OLIMPIADI. Il ct Villa: Elia ha dato il massimo, va applaudito

| 05/08/2012 | 21:54
Le lancette del km da fermo infrangono il sogno di medaglia che Elia Viviani aveva coltivato da protagonista in cinque delle sei prove dell’omnium. In otto hanno fatto meglio del suo 1’04”239 e l’azzurro scivola al sesto posto della classifica a pari punti con il quinto, l’australiano Glenn O’Shea. Il risultato, comunque prestigioso, non ripaga l'impegno e le speranze di Viviani. Al danese Lasse Norman Hansen l’onore di firmare con pieno merito l’esordio olimpico dell’omnium. Si guadagna l’oro stabilendo il proprio record personale nel Km da fermo con il tempo di 1’02”314, che vale il secondo posto alle spalle di Clancy. Il britannico vince la prova con un formidabile 1’00”981 che lo proietta sul terzo gradino podio. Bravissimo il francese Bryan Coquard a legittimare il suo argento con il quarto tempo di 1’03”078, anche questo record personale.
“Purtroppo questa è la dura legge dell’Omnium. Io, Elia e tutta la squadra ci credevamo, però eravamo anche consapevoli che la linea tra il tutto e il niente in questa gara è molto sottile - commenta il C.T. Marco Villa, che rimane l’ultima medaglia olimpica in pista per l’Italia, conquistata in coppia con Silvio Martinello nell’americana a Sydney 2000 -. Siamo arrivati in testa e in lotta per una medaglia fino all’ultima prova. Oggi due prove su tre erano non propriamente favorevoli ad Elia (l’inseguimento e il chilometro). Chi va forte nelle prove individuali (giro lanciato, inseguimento e chilometro) è leggermente favorito rispetto a chi come Elia predilige le prove di gruppo (corsa a punti, eliminazione e scratch). Chiaramente nelle prove di gruppo ci sono più fattori che incidono sul risultato. Complimenti agli atleti che sono saliti sul podio. Il danese Hansen, medaglia d’oro, è stato molto bravo soprattutto con  il secondo posto nella corsa a punti.  Il francese Coquard, medaglia d’argento, ha vinto l’eliminazione ma ha rischiato di essere eliminato al fotofinish quando c’erano ancora 9 atleti in gara, se restava fuori la sua corsa sarebbe cambiata. Nello scratch dove Elia doveva cercare di guadagnare sui diretti avversari purtroppo si è trovato a dover fronteggiare un Clancy, poi bronzo, straordinario che nel finale ha fatto un numero impressionate; tirando a oltre 70 km/h ha messo tutti in fila e fare una volata in queste condizioni diventa difficile. Alla fine Elia ha chiuso la classifica finale dopo sei gare a soli 4 punti dal bronzo, una classifica corta, ma purtroppo è rimasto fuori dal podio. L’omnium è questo, ci vuole anche un pizzico di fortuna e noi di fortuna in questi due giorni ne abbiamo avuta poca. Comunque ringrazio Elia per quello che ha fatto e costruito in questi due anni. Ha lavorato con impegno a questo progetto facendo tanti sacrifici dividendosi tra la strada e la pista. Questa olimpiade era il punto di arrivo del biennio di lavoro, ma la carriera di Elia non finisce certo qui, anzi. Elia è un ragazzo giovane e ha dimostrato di avere grinta e talento, ha ancora molto davanti per vincere e per cogliere grandi soddisfazioni sia in strada che in pista».
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