ACCPI. Le cicliste Elite scrivono al presidente Renato Di Rocco

| 16/01/2013 | 11:06
Le cicliste della massima categoria a seguito delle elezioni federali di venerdì scorso a Levico Terme che hanno riconfermato Renato Di Rocco alla presidenza della Federazione Ciclistica Italiana (FCI) hanno deciso di scrivere una lettera aperta al nuovo Consiglio Federale per augurare al Presidente, ai Vice-Presidenti Daniela Isetti, Giovanni Duci, Michele Gamba e ai consiglieri Igino Michieletto, Renato Riedmuller, Corrado Lodi, Camillo Ciancetta, Giovanni Vietri, Andrea Tiberi e Noemi Cantele buon lavoro e sottoporre alla loro attenzione le esigenze del ciclismo femminile italiano.
Questo il testo della lettera inviata dalla segreteria ACCPI nella giornata di ieri:

Al Presidente, ai Vice Presidenti e a tutti i Consiglieri della Federazione Ciclistica Italiana.

In primo luogo, teniamo ad esprimerVi le nostre più vive congratulazioni per la Vostra elezione e i nostri migliori auguri di buon lavoro.
Siamo convinte che il prossimo quadriennio sarà estremamente importante per tutto il ciclismo italiano, ma forse ancora di più per quello femminile.
Non c'è infatti dubbio che, nonostante il movimento femminile abbia portato in questi ultimi anni molte medaglie e sia cresciuto in termini di popolarità e prestigio, vi sono ancora molti aspetti che devono e possono essere migliorati sul tema dell'organizzazione delle corse e del loro numero, dell'accoglienza, della sicurezza, della retribuzione, ecc.
Ciò che auspichiamo è che le esigenze ed i problemi del movimento femminile siano posti al centro della Vostra azione politica e del Vostro programma.
Siamo convinte che il miglioramento non possa che partire dall'istituzionalizzazione di un dialogo e di un coinvolgimento diretto e costante delle atlete.
Noi siamo ben disponibili a partecipare a commissioni, incontri, riunioni e ad offrire le nostre idee e proposte, affinché il movimento ciclistico femminile possa fare finalmente quel salto di qualità che merita.
La presenza (crediamo per la prima volta nella storia della Federazione) di due donne in seno al Consiglio, Noemi Cantele come consigliere e Daniela Isetti in qualità di Vice Presidente, è certamente un bel segnale e rappresenta per noi un'occasione importante.
Sappiate che noi atlete non vogliamo sottrarci, ma anzi riteniamo indispensabile partecipare attivamente e, si spera, proficuamente al dibattito politico sportivo, affinché il nostro sport progredisca e migliori continuamente.
A tal riguardo abbiamo segnalato all'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) le nostre esigenze più urgenti, che vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione:
1. Le gare riservate alle donne sul suolo italiano (e non solo) rappresentano un numero davvero scarso. La FCI dovrebbe promuovere ed incentivare accordi con gli organizzatori al fine di favorire l'istituzione di corse femminili anche a corollario delle manifestazioni maschili.
2. Alle cicliste, come ai colleghi uomini, ogni tre mesi è chiesto di sottoporsi a esami del sangue obbligatori che per il budget dei team femminili e lo stipendio medio di una ciclista risultano economicamente onerosi. Visto che la maggior parte delle atlete sono tenute a compilare il Wherabouts del CONI e dell'UCI, obbligo pari a quello dei professionisti, anche se non sono riconosciute come tali e ricevono una retribuzione decisamente inferiore, si richiede alla FCI di farsi carico di questa spesa, altrimenti di riconoscere un minimo contrattuale alle cicliste della massima categoria che renda loro questa spesa meno gravosa.
3. Sarebbe necessario approvare un accordo paritario sulla falsariga di quello in vigore tra i corridori professionisti che riconosca e chiarisca i diritti sia delle cicliste che dei loro team managers per evitare qualsiasi controversia al riguardo, istituendo dei massimali assicurativi per invalidità e morte uguali per tutte le squadre, nonché un minimo salariale annuo.
4. In numerose corse non è garantita al meglio la sicurezza delle partecipanti. Inoltre spesso mancano spogliatoi confortevoli e/o bagni chimici e servizi degni di questo nome.
Saremmo liete nelle prossime settimane, se ce ne darete l'occasione, di approfondire queste tematiche direttamente con Voi.

Con i migliori saluti.

Le cicliste Elite


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