamo possa portare turismo attraverso anche il movimento del cicloturismo. Anche per questa edizione non mancano i grandi numeri che porranno il nostro territorio sotto i riflettori dei media internazionali: saranno infatti accreditate al Giro 22 televisioni che garantiranno la copertura di 160 paesi, con ben 123 dirette. Siamo grati a Rcs per aver scommesso ancora una volta sulla nostra regione; grazie al Giro d’Italia per tutto quello che sa portare in termini di umanità, emozioni e valori delle nostre genti. Il resto lo faranno gli straordinari e impagabili volontari friulani che non mi stancherò mai di ringraziare».
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