ARMSTRONG. Michele Ferrari il mostro, ma chi lo dice?

| 16/06/2012 | 14:20
Si è tornato a parlare di lui, di Lance Armstrong, delle sue pratiche, dei suoi metodi vincenti. L’Usada assicura di essere in possesso di materiale «inconfutabile»: staremo a vedere. Siamo qui. Si è tornati a paralare anche di Michele Ferrari, il medico-preparatore sul quale si è scritto in questi venti anni un po' di tutto: stregone, manipolatore, uomo nero. Chiediamo però una volta per tutte, perché fino a prova contraria questo è e resta il primo tassello sul quale poggiare il castello accusatorio, un pezzo di carta sul quale sia scritto a chiare lettere che Michele Ferrari è stato interdetto dall’ambito sportivo da un solo ente riconosciuto. Chiediamo che si produca un pezzo di carta sul quale si espliciti con chiarezza che il dottor Michele Ferrari non può più esercitare nello sport nemmeno la pratica di preparatore e a qualsiasi atleta frequentarlo. In caso contrario, di cosa stiamo parlando?

Pier Augusto Stagi - direttore di tuttoBICI e tuttobiciweb.it

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COMMENTI
Stagi
16 giugno 2012 15:17 Veleno
Come al solito e come si addice a persone intelligenti e dotate di buon senso, una domanda che mette in crisi tutti quelli pronti a puntare il dito e ad evocare il castigo divino ... Complimenti Direttore, aspettiamo tutti di vedere cosa succederá, per ora, come sempre, grazie.

Altro spot pro-ferrari
16 giugno 2012 15:28 LampoJet
Ancora un bello spot per il dottor Ferrari. Allora chiariamo una cosa: dal Dottor Ferrari non mi farei curare nemmeno un callo al dito mignolo del piede sinistro. Come medico (nel senso letterale del termine) vale di più la Minetti vestita da infermiera. Ha effettuato studi sulla soglia anaerobica, e a livello di preparazione atletica è sicuramente ferrato, e viene da una scuola che ha fatto sicuramente scoperte importanti. Questo al di là del doping; cioè il concetto di soglia anaerobica trent'anni fa era l'ignoto. Poi il suddetto si è prodigato in scoperte pure farmaceutiche, e lì ne è venuta la fama ancora più diabolica. Siamo agli anni 90-95. Poi il sudetto ha campato solo di questo, e grazie anche al "mito" negativo che si è sviluppato attorno a lui. Ribadisco adesso, il vero doping, se c'è, è in mano alla ricerca genetica e ai colossi farmaceutici, i quali fanno benissimo a meno di Ferrari, che fra l'altro ha un morboso attaccamento ai soldi. Finiamola con spot che alimentano una fama ormai al tramonto da molto.

Cainoeabele
16 giugno 2012 15:36 giancas
D'accordo con te,per ora tante paroleeeee.

Cainoeabele
16 giugno 2012 15:38 giancas
D'accordo con te,per ora tante paroleeeee.

Ecco il documento
16 giugno 2012 18:23 Bufalino
Ciao a tutti, saluto Pier Augusto Stagi e vorrei condividere con lui e tutti voi un documento molto importante che chiarisce chi è Ferrari e cosa ha fatto in passato.

E' un comunicato del CONI che ho ripescato, datato 2001, e che di fatto è la prova che Ferrari non può più esercitare e qualsiasi corridore dovesse essere scoperto a farsi curare da lui sarebbe soggetto a indagini ;)

http://www.michelebufalino.com/2012/06/16/ferrari-il-medico-del-doping/

Un saluto a tutti, spero possa essere utile

bufalino
16 giugno 2012 19:57 mak1968
sono proprio curioso di vedere il documento della condanna visto che quella pubblicata da Bufalino e' solo una richiesta di deferimento... Mi piacerebbe davvero sapere com'e andata a finire realmente... A me pare sia stato assolto... Attendo comunque conferme e smentite

Stagi me la sarei risparmiata
16 giugno 2012 20:54 ruotone
Premesso che non amo i mostri, quelli veri e quelli creati dai media, ritengo che questa difesa sia stata proprio inopportuna. Su Ferrari, che non è un mostro e nemmeno un santo, spero cada l'oblio del tempo. La sua mano ha contribuito a distruggere l'immagine di questo sport. Questo sport non ha ora bisogno di distruggere la sua, ma nemmeno di riabilitarlo ad un ruolo sportivo.
Non ce n'era bisogno, proprio no.
Se si vuole salvaguardare il patrimonio sportivo "Filippo Pozzato", dobbiamo rivedere le cose dal basso. Nuova cultura sportiva, nuova dirigenza e riscrittura dell'antidoping con cancellazione del business antidoping.
Ma questo nessun giornalista lo scrive; siamo costretti fra chi fa caccia alle streghe ad oltranza e chi di converso fa l'apologia di Ferrari.
Pier sono solo queste le strade possibili? Eppoi di Ferrari chissenefrega; che possa spendere i suoi soldi in medicine ... per andare più forte ovviamente.

mostri
16 giugno 2012 21:08 true
Egregio Direttore,

chi dice che Ferrari e' un mostro? Lo dice la storia.
Quanti processi finiscono senza colpevole? E quante volte capita che assassini la facciano franca? Senza pezzo di carta sono meno mostri?

Possiamo dibattere sul vero significato della parola mostro, e allora forse non lo e'... ma di certo e' uno dei tanti personaggi che si e' arricchito con ciclismo e senza pensare minimamente al bene del ciclismo stesso.

Trovo disgustosa la Sua presa di posizione.

Saluti

diciamo così....
16 giugno 2012 22:55 limatore
secondo voi uno paga 465 mila dollari per tabelle di allenamento? nemmeno nel calcio un preparatore atletico guadagna tanto.

Mostri 2
19 giugno 2012 18:08 Bartoli64
Concordo al 1.000 x 1.000 con il post di True, che mi ha letteralmente tolto le parole dalla tastiera, e che ringrazio per aver scritto in pochi ma chiari concetti ciò che non può e non deve cadere nel dimenticatoio.

Ma si sa, in questo paese si può dire tutto ed il contrario di tutto... tanto poi la gente dimentica.

Bartoli64

Una sentenza c'e'
20 giugno 2012 02:59 SoCarlo
Grazie a Capodacqua per averla trovata.
Riporto dal suo sito (http://www.sportpro.it/#1150 articolo su Pozzato) che c'e' una sentenza della disciplinare della Federciclismo datata 13 Febbraio 2002.
Tale sentenza afferma la responsabilita' del Dott. Ferrari in vicende di doping a ne inibisce la frequentazione ai soggetti tesserati per l'UCI.

Non credo che il Dott. Stagi non ne sia al corrente. Mi piacerebbe avere la sua versione sul perche' ha ignorato tale sentenza nel suo trafiletto.

Grazie

p.s. io sul doping ho una visione diversa dal giornalista citato (che stimo), ma non siamo qui a parlare di questo ne' di come dovrebbe essere l'antidoping.

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