Il presidente del CCP, Alcide Cerato, scrive ad Angelo Zomegnan
| 16/01/2006 | 00:00
Poche righe, ma significative, per informare il direttore del Giro d'Italia e di tutte le corse «Gazzetta», che le società affilitate in Italia rispondono a tutti i requisiti, quindi sono perfettamente in regola con le regole vigenti nel nostro Paese e a tale proposito meritato un occhio di riguardo, affinché siano schierate al via della prossima Tirreno Adriatico.
Una lettera spedita dal presidente del CCP, Alcide Cerato, all'indirizzo di Angelo Zomegnan, il signor Giro d'Italia. «E' giusto che i team italiani, regolarmente affiliati nel nostro Paese, siano tutelati e difesi dagli organizzatori di casa nostra. Pagano le tasse in Italia e nel nostro Paese hanno il diritto di poter correre. Noi come CCP non possiamo imporre niente a nessuno - ci ha confermato il presidente Alcide Cerato - ma credo che un occhio di riguardo o un'attenzione sia a loro dovuta».
Le quattro formazioni che a tutti gli effetti devono essere considerate italiane sono la Ceramica Flaminia, la Androni Giocattoli 3G, la Acqua & Sapone e la Miche. Ma non è detto che altre squadre di matrice italiana, con gestione straniera, nelle prossime settimane decidano di confluire nell'organismo presieduto da Cerato sotto la competenza e la vigilanza della Federciclismo di Renato Di Rocco.
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