I VOTI DEL DIRETTORE. Gatto e Scinto memorabili, ma Di Luca...

| 14/05/2011 | 19:00
di PIER AUGUSTO STAGI  -

GATTO. 10. Bettini o Argentin, fate voi. Scatto da autentico “finisseur”. Azione da grande corridore. Un passato da piccolo prodigio nelle categorie giovanili, un presente pieno di amarezze. Dopo cinque anni di professionismo, con Luca Scinto sta trovando la sua giusta dimensione. «Ho faticato a capire il mondo del professionismo, ero abituato troppo bene. Ora spero che questa vittoria segni la svolta della mia carriera». Ha messo la freccia: non fermarti più.

SELVAGGI-GIORDANI. 8. Scappano dopo soli due chilometri di corsa. Li riprendono quando all’arrivo di Tropea mancano poco più di sette chilometri. Per i due granatieri della Vacansoleil e della Farnese Vini la consolazione di aver onorato come nessun altro gli otto cicloturisti falciati da un ubriaco il 5 dicembre scorso e ricordati con un traguardo speciale in località Sant’Eufemia-Lamezia, dove è stata scoperta una lapide. Alti di statura, grandi di cuore.

SCINTO. 10. Vince da tecnico la sua prima tappa al Giro d’Italia, va al «Processo» e lascia ai posteri le sue garbate parole di gioia: nulla a che vedere con i suoi modi smodati. Per la serie: nei grandi momenti, anche Luca Scinto è grande.

BETTINI. 8. Il mare, il tramonto, un villaggio turistico che solletica la fantasia di Gabriele Balducci, ex professionista e amico di vecchia data di Paolo Bettini. «Betto, che ne dici se qui organizziamo una bella grigliata?...». domanda il “Baldo”, oggi accompagnatore ufficiale del ct azzurro. Detto, fatto. L’oro di Atene, ancora una volta, coglie l’attimo. «Via che si fa…». Nonostante siano quasi le otto, Bettini trova un discount aperto e compra ogni ben di dio: salsicce, salamele, galletti e carne di maiale. Recupera nel villaggio una griglia acconcia e in un’ora e mezza confeziona una grigliata memorabile per 45 persone, in pratica tutto lo staff della Mediolanum. Alla fine, tra l’aroma di alloro e fiumi di birra, una “standing ovation” per l’oro di Atene. A fare squadra è ancora il numero uno.

DI LUCA. 5. Un tempo questi erano i suoi traguardi, i suoi arrivi. Arriva 156° a 1’47” da Oscar Gatto. C’è poco da dire...

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COMMENTI
...interviste....
14 maggio 2011 20:07 raffaello
....e se la piantassero di intervistarlo ogni volta che scende dal pulmann o quando passa sotto lo striscione d'arrivo non sarebbe poi così male!!!

C'E' POCO DA DIRE?
14 maggio 2011 20:16 jaguar
Direttore c'è poco da dire su Di Luca? io direi che si sarebbe tanto da dire ed anche su Menchov ed anche per tantissimi altri superman che dopo aver fatto i fenomeni arrivavano senza sudore e senza fiatone.....considero i giornalisti complici del doping perchè sanno, vedono e non denunciano mai niente....ma noi da casa vediamo tutto e voi ad un metro cadete sempre dal pero....ah diementicavo l'unico colpevole è Riccò e quel linguacciuto del Dott. Torri.....ed ha pubblicato pure la lista "mafiosa" dell'UCI ....Ma per favore??????

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