Palio del Recioto, a grandi passi verso l'edizione numero 50
| 27/01/2011 | 17:26 50 anni di storia non sono un bottino di tutti i giorni: il Gran Premio Palio del Recioto, che il prossimo 26 aprile festeggerà l'edizione di metà secolo, è una tra le classiche del calendario internazionale che può vantare una storia illustre che lo ha reso celebre nella memoria collettiva degli appassionati delle due ruote. “Sfogliando gli annali abbiamo toccato con mano questa storia, che per il Palio del Recioto è la tradizione del martedì di Pasqua: un rito che si ripete dal 1961. Per questo abbiamo deciso di valorizzarlo con una serie di iniziative che abbiamo inaugurato proprio con la serata trascorsa in compagnia dei grandi ex veronesi, che furono protagonisti delle primissime edizioni” ha spiegato Stefano Bonfioli, presidente di Grandi Eventi Valpolicella. Atleti ammirati e applauditi in tutto il mondo come Giovanni Cordioli, Pietro Guerra, Pietro Campagnari, Severino Andreoli, Licio Franceschini, Renzo Ferrari e Lino Carletto: protagonisti tra i dilettanti e poi nel professionismo (con l'eccezione di Franceschini, rimasto dilettante per scelta) che dopo l'esperienza al Palio del Recioto hanno conquistato campionati del mondo, classiche prestigiose e vittorie di tappa nelle più importanti gare a tappe. Uomini attivi e vincenti nello sport come nella vita che, a distanza di mezzo secolo, non temono il confronto ed anzi riescono a sorridere insieme guardando alle sfide affrontate in gioventù. E' così che tra i ricordi riaffiorano istantanee ricche di emozioni come quelle che appartengono a Giovanni Cordioli, che con la maglia della Polisportiva Bruno Gaiga, vinse nel 1961 la prima edizione del Gran Premio Palio del Recioto. Una corsa d'altri tempi, ideata dalla Polisportiva CSI di Verona, che si correva sulle strade sterrate e che aveva nella salita che conduce da Negrar a Valgatara il proprio punto più impegnativo. Era la terribile “Masuà”: poco più di una mulattiera già popolata di tifosi, sulla quale era posto il Gran Premio della Montagna, vinto per la prima volta da un altro veronese doc come Pietro Campagnari. Colui che poi diventò un affermato professionista al fianco di Eddy Merckx, tornò a correre il Palio anche nel 1964 e nel 1965. Proprio nel 1964 partì con i favori del pronostico, in seguito alla vittoria ottenuta a Melignano il giorno di pasquetta, ma fu fermato nella perla della Valpolicella da una foratura. Anni in cui il Gp Palio del Recioto si correva sul circuito pressochè pianeggiante ricavato nel cuore di Negrar, dopo che il 1963 aveva decretato il successo di Giorgio Cordioli (Bencini). Accadde nel 1964, quando la coppia formata dal futuro campione del mondo della 100 km, Pietro Guerra e il talento emergente Licio Franceschini riuscì a doppiare il Guerra consegnando di fatto il successo a Licio Franceschini in maglia Bencini. La formazione veronese tornò a vincere anche qualche anno più tardi, quando la leggenda racconta che Lonardi, autentico enfant du pays, tentò in tutti i modi di decretare la selezione sulla salita della Masuà venendo sempre ripreso dagli avversari. Una tattica che consegnò di fatto la vittoria nelle mani di Renzo Ferrari bravo a cogliere con tempismo il momento giusto per piazzare l'azione vincente. “Si tratta solo delle primissime edizioni ma abbiamo raccolto già una marea di ricordi che ci trasmettono passione ed emozioni” ha concluso Bonfioli evidentemente soddisfatto per aver riportato a Negrar un pezzo importante della grande storia del Palio del Recioto “Il cammino che ci accompagnerà verso il prossimo 26 aprile è ancora lungo e ci darà la possibilità di parlare anche dei successi di molti altri campioni come Francesco Moser, Giovanni Battaglin e tutti gli altri fino ad arrivare ai nostri giorni.”
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