TUTTOSPORT. Gianni Petrucci: «Il ciclismo pulito ad ogni costo»
| 21/04/2011 | 10:50 Il suo è stato uno sfogo improvviso, ma preciso e circostanziato, una reazione in soccorso a una delle discipline che più lo appassiona, il ciclismo. Gianni Petrucci ha reagito come un amante tradito, allargando le braccia, alzando i toni e battendo i pugni nel corso della riunione di Giunta del Coni e dicendo “basta”, così non si può più andare avanti. I recenti sviluppi della Procura di Mantova in merito ai presunti casi di illecito della Lampre datati tre anni fa hanno fatto andare su tutte le furie il massimo dirigente dello sport italiano, il presidente del Comitato Olimpico Italiano in prima persona. Ora, a distanza di qualche giorno, siamo stati noi a bussare alla porta della presidenza per capire che cosa si possa fare, per sapere dallo stesso numero uno dello sport italiano quale sia la strada da percorrere.
Presidente Petrucci, cosa risponde a chi dice che il suo sfogo abbia anche motivazioni politiche a favore di un suo successore piuttosto che un altro? «E’ un’insinuazione che m’indispettisce, patetica e propalata da poveri di spirito, perché il mio è stato un appunto come Presidente dello sport italiano e basta. E’ assurdo parlare di seconde finalità».
Quindi conferma in toto? «Assolutamente sì. Le reazioni del mondo dello sport e dei media mi convincono una volta di più che era necessario intervenire al più presto».
Come presidente del Coni che cosa farà? «Andrò avanti con determinazione, perché questo è un problema che si deve risolvere a tutti i costi».
Perché ha deciso di intervenire proprio ora? «Perché si è arrivati a un punto in cui il presidente del Coni non poteva più tacere. Troppe Procure indagano su fatti legati al mondo del ciclismo, io non mi sono inventato nulla, sto soltanto guardando quello che accade attorno a me».
E’ vero che la cosa che le fa più male è quella medaglia olimpica d’argento restituita? «Anche. La restituzione dell’alloro conquistato da Rebellin ormai è un’onta che resta, alla quale il mondo del ciclismo non ha reagito come avrei desiderato. A me preme che il ciclismo venga restituito ai suoi veri valori e la mia è una posizione che è stata condivisa all’unanimità da tutta la Giunta, senza nessuna eccezione».
Ma Rebellin si dice innocente... «Purtroppo tutti si dichiarano innocenti, ma quando si è anche recidivi…».
E come Rebellin, molto spesso i “positivi” si sentono vittime di un sistema. Come reagisce? «Basta col dire non è vero, non ho fatto niente. Ci vogliono i fatti. il ciclismo si deve dare una regolata. Le persone capaci ci sono, si mettano al lavoro».
Presidente, usciamo allo scoperto: che cosa si deve fare? «Ecco il punto. Come presidente del Coni, ho il dovere di affidarmi a quanto vorrà fare la Fci, la nostra Federciclo. Sia ben chiaro che io non ce l’ho con Renato Di Rocco, che anzi da Presidente si è impegnato molto per arginare il fenomeno, ma ritengo si debba fare qualcosa di più».
In che modo? «Probabilmente indirizzando gli interventi in altro modo. In ogni caso il CONI è vigilante e vigilerà».
Un’ipotesi di risanamento interno la trova consenziente? «Il ciclismo ha in sè la forza per uscire da questa situazione imbarazzante, perché è un mondo straordinario, esplosivo, è uno sport cha appassiona il grande pubblico perché è fatica. Ma dev’essere un’espressione vera per avere valore. Il prossimo Giro, che festeggerà i 150 anni dell’Unità del Paese, sarà uno spot promozionale straordinario».
E a chi le dice che il doping non è soltanto un fenomeno che riguarda lo sport della bicicletta? «Lo so perfettamente ma questo non deve giustificare un qualsiasi abbassamento della guardia. Le sottolineo ancora una volta che il Presidente del Coni è innamorato del ciclismo e che in questa sua critica non ha alcun’altra finalità. Si deve stimare chi evidenzia la realtà, non chi dice che si colpisce sempre il ciclismo».
Dunque, nessuna premeditazione? «Guardi, chieda a qualsiasi componente della Giunta: nessuno sapeva che avrei fatto quell’intervento contro il doping del ciclismo. Guardiamoci indietro e analizziamo i fatti degli ultimi anni: come riuscire a restare in silenzio, con quale faccia potrei fare finta di niente?».
Massima severità potrebbe anche voler dire qualche risultato in meno... «Meglio medaglie in meno e facce pulite in più che non il contrario. Non avverte anche lei un po’ di disagio quando le sorge il dubbio nel commentare una grande impresa di ciclismo?»
da «Tuttosport» del 21 aprile 2011 a firma Paolo Viberti
Mah si, le solite frasi ad effetto...
Quando, poi, si chiede a Petrucci cosa fare, non sa che pesci pigliare e gira intorno al discorso...
E' ovvio che tutti vorrebbero il ciclismo pulito, ma poi ognuno guarda i propri interessi. Purtroppo è una lotta persa in partenza, è inutile illudersi.
E poi, pur senza assolvere il ciclismo, resta sempre aperta la questione degli altri sport: il calcio, ad esempio, è marcio fino al midollo ma tutti hanno interesse a nascondere la verità.
I calciatori basta guardarli in faccia o vedere le loro reazioni, per rendersi conto che il doping (ed altro)nel calcio va alla grande...
Ma fa comodo così e la gente preferisce essere presa in giro piuttosto che vedere in faccia la realtà.
Controlli
21 aprile 2011 11:41coffebrek
é proprio vero, PULIZIA, ogni sport deve essere Pulito, da subito
CONTROLLI ANCHE NEL CALCIO, Tennis, Nuoto TUTTI gli sport UGUALI sistema di controllo sempre ovunque e a tutti, forse il CONI avrà modo di dire basta ma su tutto e tutti.
Sport puliti in tutti i sport
21 aprile 2011 12:43Vincent
Controlli a. Tutti i sport con le stese regole internazionale su doping una conferenza mondiale con tutti gli addetti dei sport rappresentanti i sportivi dott. Tutti e regole uguali per tutti i sport .
Fino a quando ci sara il dubbio due pesi due misure ci sara sempre polemica e normale .
HIGHLANDER
21 aprile 2011 13:05llambra
ALLORA CORRI TU.
PREVENZIONE
21 aprile 2011 13:15stargate
Prevenzione è la parola magica in grado di limitare gli abusi, ma è tanto magica che non la si usa. Petrucci fa un bel po' di aria fritta, assolve Di Rocco ma dice che si può fare di più, glissa sugli altri sport. So che è difficle mettere in campo, PER TUTTE LE DISCIPLINE, un piano organico di prevenzione e controlli, molto più facile è stare sulla riva col fucile puntato ed essere, giustamente, inflessibili con chi sbaglia (semprechè sia realmente colpevole: non vorrei citare il caso di Colò). Ma così non si risolve un bel niente, perchè la cosa essenziale, da cui non si può prescindere, è spargere a piene mani la cultura dell'antidoping tra i giovani, gli allievi, gli juniores. Se ci si limita a colpire il Di Luca o il Rebellin di turno, disinteressandosi se stiano nascendo emuli di questi (nel senso di ricorso al doping), non si risolve la situazione. Il discorso vale, naturalmente, per tutti gli sport. Invece ci troviamo in una situazione in cui -non diffusi come nel ciclismo i controlli- in certi sport si paga molto meno a parità di infrazione. Valga per tutti il raffronto Bastianelli - Mutu. (Alberto Pionca - Cagliari)
Corridori fermate il movimento!
21 aprile 2011 13:38tanev
Cari ragazzi, voi come me che amate il ciclismo..che buttate sulla strada sudore e fatica..fate parlare anche il vostro orgoglio di ciclisti professionisti e non di zappaterra.Vi sta ancora bene farvi prendere per i fondelli da tutti?Mc Quaid a nome della politica è stato chiarissimo, o si fa come dice lui o di tanto in tanto tira fuori qualche nome con il passaporto biologico.Puo farlo benissimo visto che è un metodo farsa validato dall'Uci e basta e non dalla comunita medico scientifica!E' uno strumento di ricatto vero e proprio.Bloccate tutto tanto vale pretendere rispetto, ma non con nastrini al sellino che vi ridono in faccia tutti.Riprendetevi la dignità che vi è stata tolta, fatelo in nome di Marco Pantani, ucciso dal politichese e da un macchinario andato in disuso 6 mesi dopo.Ciao a tutti.
A PETRU'!!!
21 aprile 2011 14:05salseroby
a questo soggetto danno fastidio i milioni di appassionati che seguono sulle starde questo sport senza pagare biglietto e senza creare disordini....
a me da fastidio che questa persona abbia stipendi sproporzionati e intaschi dai
silenzi del calcio...
PETRUCCU DIMETTITI SE NON HAI UN FILO DI DIGNITA'
1 solosport
21 aprile 2011 14:19pego64
A cercarlo il ciclismo su quel quotidiano è come fare 1 caccia al tesoro se cerchi un ordine d'arrivo o una cronaca di una gara e' quasi impossibile, ma il solito articolo senzazionalistico trova sempre posto.
Fate a meno di bussare a quella porta, buttatela giu'.
E' TUTTA POLITICA !
21 aprile 2011 14:59Bufalini
A Petrucci non glie ne frega una beata cippa della questione Ciclismo-Doping!
La verità è che sta cercando di tagliare fuori dai giochi un potenziale concorrente alla poltrona di presidente del CONI, ovvero Renato Di Rocco!
Tutto qua!
presidente dei corridori sponsor corridori ds
21 aprile 2011 15:42claudino
fateli fermare in segno di protesta alla 1 tappa del giro,contro i giornalisti giornali presidente del coni ,basta!!!!daccordo a leggi piu severe ,pero basta a dai ......quel cane!....se facessero i controlli antidoping ....giocherebbero 2 contro 3 basta!
x Bufalini
21 aprile 2011 18:42mak1968
E' la stessa cosa che ho sentito dire anch'io...
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