La Stampa. Cheula, alla Vuelta la firma con la Geox

| 25/08/2010 | 09:47
Si parte sabato con la cronosquadre (16,5 km) di Siviglia, ma per Giampaolo Cheula la Vuelta non rappresenta solo la seconda grande corsa a tappe dell’anno (dopo il Giro d’Italia): durante la gara spagnola firmerà il contratto per il 2011. Di fatto con la stessa squadra, ma sarà tutto nuovo. Dal nome alla società di gestione del team. Il comune denominatore è il manager svizzero Mauro Gianetti, che terrà Cheula con sé nella nuova avventura alla Geox, formazione che chiederà subito la licenza ProTour e che sul mercato ha già messo a segno due colpi assicurandosi Carlos Sastre e Denis Menchov.
«La squadra che sta nascendo è senz’altro stimolante, ma non vorrei parlare troppo in fretta: non ho ancora firmato», precisa il ciclista antigoriano. A dire il vero ci sono tanti fattori di «garanzia», dall’amicizia con Gianetti che quest’anno l’ha voluto alla Footon Servetto allo stretto rapporto con Claudio Corti (a cui sarà affidata la gestione sportiva) alle sue doti di «lavoratore». E l’accordo è già stato raggiunto, anche sul piano economico, in occasione del Trittico lombardo della settimana scorsa: «Tutto vero e Gianetti è una persona di fiducia - replica Cheula -, però ora l’intesa è solo verbale. Abbiamo appuntamento durante la Vuelta per sottoscrivere il contratto».
Il ciclista entrerà già oggi nel clima spagnolo arrivando a Siviglia, sede della prima tappa. Le ambizioni sono le solite; la squadra non ha punte di diamante per la classifica dunque Cheula sarà libero da impegni: «Vado al sodo - specifica -: voglio fare bene, a tutta, un paio di tappe sperando di centrare la vittoria. Inutile spendere ogni giorno troppe energie: bisogna concentrarsi sugli obiettivi possibili».
Appunto sulla vittoria, che quest’anno per ora è mancata. Deluso? Affatto: Cheula è soddisfatto della stagione, a parte l’esclusione all’ultimo dal Tour sotto pressione di uno sponsor spagnolo: «Sono andato decisamente meglio del 2009 - afferma -: il Giro di Turchia è una corsa importante e là sono giunto quarto in classifica generale dopo essere stato raggiunto in una tappa a 75 metri dall’arrivo. Poi il terzo posto di Lugano, il settimo di Madrid e tanti altri piazzamenti». Ma nel ciclismo conta vincere, questo Cheula lo sa bene: «Per essere il numero uno serve anche un po’ di fortuna: spero nella Spagna».

da La Stampa del 25 agosto
a firma di Ivan Fossati
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