Millar: ha sempre creduto di non mentire

ARMSTRONG | 18/01/2013 | 17:38
«Non è stata una sorpresa, sta facendo un gioco tattico. Lance e' così». David Millar, ex dopato e oggi testimonial del ciclismo pulito, e' scettico circa il presunto pentimento di Lance Armstrong, che in una lunga intervista con Oprah Winfrey ha ammesso per la prima volta di essersi dopato durante tutta la sua carriera.
«Nonostante tutto questo e' un bene per il ciclismo, e' necessario chiudere questo capitolo» ha detto Millar, che e' tornato alle corse due anni dopo la condanna del 2004 per doping. Il corridore britannico ha detto di sentirsi in "empatia" con Armstrong.
«Immagino cosa debba avere passato negli ultimi sei mesi. Lui, come me, ha dei figli che vanno a scuola. Io e Lance eravamo amici». Ma ora non prova simpatia per il texano. «Quella parola e' troppo forte - ha sottolineato, prima di soffermarsi sulle conseguenze devastanti del doping sul mondo del ciclismo -. Non siamo tutti uguali, tre di noi sono morti perche' non potevano convivere con quel peso. Marco Pantani, Chava Jimenez e Frank Vandenbroucke sono morti per gli effetti psicologici del doping. Di questo non se n'e' parlato abbastanza. Altri, invece, erano in grado di gestire la loro condizione senza problemi. Secondo loro, stanno giocando nel rispetto delle regole -ha aggiunto-, e Lance e' uno di questi. Ha sempre creduto di non mentire, di essere un professionista».
Millar ha poi ricordato che «il doping e' un crimine», ha parlato dell'omertà che ha governato il ciclismo negli anni in cui lui era al top e confermato che la cultura del doping esisteva nel gruppo.
«L'ambiente ad alto livello non e' sano, purtroppo - ha evidenziato Millar -. Lo sport professionistico e' un business multimilionario».
Il 35enne corridore della Garmin si e' poi espresso a favore di una Commissione per la verita' e la riconciliazione per chiudere definitivamente i conti con un passato oscuro. «La commissione e' per tutti. Per chiunque abbia commesso un errore», ha affermato.
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COMMENTI
Ipocriti Ciclisti
18 gennaio 2013 20:59 DarkSide
Tutti quanti, ipocriti. A' Millar, solo perchè t'hanno beccato con le mani nel vaso della marmellata (e di brutto...) ora fai il moralista del c.... Scommetto che ancora sogni i bei vecchi tempi... Crimine? Allora anche l' uso di alcool dovrebbe essere criminalizzato: quante persone muoiono o peggio abusano di altre persone sotto l'influenza della sostanza? Quanti incidenti accadono a causa dell' uso? Continuate così, cari ciclisti. Prima o poi la realtà vi darà un bel calcio nel c..., sotto la frusta di quei falsi moralisti politicanti che fanno dell' antidoping un business gigantesco.

Eccallà..
18 gennaio 2013 22:24 teos
..puntuale un altro moralista che viene a sparare il polpettone dall'alto.. della sua conversione da ex-dopato! Ma tutta questa gente lo ricorda che è stata beccata e non consegnata sua sponte alle autorità sportive? Come dicevo nei commenti alle parole di Simeoni, che almeno abbiano il buon senso di tacere, perchè chi si dopa tradisce, indipendentemente da quel che vince, e chi si dopa anche solo una volta si dopa, nel cuore della gente, per sempre.

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