OSCAR TUTTOBICI. Giorgia Bronzini, la regina colpisce ancora

| 05/11/2011 | 09:17
Non poteva che essere lei, la campionessa del mondo che tanto ci ha fatto emozionare a Copenhagen, lei che ha segnato un bis storico (tra gli italiani riuscito prima di lei solo a Gianni Bugno e Paolo Bettini), la miglior atleta del 2011. Giorgia Bronzini, che giovedì prossimo porterà una ventata iridata sul palco dell’Auditorium del Palazzo della Gran Guardia, sul quale riceverà l’Oscar tuttoBICI Donne Élite Gran Premio VITTORIA. La piacentina classe ‘83, quest’anno con la Colavita Forno d’Asolo ha ottenuto sette vittorie su strada e il 24 settembre, laureandosi campionessa del mondo per la seconda volta consecutiva, è stata la prima donna italiana della storia a firmare questa impresa.
«All’inizio non me ne rendevo conto, ma pian piano ho realizzato la portata di quanto io e le mie compagne di nazionale siamo riuscite a realizzare. A furia di sentirmi ripetere che sono la quinta atleta della storia ad aver vinto per due anni consecutivi la corsa iridata su strada sto capendo di aver concretizzato un sogno, non solo mio. Ne approfitto per ringraziare ancora una volta chi mi ha dato fiducia, sia in gara che fuori, e ha reso tutto ciò possibile. Sono davvero molto felice, che il mio nome comparirà negli albi d’oro due volte di fila».

A proposito di albi d’oro, ormai sei una presenza fissa in quello degli Oscar tuttoBICI.
«Sì, questo è il mio quinto Oscar e ne vado molto orgogliosa. Ne ho vinto uno tra le Junior nel 2011 e quattro tra le Elite (2005, 2007, 2010, 2011). Se riuscirò a battere il record di Fabiana Luperini, vincitrice di sette Oscar? Magari, sapete che mi piacciono le sfide (sorride, ndr). Questo riconoscimento è un premio alla mia costanza e la ciliegina sulla torta di una stagione coi fiocchi. Come ogni anno la Notte dei Campioni sarà una bella serata, sono felice di prendervi parte ancora una volta».

A vincere così tanto non rischiamo che ti monti la testa?
«No, la Giorgia resta sempre la Giorgia. Una ragazza di 28 anni per cui il ciclismo è la passione più grande. Che ha iniziato a pedalare per gioco, dopo aver visto una gara di giovanissimi vicino a casa ed essere rimasta affascinata dalle bici da corsa. Che in sella a una Raimondi rossiccia, con le gabbiette e il cambio sul telaio, alla sua prima corsa ha chiuso penultima coi maschi, precedendo però l’unica altra ragazzina in gara. Quella bambina che amava lo sci e impazziva per la Compagnoni, che praticava ginnastica artistica. Quella donna solare, disordinata e testarda, che ama cucinare e va pazza per il vino bianco frizzante. Quella che continuerà ad andare in giro sulla jeep CRV, che ha comprato l’anno scorso, che vivrà nel suo appartamento di sempre e che al massimo riceverà qualche complimento in più. Una campionessa del mondo, che non si sente “arrivata” e continua a sognare risultati importanti».

Dopo le meritate vacanze e i dovuti festeggiamenti sei già risalita in sella.
«Rispetto all’anno scorso tornata da Copenhagen sentivo proprio il bisogno di ricaricare le pile. Ho trascorso un po’ di tempo con le persone che mi sono più care e mi sono rilassata al caldo. Al ritorno dal mare ho organizzato una bella festa per ringraziare le azzurre e tutto lo staff della nazionale, per divertirmi con i tifosi e trascorrere una serata in allegria con chi mi supporta tutto l’anno. Ho staccato totalmente un minuto dopo i Tricolori su pista, ho ricominciato a pedalare alla cronocoppie amichevole di Cittiglio. Il mio primo appuntamento internazione del 2012 saranno i Mondiali in pista a Melbourne, in aprile, dove cercherò di replicare il successo nella gara a punti del 2009 a Pruszkow (Polonia)».

L’anno prossimo tornerai a correre per un team a tutti gli effetti italiano.
«Dopo essere stata alla corte di Maurizio Fabretto nel 2004 e nel triennio 2007-2009 torno “a casa”. Non è stata una scelta facile, ma ho fiducia in lui e nel progetto della Diadora Pasta Zara. Diadora è un brand internazionale di spicco nel mondo dello sport, e non solo nel ciclismo. Pasta Zara ha un presidente che ha sempre creduto nel ciclismo rosa e lo ha dimostrato anche quest’anno, con la presenza di questo marchio al nostro GiroDonne. Penso sia un mix perfetto per cercare di rilanciare il ciclismo rosa che, finalmente, sta crescendo e prendendo sempre più piede. In più conosco molto bene Diana Ziliute, il mio prossimo direttore sportivo: nel 2009 siamo state compagne di squadra e ora la ritrovo in ammiraglia. Ha molta esperienza, ha vinto tanto sui pedali. É una donna caparbia e seria. Penso, quindi, di aver fatto la scelta migliore».

Quali emozioni dobbiamo aspettarci dalla “Maga” per l’anno prossimo?
«Non nego che la mia prossima stagione sarà orientata sulle Olimpiadi e i Mondiali (della corsa a punti e in linea). A Londra cercherò di arrivare al massimo della condizione, per giocarmi il tutto per tutto con le migliori. Il percorso delle corsa dei cinque cerchi sembra perfetto, disegnato proprio per le mie caratteristiche. É un’occasione d’oro».

Giulia De Maio
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