TUTTOSPORT. Zomegnan: «Se tutti facessero come noi...»

| 22/04/2011 | 13:14
Da ottimo giornalista, Angelo Zomegnan s’è trasformato dal 2004 nel
“signor Giro d’Italia”, direttore della Corsa Rosa che scatterà il 7 maggio
da Venaria Reale. Come organizzatore, Zomegnan “controlla” altre grandi
manifestazioni fra le quali Milano-Sanremo, Giro di Lombardia,
Tirreno-Adriatico, Strade Bianche, Giro del Piemonte e Milano-Torino
(quando verrà ripristinato). Con lui proseguiamo la nostra iniziativa
contro il doping.

Signor Zomegnan, come si può intervenire per arginare la piaga degli
illeciti nel ciclismo?
«Basterebbe esporre e tenere in considerazione ciò che già stiamo facendo».

Siamo pronti ad ascoltare....
«Innanzitutto, noi organizzatori siamo vittime e non colpevoli del doping...»

Anche se le tappe sono troppo difficili e i trasferimenti massacranti?
«Il problema del doping è legato alla velocità e non alla resistenza. La
storia insegna che ci si dopa anche per i 100 metri di atletica. Nel
ciclismo si potrebbe andare più piano, ma senza aiuti. I trasferimenti,
poi, si fanno in auto, in elicottero o in aereo. Ma se alcuni atleti
durante l’anno stanno al pub sino alle tre del mattino....».

Una puntualizzazione: per noi il doping è finalizzato al recupero, non alla
velocità, ed è per questo che coinvolge soprattutto gli specialisti delle
corse a tappe ed è sempre per questo che i trasferimenti incidono nelle
difficoltà.

Chiediamo scusa della digressione: ci dica pure che cosa si sta facendo
contro il doping...
«Investiamo ingenti cifre nella sensibilizzazione dei giovani e contro le
pratiche illecite».

Iniziamo dai giovani...
«Da dieci anni il Giro va in 4.200 classi di terza, quarta, quinta
elementare, prima e seconda media per spiegare che cosa sia il ciclismo,
come ci si debba alimentare e quali siano i valori dello sport senza
prendere le scorciatoie. Con quest’anno arriveremo a coinvolgere un
milione di bambini».

E la lotta contro le pratiche illecite?
«Sono stati investiti milioni di euro nel passaporto biologico, che
obbligatoriamente deve riguardare tutti i corridori invitati alle nostre
corse. In più gli atleti sui quali si nutre qualche dubbio sono
costantemente monitorati».

C’è stata anche una sua restrizione personale, giusto?
«Diciamo che mi sono preso la licenza di istituire una quarantena
supplementare oltre il termine ufficiale del periodo di squalifica per
alcuni soggetti a rischio...».

Riccò su tutti...
«Esatto. E per questo molti media mi criticarono, facendomi oggetto di un
tiro al piccione. A posteriori non mi sembra proprio di aver esagerato».

Che cosa chiede di più?
«A voi rappresentanti dell’informazione chiedo la massima severità, mentre
non posso dimenticare che non tutti gli organizzatori adottano lo stesso
rigore che è stato messo in atto dalla Rcs».

La sua è un’accusa?
«Sì. Se vogliamo uscire da una situazione a volte imbarazzante non
dobbiamo mescolare il sacro con il profano. Alcuni organizzatori sono
fuori regola e non mantengono una linearità di comportamento. Non intendo minimamente sostituirmi alle istituzioni, ma solo garantire che le corse da noi organizzate siano vere perché pulite».

E’ tranquillo in vista del Giro d’Italia 2011?
«La mamma degli imbecilli è sempre incinta, per cui non sono certo
tranquillo, ma se non altro a posto con la mia coscienza. Ho un rapporto
costante con gli inquirenti».

Al Giro arriva Contador. E se a fine corsa si dovesse riscrivere la
classifica?
«Voglio essere molto chiaro: in questo momento, l’unico grado di giudizio
che si è espresso in merito allo spagnolo ha sentenziato l’innocenza
dell’atleta. A me interessa che Contador venga al Giro da pulito e lo
corra senza sotterfugi. Se poi verrà giudicato colpevole per il Tour 2010,
perderà quella corsa, non certo quello che saprà conquistare al Giro che
ci aspetta».

E’ d’accordo con l’inasprimento delle pene?
«Certo. Per un corridore sporco pagano cento che sono puliti. Giusto dunque che chi sbaglia venga cacciato».

Cosa la fa ben sperare?
«L’anno scorso il Giro d’Italia fu il solo grande evento a tappe
senza alcuna positività. Tutto ciò perché abbiamo sottoposto i corridori a
519 controlli in totale. Nessuno può vantare un intervento così capillare.
Ma ne valeva la pena».

da «Tuttosport» del 22 aprile 2011 a firma Paolo Viberti
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COMMENTI
22 aprile 2011 13:36 powermeter
«Voglio essere molto chiaro: in questo momento, l’unico grado di giudizio
che si è espresso in merito allo spagnolo ha sentenziato l’innocenza
dell’atleta. A me interessa che Contador venga al Giro da pulito e lo
corra senza sotterfugi. Se poi verrà giudicato colpevole per il Tour 2010,
perderà quella corsa, non certo quello che saprà conquistare al Giro che
ci aspetta».

Caro Zomegnan, forse non sei a conoscenza che se Contador risulterà colpevole per il tour del 2010, verrà squalificato, quindi se vince il giro la classifica sarà riscritta.

Contador
22 aprile 2011 17:53 nikko
ma se Contador corre,vince e poi viene sospeso i corridori che potevano avere un piazzamento migliore e che invece si sono finiti a corrergli dietro chi li risarcirà ?.........fantaciclismo o realtà dei "fatti" !!!

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