| 23/11/2011 | 08:49 Si è svolto lo scorso 19 novembre il convegno organizzato da K4Sport
(nella foto, Gianluigi Stanga) e dedicato al tema “L’imposizione fiscale
del ciclista professionista”. Al seminario hanno preso parte esperti in
materia legale, quali gli avvocati Davide, Maria Laura Guardamagna e
Pierfilippo Capello, della comunicazione, quale il dottor Andrea
Agostini, in materia fiscale, come i dottori commercialisti Elio Ghitti
ed Orlando Patelli, e psicologia sportiva grazie al dottor Vittorio
Serantoni.
Nell’intervento del dottor Guardamagna si è approfondito il contenuto e
la forma del contratto sottoscritto dal ciclista professionista, in
regime, come ordinamento italiano impone, di “libertà delle forme”,
purché, tuttavia vi sia il requisito fondamentale, ovvero l’incontro tra
le volontà del proponente e destinatario.
Si è poi passati a chiarire la differenza tra obblighi gratuiti e
obbligazioni onerose, nonché tra i contenuti delle lettere d’intenti,
del contratto preliminare, del diritto di prelazione e dell’opzione.
“Dalla conclusione del contratto, – ha sottolineato il legale – per il
ciclista professionista, discendono una serie di obbligazioni
principali: da una parte, il pagamento del corrispettivo determinato in
vario modo (ad esempio una quota fissa e una quota variabile collegata a
prestazioni); dall’altra la prestazione sportiva, la cessione dei
diritti di proprietà intellettuale (l’immagine, il nome, il marchio) e
l’opera professionale (commenti televisivi, la partecipazione ad eventi,
la direzione tecnica di una squadra, la preparazione atletica …).” Da
ultimo sono stati trattati gli aspetti collegati alle garanzie inserite
nei contratti per assicurare non solo il pagamento dei corrispettivi, ma
anche il rispetto degli impegni assunti dagli atleti quali le
fideiussioni, le penali, le clausole risolutive.
L’avvocato Capello ha approfondito ulteriormente l’aspetto contrattuale,
sottolineando come la materia sportiva, e ciclistica nello specifico,
si trovi ad essere regolata da due tipi di normative, una afferente alla
legislazione ordinaria e la seconda costituita da regolamenti nazionali
ed internazionali di stampo sportivo. La legislazione ordinaria poggia
le sue fondamenta sulla Legge 91/81 che determina la nascita del
professionismo sportivo, mentre i regolamenti sportivi includono le
norme Uci e Fci che fissano la durata dei contratti, le linee guida del
contenuto ed i limiti di validità.
“Sotto il profilo fiscale, trattandosi nella generalità dei casi di
lavoro subordinato, salvo qualora il ciclista si presti per un breve
periodo o non sia contrattualmente vincolato per quanto riguarda la
frequenza ad allenamenti o, altresì, non superi determinati parametri
temporali (8 ore settimanali, o 5 giorni al mese, o 30 giorni all’anno) –
ha precisato Ghitti – si applicano le norme relative a tale fattispecie
lavorativa, con relativa impostazione Irpef, gestione del credito
d’imposta ed accantonamenti ai fondi pensionistici, ivi compresa la
regolamentazione Enpals.”
La gestione dell’immagine del ciclista, tanto da parte del management,
quanto dello stesso professionista è aspetto non di second’ordine,
stante la criticità legata alle molteplici forme di comunicazione oggi a
disposizione. “E’ molto importante – ha sottolineato Agostini – sapere
come rapportarsi con i media. Il professionista deve tenere presente
aspetti come la visibilità degli sponsor e, di conseguenza, presentarsi
con un abbigliamento adeguato a tali obblighi contrattuali, mantenere un
atteggiamento cortese e disponibile e rammentare che l’intervista
rappresenta un dovere nei confronti del team. A dare manforte al
ciclista in queste delicate fasi, entra in scena la figura dell’addetto
stampa, il quale può fornire allo stesso atleta una chiave di lettura al
fine di meglio prepararsi all’incontro coi media, insieme a
suggerimenti quali, primariamente chiarezza e semplicità nelle
dichiarazioni. Lo stesso addetto stampa può permettere al ciclista di
fronteggiare anche situazioni in cui l’intervista giunge in occasioni
particolari, consigliando lucidità, poiché rabbia e stanchezza
rappresentano i nemici pubblici numero 1 in tali situazioni.” Nuove
sfide sono rappresentate dai social network che possono fornire
un’immagine ulteriore dell’atleta: “Il consiglio in questo caso – mette
in guardia Agostini – è quello di proteggere il più possibile la vita
privata, tenendo presente che alla propria immagine, che sia fenomeno
mediatico o parte di un unicum con la squadra, è strettamente legata
quella del team.”
COMPLIMENTI, CHE BELLA INIZIATIVA PUBBLICITARIA!!!
Come sempre c'è gente che vuole farsi pubblicità e portarsi in "casa" i corridori per poi mangiarci insieme il guadagno dello stipendio. Ecco, questa è la nuova frontiera dei PROCURATORI, inventarsi i meeting a scopo di lucro. Ragazzi, atleti e genitori aprite gli occhi.
Meglio il meeting fatto dall'ACCPI (nello stesso giorno) dove si parlava di futuro del ciclismo professionistico.
ACCPI voto 8 - STANGA&CO voto 2
Non immaginavo...
23 novembre 2011 12:15FrancoBui
... che a un corridore servisse un addetto stampa per ricordargli che deve «mantenere un
atteggiamento cortese e disponibile». Si impara sempre qualche cosa!!!
ehiiiii
23 novembre 2011 14:06corridore
Non faccio parte ne dell'ACCPI, ne della FCI, ne UDACE, ne ADISPRO, ne AOCC.....sono semplicemnte un amatore del ciclismo.
Basta vedere i relatori e il messaggio che volevano dare i due convegni....e la risposta viene di conseguenza (basta leggere tra le righe i comunicati!!! @Roberto, cerca di sforzarti e capire...)
23 novembre 2011 16:06novecento
Non capisco tutto questo cinismo e queste critiche nei confronti dell'iniziativa. Secondo me è invece lodevole, andando a toccare argomenti interessanti e non banali con rinomati professionisti del settore che, a mio parere, hanno messo a disposizione la propria esperienza non tanto per farsi pubblicità, quanto per rendere il convegno più autorevole.
Pubblicità? Mah...
23 novembre 2011 16:08novecento
Non capisco tutto questo cinismo e queste critiche nei confronti dell'iniziativa. Secondo me è invece lodevole, andando a toccare argomenti interessanti e non banali con rinomati professionisti del settore, che mettono a disposizione la propria esperienza non tanto per farsi pubblicità, quanto per rendere il convegno più autorevole. Il discorso della visibilità secondo me fa un pò ridere..
Bella iniziativa
23 novembre 2011 16:24Walnut
Bella iniziativa, corredata di professionisti e avvocati. Finalmente qualcuno che cerca d'informare nel dettaglio i doveri e soprattutto i diritti dei ciclisti. Da ripetere, visto che era gratuita a quanto ho capito. Sicuramente meglio di un convegno per parlare di doping, materia troppo pubblicizzata e su cui si fa troppa demagogia
Alessandro
Acqua calda!
23 novembre 2011 18:14Andy77
ma non hanno scoperto l'acqua calda... molto fumo...
vorrei vedere messe in pratica tutte queste cose... i contratti UCI sono chiarissimi e non si possono modificare!!!!
meglio aggiornarsi prima di dire quali sonon i diritti e doveri...
grazie
andrea
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