SINKEWITZ. «Assolto, ma nessuno può capire. Ora voglio tornare»
| 22/06/2012 | 10:53 Patrik Sinkewitz è stato assolto dall'accusa di essere ricorso all'ormone della crescita (hgh): il tribunale sportivo di Colonia si è pronunciato a favore del corridore tedesco, risultato positivo nel marzo 2011 e primo ciclista sospeso per questa sostanza. Sinkewitz, che militava nella Farnese Neri, aveva sempre proclamato la sua innocenza. «Sono contento - ha detto Patrik, raggiunto telefonicamente da tuttobiciweb - perché è stata dimostrata la mia innocenza. Ora, oltre alle mie parole, a certificarla c’è anche il verdetto di un giudice e questo è molto importante. Purtroppo è stata una storia lunga, anche se non per colpa mia: hanno sempre procrastinato la decisione, allungando i tempi una volta di un mese, un’altra di tre settimane e così via. Per me era difficile dimostrate di essere innocente - pensateci: se non avete preso nulla, come fate a dimostrarlo? - ma anche chi mi accusava evidentemente non riusciva a dimostrare niente e quindi puntava ad allungare i tempi».
Che sensazione provi? «Non ho ancora ben chiara la situazione: la decisione del tribunale è arrivata ieri, solo ieri sera ho letto il dispositivo, devo ancora riflettere e rimettere in ordine le idee. Posso solo dire di essere contento perché ho visto riconosciuta la verità».
Pronto a tornare? «Sì, perché non ho mai smesso di pedalare: ho continuato ad allenarmi perché sapevo di essere innocente e perché speravo in una conclusione più rapida della vicenda. Anche ieri, quando mi hanno telefonato per darmi la notizia, ero in bicicletta. Mi è sempre piaciuto pedalare e in questi mesi mi è servito anche per “salvare la testa”, altrimenti avrei rischiato di scoppiare. In tanti mi hanno detto “ti capisco”, ma credo che nessuno possa capire realmente la situazione che ho affrontato, se non l’ha vissuta in prima persona».
Quando torni in corsa? «Tecnicamente posso farlo anche subito, in realtà devo parlare con chi mi sta vicino, con Scinto anche: sono sempre stato uncorridore motivato, ma oggi dentro di me ho una motivazione ancora maggiore, straordinaria. E spero di poterlo dimostrare presto in corsa».
Cosa dire per questo ragazzo? So per certo che tutti quelli che scrivono interventi sul caso Ferrari, non troveranno interessante scoprire che c'è anche chi ha subito un ingiusto torto ed ha avuto gogna mediatica, soldi da spendere per dimostrare la propria innocenza ed impossibilità di fare ciò che più gli piace. Questo atleta ha sbagliato in passato, un passato dove tutti sbagliavano, ha pagato e per regole che non ho scritto io, è stato riammesso a correre ma, oggi ha subito un ingiusto e grave torto, chi lo ripaga? Io resto dell'idea che si debba indagare dove serve, si devono fare sempre più controlli ma, non si possa fermare dei ciclisti fino a che la loro colpevolezza non sia stata totalmente provata!!!!
Mah
22 giugno 2012 12:20Ruggero
Nessuno può capirlo,soprattutto nessuno ha voluto ascoltarlo anni fa,e chi l'ha fatto probabilmente l'ha convinto a stare zitto che sarebbe stato meglio.
Io, invece, vorrei capire....
22 giugno 2012 12:36Bartoli64
…… qualcosa di più sulle motivazioni della sentenza del Tribunale di Colonia che ha assolto Sinkewitz dall’accusa di aver assunto GH…… già perché l’articolo questo NON lo dice!
Bisogna quindi vedere il PERCHÉ si è arrivati a questa assoluzione. Metodo di riscontro non ancora validato? Vizio procedurale? Scadenza dei termini?
Degradazione dei campioni organici? Sarà bene saperlo esattamente prima di parlare di ingiusti torti subiti, perché se di vizi di forma si tratta al corridore è andata di stra-lusso (come di stra-lusso andò per una nota ciclista italiana nelle cui urine fu rintracciato il CERA).
Vorrei ricordare che lo stesso corridore NON è certo nuovo a vicende di doping, e che NON è affatto vero che fu beccato in un periodo dove tutti sbagliavano, giacché nel 2007 (anno in cui fu trovato positivo per la 1^ volta) i “mitici anni ‘90” erano passati da un bel pezzo e un nuova consapevolezza a riguardo del problema-doping si era fatta largo tra i corridori e tecnici che sempre più condannavano/rifiutavano certe pratiche.
Questa vicenda rappresenta comunque un brutto colpo sia per l’UCI, sia per il sempre invidiabile efficientismo teutonico, ma (ripeto) bisogna saperne di più prima di parlare a vanvera di assoluta innocenza.
In ogni caso.... è sempre meglio un farabutto che la scampa piuttosto che un innocente condannato, e le “procedure” (anche se talvolta difficilmente comprensibili) servono proprio a garantire questo incontrovertibile assunto giuridico.
Bartoli64
x Ruggero
22 giugno 2012 13:39ale63
Condivido in pieno! Il tuo commento non fa' una grinza !! Erano i giorni di Stoccarda, vero?? Ale
IN EFFETTI...
22 giugno 2012 20:22stargate
... l'assoluzione, a quanto leggo da un'altra parte, sarebbe avvenuta perché "secondo la corte tedesca... le linee guida dell'AMA riguardo i valori ematici in questione non si sono dimostrate scientificamente affidabili e non sarebbe possibile attribuire il dolo al valore in questione". L'agenzia antidoping tedesca ha preannunciato appello. Si vedrà. Nel frattempo, non può che applicarsi al ciclista la presunzione di innocenza. (Alberto Pionca - Cagliari)
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