DA TUTTOBICI. Liquigas, la strana coppia

| 02/02/2012 | 08:56
C’è grande curiosità attorno alla Liquigas Cannon­dale soprattutto per quanto riguarda i programmi stagionali di Vincenzo Nibali e di Ivan Basso. La “strana coppia” del ciclismo italiano vuole lasciare il segno e possiede tutte le carte in regola per tornare a dettare legge come fece nel 2010 (Ivan vinse il Giro e Vincenzo la Vuelta). Quello che sta per cominciare deve essere per entrambi l’anno del ri­lancio dopo dodici mesi trascorsi senza le soddisfazioni auspicate. A parlare dei due uomini di punta del nostro mo­vimento per le grandi corse a tappe (con Scarponi) è il loro direttore sportivo Ste­fano Zanatta.
La stagione di Basso sarà incentrata so­prattutto sul Giro d’Italia. Il tris di vittorie è possibile?
«Ivan ci crede e la squadra ne è convinta quanto lui. Stiamo lavorando per questo e penso che la corsa rosa si addica particolarmente alle sue ca­ratteristiche. Proveremo a vincere, ma sappiamo che non sarà facile».
Quale strategia avete adottato per raggiungere l’obiettivo?
«Per Basso abbiamo previsto una partenza più tranquilla. Esordio al Lai­gueglia e preparazione mirata per far sì che possa essere al massimo della for­ma nel mese di maggio. A marzo sarà già in buona condizione e farà un pensierino anche alla Liegi, ma in previsione Giro sarà importante non di­sperdere energie inutili».
L’edizione 2012 è simile a quella di due anni fa. È un motivo in più per credere in Basso?
«Ogni corsa ha la sua storia e questo è ancor più vero se si parla di un Grande Giro. Quello del 2010 era molto duro e questo dovrebbe esserlo al­trettanto, ma non si possono fare paragoni».
Le piace il percorso?
«È ben strutturato e regalerà spettacolo. Ci sono tappe adatte per ogni tipo di corridore e prevedo battaglia in tutte le frazioni. Serviranno concentrazione, gambe e tanta lucidità».
A cominciare dalle tappe danesi..
«Saranno insidiose perché nei primi giorni tutti vogliono mettersi in mostra e perché in questo tipo di strade l’im­previsto è sempre dietro l’angolo. Ivan dovrà fare attenzione ed evitare di correre rischi».
Il primo momento della verità?
«Direi la cronosquadre. Ci stiamo preparando per essere all’altezza e vogliamo dare un bel segnale. In questo caso i dettagli potrebbero essere decisivi».
Ci sarà una tappa chiave?
«A fare la differenza sarà l’ultima settimana e chi avrà più energie diventerà il favorito per il successo finale. La frazione di Cortina e quella dello Stelvio saranno le più indicative».
Avete già visionato gli arrivi più insidiosi?
«Alcuni sì, altri li proveremo più avanti. Di sicuro non lasceremo nulla al caso».
E lo stesso farà chiaramente anche Ivan?
«Lui prepara ogni corsa importante in maniera quasi maniacale e farà lo stesso anche in prospettiva Giro. Ha una grande forza mentale e sa che per battere la concorrenza è necessario sbagliare il meno possibile».
Non ci sarà Contador, potrebbe esserci An­dy Schleck. Cambierà qualcosa per voi?
«Faremo la nostra gara senza pensare agli altri. Potremo tenere in mano la cor­sa, ma anche agire di rimessa e re­stare tranquilli. È ancora presto per stabilire le dinamiche».
Quante possibilità ci sono di vedere Basso al Tour de France?
«Non lo escludo, ma decideremo più avanti. Se al Giro capiremo che ha la possibilità di far bene in entrambe le competizioni decideremo in questo senso. La priorità per Ivan è comunque la corsa rosa».
E Nibali?
«Farà sicuramente il Tour, ma l’ipotesi di vederlo al Giro non è da scartare a priori».
Vincenzo vorrebbe disputare la corsa ro­sa... Lo accontenterete?
«Ci penseremo con calma e fino a mar­zo non ufficializzeremo alcuna decisione. Il Giro è nel suo cuore e nei suoi pensieri, ma non ci ha chiesto di correrlo ad ogni costo».
Dovesse presentarsi al via quale ruolo po­trebbe recitare?
«Partirebbe in appoggio a Basso come nel 2010, ma a decidere i gradi sa­reb­be come sempre la strada. Stia­mo parlando di due campioni che hanno la vittoria nel dna e che sono uniti da amicizia e rispetto. Per la squadra sarebbe un vantaggio come lo fu nel 2010 perché con due fuoriclasse così il mal di testa verrebbe agli altri».
Ci sarebbero controindicazioni?
«Se entrambi arrivano al Giro con il massimo della condizione rischiamo di perdere un uomo da podio per il Tour e questo non possiamo permettercelo. Vincenzo e Ivan nel 2010 han­no dimostrato di potere coesistere alla grande, ma i nostri obiettivi devono essere salvaguardati».
Dove può arrivare Nibali al prossimo Tour?
«La corsa francese si adatta molto più alle doti di Vincenzo che a quelle di Ivan e lui ha maturità, carattere e classe per puntare al podio. La concorrenza sarà elevata, ma Nibali è un talento e può consacrarsi nella gara più importante. Lo vedo molto convinto e può compiere un ulteriore passo verso l’ec­cellenza. Fare il Giro in prospettiva Tour è un ipotesi, ma la valuteremo con calma. Adesso Nibali deve concentrarsi sulla prima fase di stagione perché lui sarà competitivo fin dalla Tir­re­no-Adriatico».
Che cosa ha Basso più di Nibali e viceversa?
«Vincenzo dovrebbe avere l’attenzione nei particolari di Ivan, Ivan dovrebbe invece essere spensierato come Vin­cenzo. A livello tecnico stiamo parlando di due grandi campioni, Nibali però ha una capacità di recupero davvero ec­cezionale. Più che una strana coppia so­no comunque una coppia da sogno».
La Liquigas non è però solo Nibali e Bas­so. Che squadra dobbiamo aspettarci?
«Giovane e competitiva per ogni tipo di gara. Abbiamo inserito cinque volti nuovi all’interno del team e sono tutti molto interessanti. Gli altri hanno in­vece un anno in più di esperienza e possono fare un ulteriore salto di qualità. Sagan, Viviani e Capecchi sono atleti su cui puntiamo forte e che  han­no già dimostrato di poter vincere gare importanti. Non pretendiamo cose im­possibili, vogliamo che ognuno dei no­stri corridori dia il massimo. Per la Li­quigas è un anno fondamentale e faremo del nostro meglio per ripagare la fi­ducia degli sponsor e di tutti coloro che in questi anni ci hanno sostenuto».

da tuttoBICI di gennaio a firma di Daniele Gigli
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