Scaglia (ACCPI): occasione persa dalla giustizia sportiva

| 13/01/2011 | 12:51
Il garante del Codice del Comportamento Sportivo non procederà alla richiesta avanzata dalle associazioni che rappresentano le componenti del mondo del ciclismo, riguardante un suo intervento nei confronti del dott. Ettore Torri.
«Ritenuto che il Dottor. Ettore Torri, procuratore Capo della procura antidoping del CONI, nello svolgimento delle funzioni non fa parte dell’organico del CONI, né riveste la qualifica di tesserato, il Garante del Codice di Comportamento Sportivo dispone in non luogo a procedere».
È questa la testuale risposta che l’ente deputato a giudicare il comportamento di tutti coloro che fanno parte dell’ordinamento sportivo ha recapitato alle associazioni dei corridori (ACCPI), dei direttori sportivi (ADISPRO), dei gruppi sportivi (ASSOGRUPPI) e dei medici del ciclismo (AIMEC), che avevano richiesto il suo intervento in seguito alla frase pronunciata nel mese di Ottobre dal dott. Torri: “Tutti i ciclisti sono dei dopati”.
Federico Maria Scaglia, segretario generale dell’ACCPI e rappresentante legale delle Associazioni in questo caso, commenta così il no del Garante: «L’art 13 bis dello Statuto del Coni è molto chiaro. Esso prevede che sono tenuti all’osservanza del Codice del comportamento sportivo non soltanto i tesserati, ma qualsiasi soggetto dell’ordinamento sportivo che ricopra altre qualifiche da quelle predette, compresi i componenti degli organi centrali e periferici del Coni. Credo che con tale provvedimento la giustizia sportiva abbia perso un’importante occasione per dimostrare la propria imparzialità e trasparenza. Da parte nostra ci gioveremo di questo provvedimento davanti alla giustizia ordinaria, che in base a quanto affermato dallo stesso Garante del Coni, deve a questo punto ritenersi l’unica Autorità a cui chiedere giustizia in relazione alle infelici dichiarazioni del dott. Torri».
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COMMENTI
L'ora di dire basta
13 gennaio 2011 16:28 cyrano
Perchè, sulla base di questa comunicazione il Dott. Scaglia non invita tutti i propri associati a non rispondere ad alcuna comunicazione/convocazione del Dott. Torri?

Perchè non diffida tutti gli organismi interessati (UCI - WADA - CONI ecc) dal fornire dati sensibili riguardanti i propri associati ad un signore che non ha titolo ad averli?

Perchè non chiede una indagine amministrativa per capire se il CONI ha costi economici per una struttura estranea?

Perchè non chiede conto al presidente del CONI della singolare circostanza per cui il 14 ottobre viene presentato l’esposto e contemporaneamente viene proposta dalla Giunta Nazionale la nomina del nuovo garante?

Perché non chiede conto del fatto che il Garante deve essere nominato "dal Consiglio Nazionale del CONI con la maggioranza non inferiore ai tre quarti dei componenti", mentre in questo caso c’è solo una deliberazione del presidente, di dubbia legittimità, ad autorizzare il Dott. Paolo Salvatore ad esaminare il ricorso?

Perchè i sindacati dei corridori non rivedono la giusta posizione adottata al Lombardia, ed esprimono la rabbia degli atleti alla Milano Sanremo, con una azione eclatante? Magari un bel ritiro di massa?

E' necessario muoversi, perchè il senso di responsabilità mostrato finora dai ciclisti è stato ripagato solo con schiaffi; ai ciclisti, alla legalità ed al buonsenso.

Cyrano

Si ora di dire basta
13 gennaio 2011 19:27 Vincent
Ai ragione cyrano ,e ora di dire basta e i corridori i lori sindacati dovrebbero fare una vera protesta e non rispondere più a tutti questi personne che sono solo qui per fare danni e basta
UCI WADA e tutti non sono più credibile il ciclismo deve essere più tutelati adesso sono i corridori a farsi rispettare .come altri sport .

semplicemente in pensione
14 gennaio 2011 16:11 ciba
80 anni e si vedono tutti, ma non sarebbe il caso di fargli fare il nonno?
il mondo va avanti con i giovani...... e non con questa gente...!!

Frasi ad effetto (ma di poca sostanza).
14 gennaio 2011 23:06 Bartoli64
“Un’occasione persa per la Giustizia………..”

Caspita, che bella frase! Peccato che sia stata ripetuta (praticamente a ciclostile) milioni di volte da altrettanti avvocati che hanno perso in giudizio.

In questo senso l’Avvocato Scaglia, che pure sarà un ottimo professionista che cerca di fare al meglio il suo lavoro, non brilla certo per originalità.

Ad onor vero non brillò neppure di fronte alle telecamere di “Striscia la Notizia” (trasmissione del 12/11/10), allorquando affermò che i primi tre classificati di TUTTE le corse della F.C.I. vengono “monitorati”(?)

Avvocato…….. MA QUANDO MAI!

Ci sarebbe anche da spendere due parole su quel famoso comunicato dell’ACCPI, diramato durante il Lombardia, nel quale si affermava che - nei 4 sport più popolari - il ciclismo era quello che registrava la più bassa percentuale di positività agli anabolizzanti……. Ah, ma và?

E per gli ormoni peptidici (come l’EPO) a che posto si trova il ciclismo nella classifica delle positività?

Mi sa che lì non si ferma certo al 4°posto……….ma questa è un’informazione che l’ACCPI si è guardata bene dal fornire, ovviamente.

Cos’altro aggiungere alla luce di tutto ciò?

Nulla, se non che considerare che sentenze e deliberazioni – per fortuna – NON sono di competenza degli avvocati che hanno ben altri interessi (quelli dei loro clienti che per questo li pagano), rispetto a quelli che hanno Giudici, Procuratori e Garanti.

E’ l’ora, si, ma di collaborare fattivamente con le Istituzioni e non di lanciare grida e accuse isteriche contro tutto e contro tutti vestendo il camice bianco dei martiri per rifarsi una verginità di fronte a fatti che, come la cronaca stessa ci dimostra, non accennano a diminuire (30 casi – TRENTA - di positività accertati nel ciclismo in Italia negli ultimi due anni).

Il ciclismo ha fatto molto e molto ancora sta facendo per dare di sé un’immagine pulita, ma la strada da percorrere è ancora lunga, molto lunga, per potersi permettere - oggi - di assumere posizioni da “perseguitati”.

Buona serata.

Bartoli64

Non capisco...
17 gennaio 2011 21:25 fulvio
CITO:
«Ritenuto che il Dottor. Ettore Torri, procuratore Capo della procura antidoping del CONI, nello svolgimento delle funzioni non fa parte dell’organico del CONI, né riveste la qualifica di tesserato, il Garante del Codice di Comportamento Sportivo dispone in non luogo a procedere».
CITO ANCORA:
http://www.aimanc.it/public/classifiche/25CLASSIFICA%20DI%20CATEGORIA%20PROVVISORIA.pdf

“Sermoneta Scalo (LT) (16/7) - Successo della finale Tricolore Forense di Crono Individuale e a Coppie promossa dal Comitato Nazionale A.I.M.A.N.C. (Associazione Italiana Magistrati, Avvocati, Notai Ciclisti) (…) protagonista in gara il Procuratore Capo Antidoping Coni Ettore Torri.

Se l'esimio dott.Torri nn può essere giudicato in quanto, tra le altre, non è tesserato CONI, come fa a partecipare ad una competizione sportiva PRIVO di affiliazione a FCI o ad un ente di Promozione Sportiva?

le cose sono due:
1)Il garante mente, e quindi oltre a dover procedere contro il dott.Torri, sio deve procedere contro il Garante
2) I giudici che hanno fattom partecipare il dott.Torri ad una competizione sportiva privo di idonea Tessera DEVONO essere processati per aver infranto il regolamente, parimenti al dott.Torri che ha a sua volta infranto il regolamento...

Saluti

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