TOUR. Finalmente è arrivata l'ora delle montagne

| 14/07/2011 | 08:47
Il Tour è iniziato quasi due settimane fa dalla Vandea, eppure per molti il vero primo giorno è oggi, nei 211 chilometri che portano la carovana da Cugnaux a Luz Ardiden, per la prima tappa pirenaica.
A parte i tanti favoriti che sono stati costretti al ritiro dalle strade di Francia, tutti gli altri non possono permettersi di non rimanere davanti scalando l’Hourquette d’Ancizan, il Tourmalet e la salita finale che porta a Luz Ardiden.
Il primo gigante da scalare di questa edizione della Grande Boucle è un’ascesa inedita, l’Horquette d’Ancizan, scoperta da Christian Prudhomme durante la Route du Sud 2007, quando il primo a scollinare è stato Amael Moinard, allora alla Cofidis e adesso fido gregario di Cadel Evans. La salita è regolare: viene attaccata dopo 131 km di gara e superata dopo 9.9 km di ascesa con una pendenza media del 7,5%.
A quel punto si scende fino a Sainte-Marie-de-Campan dove inizia il Tourmalet, la decana fra le salite del Tour de France, il cui centenario è stato festeggiato l’anno scorso con il fraterno abbraccio fra Andy Schleck e Alberto Contador, che in teoria lo avrebbero dovuto onorare attaccandosi a vicenda.  17 km al 7,3 % di pendenza media per raggiungere la targa dedicata a Jacques Goddet, storico patron del Tour: la vetta è a 35.5 km dall’arrivo.
Segue una discesa non semplice e lunga quasi 20 km fino a Luz-Saint-Savuer, quindi ecco arrivare il gruppetto dei migliori che ha resistito ai primi due colli attaccare i 13.3 km al 7,4% che portano alla stazione sciistica di Luz Ardiden, per la settima volta sede di tappa della Grande Boucle.
In questi giorni si è tanto parlato delle condizioni e delle ambizioni dei vari leader. Oggi i fatti e le gambe risponderanno agli interrogativi più di qualsiasi parola. Se è corretta l’analisi psicologica del clan Contador più banale, cioè con il Re che cerca di nascondere dei problemini fisici, allora farebbero bene i pretendenti al suo trono ad attaccarlo come minimo per testare quali sono le sue reali condizioni.
Parlando di classifica, Voeckler pare avere un vantaggio e una condizione tali percui non è inimmaginabile vederlo anche stasera in maglia gialla.

da Cugnaux, Francesco Cerruti
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