BRIXIA TOUR. Giuseppe Bresciani risponde alla Federciclismo

| 02/07/2011 | 18:53
Egregio Direttore
Le chiedo gentilmente spazio per replicare alla notizia da Voi data in merito al Brixia Tour, passata come comunicato emesso dalla Federazione Ciclistica Italiana nel quale si legge tra l'altro:  “presa visione delle notizie apparse sugli organi di stampa relative allo svolgimento del Brixia Tour 2011”... ecc. tengo a precisare che tali notizie risultano datate rispetto al comunicato emesso della Fci.

Ritengo però giusto che gli organi di stampa diano il giusto spazio, nelle fasi organizzative, ad una gara ciclistica internazionale come il Brixia Tour
Vorrei chiedere alla FCI  o chi di competenza, e cioè chi ha voluto fare emettere tale comunicato, come mai non è stato così solerte a precisare quando gli organi di stampa avevano scritto “ Il Brixia Tour è stato cancella o annullato dall'UCI” ?
Mi chiedo perchè  nel mese di marzo scorso, quando gli organi di stampa avevano pubblicato una notizia “storpiata” che ,nel suo contenuto, ha arrecato un notevole danno sia morale che materiale agli organizzatori del “ Brixia”, gli stessi che oggi hanno voluto rendere noto il ritardo nel presentare il programma gara per l'approvazione, non abbiano voluto precisare che il Brixia Tour non era stato “annullato” ma semplicemente “sospeso” come riportava la missiva emessa dalla Segreteria dell'Unione Ciclistica Internazionale.
Forse a qualche personaggio interno della Federazione ciclistica Italiana quella notizia gli ha fatto comodo, come oggi gli ha fatto comodo rendere pubblico che “senza la relativa documentazione” il Brixia Tour non sarà approvato.
A tale proposito, dietro lettera di sollecito della Segreteria Generale prima e del CCP poi, chi scrive ha comunicato che nei primi giorni di luglio avrebbe fatto loro pervenire il programma e la relativa documentazione del Brixia Tour 2011, chiuso con il pregresso e dato ampie garanzie per la nuova edizione.
Per vari motivi come l'ordine di sicurezza o l'essere garantiti dagli organi competenti sui tracciati, i vari ritardi nell'avere appuntamenti con gli amministratori locali ci hanno portato  a prolungare i tempi organizzativi (per avere certi incontri e riscontri con amministratori pubblici abbiamo atteso, non essendo raccomandati, anche cinque mesi!!!) poiché, da sempre, prima di presentare il programma gara alla Federazione ciclistica Italiana dobbiamo garantirci in primis la sicurezza dei tracciati e quindi dei ciclisti.
Forse non abbiamo la mentalità di organizzare gare di un certo livello in quindici giorni come recentemente abbiamo registrato.
Forse oltre al tracciato, noi del Brixia Tour, guardiamo di curare pure l'immagine di questo ciclismo già martoriato.
Non siamo certamente i più bravi ma quello che facciamo, e lo facciamo per pura passione senza alcun scopo di lucro ed in più occasioni rimettendoci di tasca nostra, cerchiamo di realizzarlo nel migliore dei modi e non certo con due transenne magari non omologate, con un palco premiazioni che non vorremmo neppure usare con i “Giovanissimi”.
Tra tutto questo sputtanamento che, a mio modesto avviso ritengo inutile, che danneggia l'immagine di un già martoriato ciclismo, mi viene però sovente una domanda: ma perchè stiamo a perdere tempo ad organizzare gare? Non c'è l'ha ordinato il dottore?
Noi lo facciamo per passione, per  amore verso il ciclismo, per onorare i campioni del passato, lavorando nel presente pensando al futuro.
Ma se noi organizzatori di periferia oltre al danno dobbiamo subire anche la beffa sopratutto da chi ha ancora una mentalità retrograde, da chi non accetta di essere giunto al termine ma che guarda al solo profitto personale magari scendendo in strada ad organizzare con il motto “ Speriamo che ci vada bene” allora il ciclismo è destinato a fallire poiché il marcio dominerà sul buono.
Ed anche il giovane che entrerà a far parte di un'organizzazione prima cercherà il profitto senza guardare in faccia nessuno, mescolerà la politica d'interesse con lo sport, e poi,nei ritagli di tempo,magari, proverà ad organizzare qualche corsa  guardando al proprio interesse e non nell'interesse del ciclismo.
Forse non frequentiamo i piani alto della Federazione e della politica, forse perchè ci presentiamo negli uffici a ritirare i documenti utili all'organizzazione all'ultima ora ma, sicuramente sappiamo, nel nostro silenzio, lavorare per il ciclismo vero.

Ringraziando dell'ospitalità porgo cordiali saluti

Giuseppe Bresciani

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