ARMSTRONG. Filippo Pozzato e quella intercettazione

| 16/06/2012 | 13:19
Ci sarebbe anche lui, Pippo Pozzato, nel lungo elenco di coloro che hanno fatto ricorso in tempi non lontani alle “cure” di Michele Ferrari. Il medico attualmente coinvolto nell’inchiesta doping dell’Usada (l’agenzia americana), che ha al centro Lance Armstrong. Anche lui, “Pippo il bello”, l’uomo della Sanremo 2006, del mondiale da capitano azzurro nel 2010, del secondo posto al “Fiandre” di quest’anno, della Ferrari sotto casa, della residenza a Montecarlo. La passione per i social network (12.036 followers su Twitter), per tatuaggi, donne, motori e motocross, sarebbe stato cliente del medico più chiacchierato d’Italia. A confermare i sospetti, una registrazione nota anche agli inquirenti italiani che in questi ultimi anni hanno indagato sul medico messo all’indice dal Coni. E che, dunque, a norma di regolamento, non dovrebbe essere frequentato dai nostri atleti.

Su Ferrari in Italia c’è la mega inchiesta aperta dai Nas di Firenze, partita sulle tracce di Popovic, il russo all’epoca compagno di Armstrong, e poi allargata da Nas e Finanza di Brescia e Padova. «Ascolta: mi da Ferrari ghe so andà perché ghe l’ho domanda mi», dice il bel Pippo con accenti dialettali inconfondibili. «Da Ferrari ci sono andato perché gliel’ho chiesto io». L’ammissione è clamorosa. Nel dialogo si fa cenno alla vicenda di Emanuele Sella, positivo al “cera” nel 2008, poi squalificato solo una stagione, fino al 2009, perché collaborativo con la Procura Coni. E Pippo si schiera contro il collega che ha parlato. Lui – si evince dalle parole – si trattasse di testimoniare su Ferrari, lo difenderebbe perché «se te che vien a casa mia quindi se te responsabile», ovvero: «sei tu che vai a cercarlo a casa sua quindi sei tu che sei responsabile». E ancora: «Non hai la pistola puntata alla testa. Con Ferrari volevo andarci io. Siamo maggiorenni, no?». Nella registrazione emerge anche una cifra: 40.000/50.000 euro l’anno solo per essere “seguito” dal medico. Si fa cenno con disinvoltura alla necessità di fare come tutti, perché «sei hai in camera compagni che prendono qualcosa è logico che anche tu la prenda». Insomma: lo spaccato di una mentalità e di un ciclismo in cui la farmacia è parte integrante dell’attività sui pedali, come l’allenamento, l’alimentazione e la vita da corridore. Un ciclismo dove, alla fine, cede anche un atleta dalla classe riconosciuta. Compromettendo una carriera cominciata nel 2000 con i giovani della Mapei, saltando perfino la gavetta del dilettantismo e la relativa pressione dei risultati da fare ad ogni costo. Ed è un tragico esempio. Il colloquio risale all’estate del 2009; la voce registrata è quella di Pippo, senza ombra di dubbio, e ora, con le Olimpiadi alle porte, per il corridore di Sandrigo, tornato alle gare in Slovenia dopo la frattura al polso al Giro, potrebbe scattare una pesante squalifica in grado di fargli perdere Londra: dipenderà dalla celerità con cui si muoverà la Procura Coni.


Ci sarebbe anche lui, Pippo Pozzato, nel lungo elenco di coloro che hanno fatto ricorso in tempi non lontani alle “cure” di Michele Ferrari. Il medico attualmente coinvolto nell’inchiesta doping dell’Usada (l’agenzia americana), che ha al centro Lance Armstrong. Anche lui, “Pippo il bello”, l’uomo della Sanremo 2006, del mondiale da capitano azzurro nel 2010, del secondo posto al “Fiandre” di quest’anno, della Ferrari sotto casa, della residenza a Montecarlo. La passione per i social network (12.036 followers su Twitter), per tatuaggi, donne, motori e motocross, sarebbe stato cliente del medico più chiacchierato d’Italia. A confermare i sospetti, una registrazione nota anche agli inquirenti italiani che in questi ultimi anni hanno indagato sul medico messo all’indice dal Coni. E che, dunque, a norma di regolamento, non dovrebbe essere frequentato dai nostri atleti.

Su Ferrari in Italia c’è la mega inchiesta aperta dai Nas di Firenze, partita sulle tracce di Popovic, il russo all’epoca compagno di Armstrong, e poi allargata da Nas e Finanza di Brescia e Padova. «Ascolta: mi da Ferrari ghe so andà perché ghe l’ho domanda mi», dice il bel Pippo con accenti dialettali inconfondibili. «Da Ferrari ci sono andato perché gliel’ho chiesto io». L’ammissione è clamorosa. Nel dialogo si fa cenno alla vicenda di Emanuele Sella, positivo al “cera” nel 2008, poi squalificato solo una stagione, fino al 2009, perché collaborativo con la Procura Coni. E Pippo si schiera contro il collega che ha parlato. Lui – si evince dalle parole – si trattasse di testimoniare su Ferrari, lo difenderebbe perché «se te che vien a casa mia quindi se te responsabile», ovvero: «sei tu che vai a cercarlo a casa sua quindi sei tu che sei responsabile». E ancora: «Non hai la pistola puntata alla testa. Con Ferrari volevo andarci io. Siamo maggiorenni, no?». Nella registrazione emerge anche una cifra: 40.000/50.000 euro l’anno solo per essere “seguito” dal medico. Si fa cenno con disinvoltura alla necessità di fare come tutti, perché «sei hai in camera compagni che prendono qualcosa è logico che anche tu la prenda». Insomma: lo spaccato di una mentalità e di un ciclismo in cui la farmacia è parte integrante dell’attività sui pedali, come l’allenamento, l’alimentazione e la vita da corridore. Un ciclismo dove, alla fine, cede anche un atleta dalla classe riconosciuta. Compromettendo una carriera cominciata nel 2000 con i giovani della Mapei, saltando perfino la gavetta del dilettantismo e la relativa pressione dei risultati da fare ad ogni costo. Ed è un tragico esempio. Il colloquio risale all’estate del 2009; la voce registrata è quella di Pippo, senza ombra di dubbio, e ora, con le Olimpiadi alle porte, per il corridore di Sandrigo, tornato alle gare in Slovenia dopo la frattura al polso al Giro, potrebbe scattare una pesante squalifica in grado di fargli perdere Londra: dipenderà dalla celerità con cui si muoverà la Procura Coni.

da «La Repubblica» del 16 giugno 2012 a firma Eugenio Capodacqua


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COMMENTI
L'uomo che non vince mai
16 giugno 2012 13:43 pickett
Se col doping vince una gara ogni morte di Papa,figuriamoci se non si dopava!Veniva staccato dal gruppo prima ancora di arrivare al Km zero!

16 giugno 2012 14:08 LampoJet
Il primo commento qui sopra è fatto da uno che non capisce nulla di ciclismo. Non sono tifoso nè tantomeno simpatizzante di Pozzato, ma chiunque abbia una benchè minima cognizione di ciclismo, non può scrivere una simile cosa! Pozzato è un corridore con mezzi e potenziali superiori alla media, è un dato di fatto. Poi se vi è antipatico potete dire che si gestisce male, che fa il divo, che si da delle arie, qualsiasi cosa. Ma dire "figurati senza doping non vincerebbe nulla..." è già in orbita attorno a Saturno.

P.s: Poi mi spiegate perchè si dovrebbe squalificare un atleta solo perchè frequenterebbe un medico preparatore? Ammetto che la cosa possa essere ambigua, però ci deve sempre essere la presunzione d'innocenza, in fondo la parola preparatore sta ad identificare colui che prepara. Infine mi sa che questa continua caccia alle streghe fa si che aumenti la fama (piuttosto infondata) del dott. Ferrari, si perchè, poi, a fare 4 punture di roba son poi buoni quasi tutti.

a chi scrive qui sopra
16 giugno 2012 14:20 excalibur
perché si deve squalificare? per un motivo semplicissimo: perché c'è un regolamento che VIETA di frequentare medici squalificati, radiatio e quant'altro. dice niente il di luca squalificato per la frequentazione di santuccione (che fa pure rima)?

16 giugno 2012 14:23 azalai
penso, ma non ne sono sicuro che l'inchiesta che riguarda scarponi e menchov sia un'altra.. sia quella che fa capo alla humaplasma in austria

Ma Che novità
16 giugno 2012 14:33 Paolo53
Dalle indagini emergono sempre cose che per chi è dell'ambiente son ormai sapute e risapute.
La lista dei clienti è lunga, ma è anche conosciuta da tutti in gruppo, ne fan parte i campioni già affermati, qualche paracarro ed anche qualche giovane considerata "promessa"...!!
Per far pulizia bisogna raschiare il fondo...!!

A aaaaa che rizzade il piu pulito a la rogna e proprio vero !!!!!
16 giugno 2012 16:11 Vincent
Ma Pozzato non e lui che aveva tanto criticato un certo Riccò quando e stato ricoverato in febraio 2011 Riccardo che ambiente uno piu ipocrito del altro ma poi vedi non bisogna tropo fare il bla bla primo o poi ci sono anche loro nel inchiesta di doping .
Buon proseguimento la lotta al doping ma non questa e una lotta a due pesi due misure voi proprio vedere come va a finire questa inschiesta si anni datto 12 anni a ricco per fare solo vedere che loro fanno la lotta vera uno che paga e 80% che continua falsita e la sola verita di questo sistema .

Non capisco
16 giugno 2012 20:12 Per89
Non capisco perchè Pozzato rischierebbe la convocazione in azzurro per le olimpiadi.... L'errore di Pozzato in fin dei conti è quello di frequentare il fantomatico dottor Ferrari.... E visto che ad oggi questo dottore non è infrequentabile a differenza di Santuccione (che è stato interdetto e non può esercitare nelle discipline sportive) non vedo tutto questo clamore... Non mi sembra che Pozzato sia stato trovato positivo, nemmeno che si son trovate delle sacche di sangue riconducibili a lui (come nell'OP), l'unica cosa è che il nome di questo dottore è associato alla parola doping... Di questo dottore se ne parla da 10 anni ma non si è trovato nulla contro di lui a differenza di Fuentes... Va bene un indagine per carità, ma su Pozzato c'è solo questa misera intercettazione.... Ma sopratutto sono fatti che risalgono a 3 anni fa ed escono adesso...... MAH

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