Langkawi. Vidal Celis, a contratto per soli 10 giorni

| 24/01/2011 | 17:13
Essere disposti a tutto per correre: per poco tempo e pochi soldi; con nessuna certezza, ma tanta speranza che un domani «tutto andrà bene perché non può essere altrimenti».
Così si potrebbe riassumere la filosofia di vita e di corsa di Vidal Celis, unico corridore spagnolo al via de Le Tour de Langkawi 2011. Il suo nome a molti appassionati di ciclismo italiani suonerà sconosciuto perché Vidal non è un grande campione, non ha vinto corse prestigiose, anzi. Cantabro di Valles, dal 2005 è un modesto professionista che ha militato per lo più in squadre spagnole di medio livello. Sulla carta d’identità: velocista ancora “vergine” di vittoria. Perché allora parliamo di lui? Perché ha una storia interessante, che si intreccia con una squadra italiana e che quest’anno lo ha portato a firmare un contratto a tempo determinato, forse sarebbe meglio dire determinatissimo, con un team malese.
Vidal nel 2010 ha corso nella Footon Servetto di Mauro Gianetti e Joxean Fernandez “Matxin”, ci racconta che alla fine della stagione il team manager italiano gli aveva assicurato che sarebbe stato senz’altro un elemento della nuova Geox-TMC. «Ero tranquillo perciò non mi sono guardato intorno alla ricerca di altre proposte. In ottobre ho ricevuto il calendario delle corse che avrei disputato, ma il tempo passava e continuavo a non vedere nessuna firma su uno straccio di contratto. Verso ottobre/novembre mi è venuto il sospetto che i dirigenti della Geox avessero cambiato idea sul mio conto, allora inizio a tempestare Gianetti di telefonate per sapere qual è la situazione, ma non ricevo nessuna risposta». Vidal non è ingenuo: sa benissimo che se quello che dovrebbe essere il punto di riferimento in una squadra non risponde alle chiamate di un suo corridore per mesi significa solo una cosa. Si è fuori, out, disoccupati.
In mezzo a una strada, Vidal le prova tutte e grazie a facebook trova un contratto decisamente particolare. «Scambiai diversi messaggi con Yong Li (corridore de Le Tua Cycling Team, ndr), che mi disse che la sua squadra stava cercando dei corridori validi per il Tour de Langkawi».
Vidal a questo punto riceve una proposta (indecente?): un contratto di soli dieci giorni. Accetta. «Quella che sto vivendo è un’esperienza davvero strana, ma a cui ho detto di sì perché è l’unica occasione al momento che ho per farmi notare da qualche team europeo. Gli organici di tutte le squadre sono ormai praticamente completi, ma io spero ancora di trovare un posto e di continuare a fare il corridore» ci confida Vidal con un viso in cui si mescola la stanchezza dovuta al fuso orario e l’inquietudine per un futuro incerto. Come uno yogurt che va a male, il suo contratto con la Le Tua Malesia scadrà non appena il gruppo passerà sotto le Torri Petronas, simbolo di Kuala Lumpur, ultima città toccata dal Tour de Langkawi.
Alla fine di questo racconto una domanda sorge spontanea: perché Vidal non smette di correre? La risposta è una sola: la passione è più forte di tutto. Dei problemi economici, delle prospettive a breve termine, della mancanza di certezze, degli yogurt scaduti.

da Bukit Merah, Giulia De Maio

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