Doping, nuove accuse de L'Equipe sulle pratiche illecite

| 06/10/2005 | 00:00
Continuano le rivelazioni de L’Equipe in tema di doping: molte squadre partecipanti al Tour de France - scrive oggi il quotidiano francese - sottoponevano i loro atleti ad autoemotrasfusione prima della partenza delle tappe: è questa l’accusa di un ex medico della US Postal. Prentice Steffen, che ha lasciato la squadra americana nel 1996 prima dell’arrivo di Lance Armstrong, ha rivelato il procedimento snza però citare il nome del suo informatore. «Prima della partenza del tour, i corridori di alcune squadre hanno assunto EPO facendo salire il loro tasso di ematocrito fino ad un livello vicino a 60. Poi, un medico ha prelevato loro del sangue, conservandolo in sacche apposite, per farlo ridiscendere a valori consentiti e superare senza difficoltà i vari test ematici» ha spiegato il medico che lavora attualmente con una formazione dilettantistica statunitense, la TIAA-CREF. «Le squadre sapevano bene che i “vampiri” dei controlli ematici potevano passare in qualsiasi giorno ma sempre tra le sette e le otto del mattino. Passato questo orario, i corrdiri potevano tranquillamente farsi reiniettare il loro stesso sangue disputando la tappa con un ematocrito attorno ai 55-58 e con un vantaggio enorme. la sera, a fine tappa, nuovo prelievo e valori rientrati nella norma per affrontare senza problemi la notte ed eventuali nuovi controlli». Secondo il medico, questa pratica è stata utilizzata solamente in occasione delle tappe più importanti: «È un sistema facilissimo e privo di rischi, a meno che non ci sia un intervento dell’autorità giudiziaria». Il dottor Steffen consiglia un metodo per ovviare a questa pratica: effettuare i prelievi praticamente sulla linea di partenza. Il professor Michel Audran, spacialista francese del doping sanguigno, ha confermato al giornale la fattibilità del sistema, giudicando l’autoemotrasfusione come plausibile, tanto materialmente quanto scientificamente. Ed il farmacologo suggerisce lo stesso sistema di lotta: «prelievi di sangue e urine appena prima della partenz: basta una goccia di sangue dal dito, come si fa per i bambini, per misurare il tasso di ematocrito. È una procedura che io stesso ho portato avanti con giocatori di rugby e di pallamano prima delle partite, senza che questo li condizionasse nell’atto sportivo».
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