Raimondo Scimone risponde ad Andrei Tchmil

| 09/12/2010 | 13:28
In riferimento alle dichiarazioni rilasciate prima da Denis Menchov e successivamente dal manager del Team Katusha Andrei Tchmil, il cerchio si chiude con una nota ufficiale del manager del corridore russo Raimondo Scimone.

«In riferimento alla lettera del sig. Andrei Tchmil, Presidente del team Katusha, mi trovo costretto ad effettuare formale rettifica alle dichiarazioni nella stessa contenute; nel far ciò vado contro il mio stile che è sempre contrario alla polemica ed è fondato sulla riservatezza, elemento imprescindibile nell’ attività di procuratore sportivo.
Detta lettera contiene numerose affermazioni comprovatamente false e lesive per l’ immagine e il buon nome del mio assistito Denis Menchov e del sottoscritto e, come tali, sono al vaglio dei nostri legali per valutare le opportune iniziative da intraprendere per tutelare l’immagine e la professionalità mie e del mio assistito.
Per correttezza di informazione, attese anche le reazioni dei lettori, preciso che già dal gennaio 2010 il team Katusha è stato da me contattato al fine di verificare un suo eventuale interesse verso Denis Menchov, e messo nelle condizioni privilegiate di avanzare una eventuale offerta prima che iniziasse il mercato normale, cosa che avviene solitamente da metà stagione in poi. Nulla è pervenuto in questo senso né allora né mai, nemmeno dopo che l’importante team russo è stato posto, pariteticamente con le altre squadre interessate, in condizione di conoscere le richieste tecniche ed economiche del corridore russo. Nulla di strano se non l’evidente disinteresse da parte della squadra; non vi è nessuna colpevolezza del Presidente del team Katusha in ciò, fa tutto parte di una normale logica di mercato. La stessa logica che ha portato il sig. Menchov a prendere la sua decisione nei tempi e modi che si era prefissato; il miglior compromesso tra lato tecnico ed economico pervenutogli nel periodo. Business e feeling, elementi imprescindibili nelle trattative sportive,  purtroppo oggi incompatibili con le teoriche intenzioni tardivamente palesate da Tchmil con il comunicato dell’ 8 dicembre 2010. Quando il Presidente del team Katusha afferma che uno dei motivi del mancato accordo è la rigida disciplina interna, soprattutto in merito alla lotta al doping, che egli sostiene con superficialità non piacere a “certi procuratori”, lede il signor Menchov, il sottoscritto e tutta la categoria dei procuratori, prossima al riconoscimento ufficiale da parte dell’ UCI e delle maggiori Federazioni Nazionali. Basti dire che il sottoscritto conta ben 5 assistiti tra le fila del team russo, fatto questo sufficiente a dimostrare l’assoluta infondatezza delle neanche troppo velate accuse mosse dal sig. Tchmil circa il mio operato. Tutte le altre affermazioni  del Presidente del  team Katusha non meritano di essere commentate in questa sede, annoiando il pubblico e gli operatori del ciclismo; per questo lo lasciamo nella condizione di “orgoglioso colpevole”, come recita nel suo tardivo e immotivato comunicato.
Tanto era doveroso precisare. Ritenetemi pure a totale disposizione per ulteriori chiarimenti se ne viene ravvisata necessità».

Raimondo Scimone – Sportfixing.com

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COMMENTI
Cambiare la terminologia
9 dicembre 2010 21:13 vittoriogalimberti
Nel caso specifico non so dove stiano le ragioni e confesso non mi interessa saperlo. Mi chiedo quando procuratori e team manager la smetteranno di usare la parola MERCATO. al mercato si comprano oggetti e al massimo animali. Proviamo a parlare di nuove opportunità di lavoro oppure siate coerenti e parlate di mercato dei DS e team manager

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