| 08/08/2005 | 00:00 Dopo qualche gara post Tour, Paolo Savoldelli sta tirando un po‚ il fiato. Festeggiamenti dopo la vittoria a Milano, ma poi subito a pedalare, in funzione Tour de France.
Tre mesi a tutta. Adesso, un po’ di riposo?
«Riposo forzato. Mi devo operare, per eliminare una fastidiosa ciste al sopra sella che mi ha imposto il ricorso ad antidolorifici. Credo comunque che la mia stagione ad alto livello sia conclusa».
Se pure con ruoli diversi, sei stato grandissimo in entrambe le occasioni. Bellissima anche la tua vittoria alla diciassettesima tappa, con arrivo a Revel.
«In una tappa così lunga, a fine Tour, i corridori di fondo vengono fuori».
Valutando quello che avete fatto vedere tu e Basso, sia Giro che al Tour, sembra che la supposizione secondo la quale, correre più di una grande gara a tappe all’anno sia follia, non rappresenta poi, una sorta di verità assoluta.
«Non vedo però molti corridori capaci di essere protagonisti in tutte e due le occasioni. Ivan, se pure al Giro ha dovuto abbandonare velleità di classifica a causa di problemi di salute, ha vinto due belle tappe ed è stato assoluto protagonista. Al Tour poi, è andato fortissimo ed è stato l’avversario principale di Lance. Tutti gli altri si sono difesi più o meno bene, ma non so se disputando anche il Giro d‚Italia avrebbero potuto fare meglio».
Per quanto ti riguarda però, alla Grande Boucle hai ricoperto un ruolo diverso rispetto al Giro, ma sei stato brillantissimo dall’inizio alla fine.
«Certamente. Il mio ruolo era quello di essere di aiuto a Lance, a sua completa disposizione. L‚ambizione personale è maturata in un particolare contesto di corsa ed a risultato ormai quasi completamente acquisito. Manca la riprova, penso però che se non avessi avuto da svolgere tutto quel lavoro, potevo forse entrare nei primi dieci della classifica generale».
Con queste sensazioni, sarà d’obbligo riprovarci il prossimo anno. Lance ha dato l’addio alle competizioni e la Discovery Channel potrebbe giocare con più carte.
«L’organico 2006 ed i programmi sono tutti da definire. Per adesso pensiamo un po’ a riposarci. Avremo modo per riparlarne».
Roberto Sardelli
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