TORRI. «Contro il doping, il ciclismo ha fatto molto»

| 19/11/2011 | 18:33
Quest’oggi a Faenza le massime Istituzioni impegnate nella lotta al doping si sono riunite nell’interessante, proficuo, ma soprattutto storico incontro organizzato da ACCPI e AIMeC.
Interessante e proficuo, ma soprattutto storico perché unico. Così è stato definito il convegno «2001-2011, dieci anni di lotta al doping, bilanci e prospettive» dagli organizzatori dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) e dell’Associazione Italiana Medici del Ciclismo (AIMeC), che con la partecipazione dell’Associazione Italiana Direttori Sportivi Professionisti (ADIS-PRO), questo pomeriggio presso la Sala Meeting del Class Hotel di Faenza hanno riunito le massime cariche impegnate nella lotta al doping.
A dieci anni dall’entrata in vigore della legge n.376/2000 concernente la disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping, grazie all’impegno del dottor Roberto Corsetti, presidente AIMeC, e dell’avvocato Federico Scaglia, segretario generale ACCPI, sono intervenuti il Procuratore Capo della Procura Antidoping del CONI Ettore Torri, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Padova Benedetto Roberti, il Sottosegretario del Ministero degli Interni Michelino Davico, il Comandante Generale dei NAS Cosimo Piccinno, il Direttore del Cycling Anti-doping Foundation UCI e membro del Comitato dei Laboratori WADA Francesca Rossi, il Consulente scientifico UCI Mario Zorzoli e il Presidente della Federazione Medici Sportivi Italiani Maurizio Casasco.
Ciascun partecipante, in virtù del proprio ruolo e della propria esperienza, ha espresso un bilancio e delineato le prospettive future del proprio lavoro, con particolare riferimento al ciclismo professionistico. Importante il riconoscimento del lavoro intrapreso dal ciclismo, movimento definito pioniere in questa battaglia da tutti i relatori.
A questo proposito incoraggiante il messaggio del dottor Torri, che ha sottolineato quanto il mondo delle due ruote sia migliorato in questi anni: «Quando ho iniziato a lavorare come Procuratore la situazione era drammatica. Oggi posso dire che c’è stato un cambiamento abissale. Nell’ultimo anno tra Giro, Tour e Vuelta non c’è stato alcun caso di doping. Qualcosa di buono è stato fatto da tutte le componenti, Assocorridori compresa. Non sono così ottimista da dire che il doping sia battuto, ma nel professionismo senz’altro il fenomeno è stato ridotto moltissimo e per ottenere questo ho contribuito anche io. Il segreto di questa presa di coscienza? É venuto meno l’interesse di doparsi. Prima i controlli erano pochi e le pene lievi, oggi il gioco non vale la candela». Da segnalare anche le parole della dottoressa Rossi, rappresentante della WADA, che ha sottolineato gli sforzi del sistema ciclismo: «L’atteggiamento del ciclismo va preso ad esempio. Gli altri sport fanno molti controlli, ma qualitativamente non reggono il confronto con i vostri. Il ciclismo è sempre sotto i riflettori, ma oggi è lo sport più all’avanguardia in materia antidoping. In questo campo il nostro paese è punta a livello internazionale, ce lo riconoscono tutte le maggiori istituzioni di settore». Le fa eco il dottor Zorzoli, che a nome dell’UCI ha riconosciuto i primati temporali di cui il ciclismo può farsi vanto. Il pm Roberti ha sottolineato invece la necessità di leggi più moderne «per colpire l’intero sistema doping e non solo i ciclisti, anello debole della catena. La legge vigente è buona, molti paesi esteri ce la invidiano, ma va migliorata perché le indagini dicono che il problema è molto complesso e non riguarda mai o solo il singolo individuo. La repressione è indispensabile, ma non basta. Serve una riforma culturale che si rivolga soprattutto ai giovani».
Presenti in platea il presidente dell’Associazione Internazionale Corridori (CPA) Gianni Bugno, il presidente dell’ADIS-PRO Luca Guercilena, il direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni e il presidente onorario della Federazione Ciclistica Italiana (FCI) Alfredo Martini, che in chiusura ha deliziato i presenti con parole semplici quanto profonde.
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COMMENTI
...Gli altri non si toccano?
19 novembre 2011 19:18 magico47
( Aggiungo io: adesso tocca alle altre disclipline sportive fare altrettanto..CALCIO in primis.)

Loriano Gragnoli DCI

Finalmente!
20 novembre 2011 00:07 dotto
Parole sagge da parte di Torri. Sembrerebbe proprio che suo nipote, da sempre grande amico del ciclismo, l'abbia finalmente fatto ragionare!

PRENDERE ATTO, CONTINUARE LA BATTAGLIA ETICA, E MAI MOLLARE !
20 novembre 2011 09:38 renzobarde
L'autorevolezza degli interlocutori ( tra cui personaggi che ho conosciuto ed apprezzato premiandoli col "Memorial Giampaolo Bardelli " a Pistoia, e cioè Torri, Zorzoli, Roberti) danno credibilità alle lloro affermazioni. E però ritengo che occorrerà COMBATTERE ANCOR MEGLIO DEL PASSATO il SISTEMA-CICLISMO ovvero chi intrallazza e mette in mezzo i corridori. Dico perciò : attenzione ai direttori sportivi, ai massaggiatori ed altre "figure" che procurano doping. che lo fanno arrivare dall'estero, specie dall'Est ! In queste direzioni PIU' DI PRIMA deve orientarsi la lotta al doping nel ciclismo, Renzo Bardelli-Pistoia

Sottolineo e condivido:
21 novembre 2011 08:35 passion
1) - Il pm Roberti ……………………………………………………………… La legge vigente è buona, molti paesi esteri ce la invidiano, ma va migliorata perché le indagini dicono che il problema è molto complesso e non riguarda mai o solo il singolo individuo. La repressione è indispensabile, ma non basta. Serve una riforma culturale che si rivolga soprattutto ai giovani».
2) - …………………………………………………………….. attenzione ai direttori sportivi, ai massaggiatori ed altre "figure" che procurano doping. che lo fanno arrivare dall'estero, specie dall'Est ! In queste direzioni PIU' DI PRIMA deve orientarsi la lotta al doping nel ciclismo.

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