UCI. Amadio: siamo noi che abbiamo chiesto i nomi!

| 20/04/2011 | 09:33
L'incontro di ieri a Bruxelles fra squadre e Uci è stato decisamente duro e in merito all'articolo di Philippe Bouvet de «L'Equipe» che tuttobiciweb.it vi ha proposto, il team manager della Liquigas Cannondale Roberto Amadio ha qualcosa da chiarire: «La situazione non è esattamente quella raccontata nell'artciolo. Non è McQuaid che ha minacciato di tirar fuori la lista dei corridori "cible" (composta da corridori di prima fascia e da altri atleti che invece sono border line con il passaporto biologico, ndr): è stato prima Bijarne Riis e poi l'ho fatto anch'io - visto che eravamo con le spalle al muro - a chiedere di essere informati, di conoscere chi sono i target ryder, quali sono i corridori a rischio, chi sono gli atleti che non aggiornano con puntualità il loro schema di reperibilità. Non possiamo più accettare di essere informati di cose che non vanno solo dopo che sono successe: se ci si chiede di intervenire con sempre maggior forza, è giusto darci gli strumenti per farlo. Ci sono problemi di privacy? D'accordo, che si trovi tutti insieme il modo di superarli, altrimenti non ci possono chiedere quel che non possiamo dare».
E sulle radioline? «Non ci è piaciuto - spiega ancora Amadio a tuttobiciweb.it - trovarci tre giornalisti a parlare senza essere stati informati della loro presenza: noi pensavamo di discutere di un problema tecnico tra Uci e le squadre, non di partecipare a un dibattito. Ma la cosa grave è stata l'esposizione di un tecnico che ha spiegato l'utilità delle radioline, arrivando a dire che noi direttori sportivi non abbiamo l'autorità di dare informazioni sulla sicurezza ai corridori in corsa, che questo spetta solo alle forze dell'ordine. A quel punto quasi la totalità delle squadre si sono alzate e se ne sono andate. Che senso aveva restare?».
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COMMENTI
...Le forze dell'ordine?
19 aprile 2011 18:03 magico47
Ma sanno come si organizza una corsa di prof. o no?
le forze dell'ordine non hanno nessuna autonomia in una gara,devono sottostare alle regole che solo il Dir. di corsa o di organizzazione può sapere e dettare prima e durante la manifestazione sportiva,al massimo il Commissario Intern. per le gare all'estero.Dare in mano una corsa alle forze dell'ordine,vigili compresi vuol dire la fine del CICLISMO!Poveri noi!

Loriano Gragnoli DCI Dir.Corsa Internaz.


forza dai.....
19 aprile 2011 21:45 limatore
avanti con la superlega e fate fuori quel borioso...

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