CATALDO. Purito vince la Vuelta, io punto al Lombardia. VIDEO

| 04/09/2012 | 11:11
Nella sezione video vi proponiamo le fasi salienti della conferenza stampa di Dario Cataldo, al termine della tappa regina del Giro di Spagna 2012. Queste le sue parole:

A cosa ambivi in questa corsa a tappe?
L'obiettivo era vincere una tappa, non correre per la generale. Fortunatamente oggi ce l'ho fatta, nonostante stia soffrendo un po' per la caduta in cui sono stato coinvolto ieri. Non è stato semplice guadagnare minuti. Con Thomas De Gendt, quando abbiamo saputo che dietro ci tenevano nel mirino, avevamo paura ci riprendessero, ma abbiamo tenuto bene e ciò ci ha permesso di mantenere un buon gap sul gruppo.

Ti sei imposto in una tappa che resterà nella storia perché è la prima volta che il gruppo scala il Cuitu Negru. Pensi sia una esagerazione far finire una corsa così in quota?
Sicuramente è davvero una salita durissima, soprattutto il finale, ma non credo sia esagerata. Su queste pendenze si vedono davvero soffrire gli atleti, ma siamo abituati a salite di questo tipo. Al Giro affrontiamo lo Zoncolan che presenta 10 km che ricordano molto i 3 km finali di oggi. Con ascese di questo tipo la gente capisce quanto il ciclismo sia uno sport duro, con una tappa non troppo lunga e un giorno di riposo che ci aspetta possiamo sopportarle.

Sei un corridore da corse a tappe, ma finora non sei mai riuscito a lottare coi primi nelle corse di tre settimane. Ti manca sempre qualcosa…
Per essere competitivo in una corsa a tappe ho notato che prima devo correre tanto e soffrire parecchio. Ho capito come migliorare la mia preparazione prima dei grandi obiettivi. Prima di venir qui ho partecipato al Tour de l’Ain e a San Sebastian, sapevo avrei sofferto nella prima settimana ma avevo pianificato di crescere giorno dopo giorno e così è stato. Inoltre sono venuto in Spagna con l'idea di migliorare la mia condizione in vista dei prossimi obiettivi.

Quali sono? E in che ruolo pensi ti vedremo in futuro (in maglia Sky)?
Miro a una corsa a cui tengo molto. Questa ambizione in realtà volevo tenerla per me, ma visto che siamo qui… Penso da tempo al Giro di Lombardia, una corsa speciale a cui quest'anno spero di arrivare al top. Per quanto riguarda il mio futuro invece, devo ancora parlare con chi guida la squadra per capire quale ruolo ricoprirò e vedere come verrà organizzato il tutto.

Chi pensi vincerà la Vuelta tra Contador e Rodriguez?
Da quando è stato svelato il percorso della Vuelta ho sempre detto, anche nelle interviste prima del via della corsa, che il favorito numero uno era Purito. Ha dimostrato di essere il più forte e di saper gestire bene la corsa. Si merita la vittoria.


ENGLISH VERSION:

What was your ambition when you came to the Vuelta?
I arrived with the intention of winning a stage and not riding for GC. Fortunately, I’ve made it even though I was suffering from yesterday’s crash. It’s been difficult to break away. With Thomas De Gendt, when we heard who was chasing behind us, we’ve feared to be reined in, but we’ve resisted pretty hard and that allowed us to keep a distance with the chasing group.

You’ve won a stage that will remain historical because that was the first time up that grueling climb of Cuitu Negru. Do you think it’s an exaggeration to bring a bike race up here?
For sure it’s a very hard climb, especially the very end. But there’s no exaggeration. On steep gradients like this, you really see the riders suffering but we’re kind of used to these climbs by now. When we do the Monte Zoncolan at the Giro, there are ten kilometers like the final three here. Things like that make people believe that cycling is hard sport, but we can handle it. The organiser has had the good idea to give us a rest day tomorrow, so it’s fine.

Your’re known as a GC rider but how come haven’t you really met the expectations up to now?
I’ve recently realized that I need to race a lot and to suffer a lot before I’m competitive in a stage race. I yet have to understand how to improve my preparation for the big stage races. This time I’ve done the Tour de l’Ain and San Sebastian before the Vuelta. I knew that I’d suffer in the first week but the idea was to get better and better and that’s the case. I also came here with the aim of gearing up for further goals beyond the Vuelta.

What are these goals and in which role do you see your future in the coming years?
I’m pursuing a personal goal that is a very strong desire inside myself. I wanted to keep it for myself but ok, as I’m here as a winner, I can say that my focus is on the Tour of Lombardy. I’ve felt something special for this race in previous attempts and I hope to be on the start line with the right condition this year. About my future, I yet have to talk to the people in charge of the team to know my role in the future and to see how things get organized for next year.

Who do you think will win the Vuelta between Contador and Rodriguez?
Since the launch of the Vuelta, I’ve believed that Rodriguez would win it and I’ve repeated the same opinion in several interviews before the race. Now he has demonstrated that he’s a great champion. He deserves to win.

VERSION ESPAÑOLA

¿Cuál era tu ambición cuando viniste a la Vuelta?
Vine con la intención de ganar una etapa, no de luchar por la general. Afortunadamente lo he conseguido a pesar del sufrimiento por el dolor después de la caída de ayer. Cuando he oído que por detrás estaban tirando fuerte los favoritos temía que nos cogieran pero nos hemos entendido bien y hemos resistido.
 
Es un triunfo histórico, por ser la primera vez que se sube al Cuitu Negru, ¿qué te ha parecido la subida, es demasiado exagerada?
Es dura, eso seguro, especialmente la última parte pero no es una exageración. Ya estamos acostumbrados a ello. No hay más que mirar en el Giro cuando vamos al Zoncolan. Son diez kilómetros así y aquí son tres. Podemos soportarlo, más con un día de descanso como mañana.
 
Dicen de ti que eres un ciclista para las grandes vueltas pero nunca has logrado cumplir con las expectativas ¿por qué?
Me he dado cuenta de que tengo que sufrir mucho para llegar a un buen nivel. Llevo un tiempo trabajando en el tipo de preparación y mejorando.
 
¿Cuáles son tus próximos objetivos y el rol que va a tomar dentro del equipo tras esta victoria?
Tengo uno dentro, que es hacer un buen Giro de Lombardía. Era un secreto pero ya que estamos aquí puedo decirlo. Siento esa carrera muy dentro y quiero hacerlo bien. Para el próximo año no lo sé, tendré que hablar con mis directores. Ya son tres años que voy al Giro con el objetivo de luchar por la general y no lo consigo. Tal vez sea hora de cambiar de metas.
 
¿A quién ves como principal favorito para ganar esta Vuelta?
Desde que se presentó pensé que era para Purito. Las llegadas le iban muy bien. Lo he dicho en muchas ocasiones antes de la Vuelta. Ha demostrado ser un gran campeón, esta muy fuerte y corre con inteligencia. Se la merece toda.
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