Spesso si pensa che i sogni troppo grandi siano impossibili da realizzare, poi succede che all'improvviso tutto diventa reale, che i desideri non solo si realizzino ma che vadano oltre a quanto tu abbia mai immaginato. A quel punto non puoi più tornare indietro, devi continuare a pedalare dando il meglio delle tue possibilità. E' quello che è accaduto a Yen Yi OH, l'unico atleta di taiwan professionista, il terzo della storia. L'avevamo già incontrato al giro di Turchia, alle prese con le prime gare da professionista, tanta voglia di fare e soprattutto la consapevolezza di star realizzando il suo più grande sogno.
Fin dal primo giorno della nostra trasferta malese al Tour de Langkawi, Peter, il nostro amico e collega di Taiwan ci ha detto immediatamente che un suo connazionale sarebbe stato in corsa. Un evento straordinario, l'orgoglio di esserci, di essere pronto per qualcosa di grande. E' dalle sue parole, dal suo atteggiamento che ci siamo subito resi conto che fossimo davanti a un momento speciale. Se noi italiani possiamo facilmente esaltarci per le vittorie di Matteo Malucelli al Tour de Langkawi ecco che per chi viene da Taiwan il partecipare rappresenta un traguardo ancora più importante di una vittoria di tappa. Come ci ha spiegato Peter, a Taiwan il ciclismo è molto popolare ma non nel modo in cui lo intendiamo noi; troppe poche gare da raccontare, piuttosto tante industrie che hanno deciso di muovere lì la produzione e di coinvolgere stampa e popolazione locale nella promozione del proprio brand. «Una decina di anni fa a Taiwan il ciclismo ha affrontato un’impennata incredibile, molte aziende hanno iniziato a produrre nel mio paese e il ciclismo era sulla bocca a d tutti. Solitamente scrivo di ciclismo asiatico perché non ci sono atleti professionisti di Taiwan, ma finalmente ne abbiam un ed è veramente strano e bellissimo» ci ha spiegato Peter che intanto con orgoglio ci presenta a Yen Yi Ho che non vede l'ora di raccontarci il suo sogno
La storia di Yen Yi Oh è ormai risaputa, la sua avventura nel ciclismo è iniziata all'età di 14 anni cercando di seguire le orme di sua sorella maggiore, prima un progetto scolastico, poi l'entrata nel Giant Grassroots Program l'ha portato in Europa fino alla selezione devo del team kern pharma. La sua prima gara da professionista non ha rappresentato la chiusura del cerchio quanto piuttosto la consapevolezza di aver appena iniziato qualcosa di grande. «Molte persone a Taiwan praticano ciclismo, ma per puro divertimento. C'è la moda di comprare bici di ultimo livello e il miglior equipaggiamento possibile, ma effettivamente non ci sono gare. I giovani non crescono con l'idea di gareggiare, non vogliono diventare dei corridori quanto piuttosto è un passatempo. A Taiwan è davvero difficile organizzare una corsa, ci sono tante persone, ma poche strade che adatte per allenarsi o comunque per competere. Per inseguire il mio sogno ho dovuto spostarmi in Spagna, è stato un grande sacrificio ma non avrei potuto fare diversamente. Tante volte è triste pensare che a Taiwan non ci sia niente del genere, credo che ogni paese abbia le sue proprie tradizioni. »
Abbiamo fermato Yen Yi Ho per una chiacchierata poco prima della partenza di una tappa del Tour de Langkawi , sono bastate un paio di domande per capire come la sua presenza fosse veramente qualcosa di grande. Non era il fatto solo di essere presente, quanto l’essere riuscito a trasformare in lavoro qualcosa che nel suo paese effettivamente ancora non esiste. « Per una persona di Taiwan anche solo pensare di fare il ciclista è qualcosa di assolutamente folle, quando lo dico alle persone che conosco non riescono a capire come possa essere paragonato ad un lavoro. Io mi ritengo fortunato, ho avuto la possibilità di inseguire il mio sogno andando via dal mio paese, questo è stato possibile grazie alla mia famiglia e alla mia ragazza che mi hanno sostenuto anche economicamente » grazie al supporto delle persone che gli vogliono bene Yen Yita vivendo qualcosa di incredibile che poco alla volta sta diventando la sua normalità. Se prima l'obiettivo era solo quello di andare in bici, ora non vuole piú fermarsi. Dopo essere diventato professionista ha capito che è vietato porsi dei limiti e c'è la possibilità di andare lontano, il suo sogno più grande è quello di rappresentare il suo paese alle olimpiadi o ai campionati asiatici, non necessariamente fare a tutti i costi un risultato quanto piuttosto dire che Taiwan c’è e vuole trovare il suo posto nel ciclismo pedalato.
Diventare un atleta professionista per Yen Yi Ho è stato un salto enorme, è diventato a tutti gli effetti parte di una squadra con possibilità di fare la sua corsa, ma anche il dovere di aiutare i suoi compagni. Un modo di correre per lui tutto nuovo che all’inizio gli stava stretto, ma presto significava aver fatto il grande salto. «Fino all’anno scorso quando gareggiavo non avevo un vero e proprio piano, quando alla mattina partivamo l’obiettivo dare il meglio di se stessi. Quest’anno è completamente diverso, non posso scattare quando voglio e fare la mia gara. All’inizio ero frustrato, non capivo perché dovessi rinunciare alle mie ambizioni personali, ora invece mi rendo conto di come sia parte di un sistema più grande, devo dare il meglio di me non solo per me, ma soprattutto per la squadra. ». Dall’inizio di stagione ad oggi sente di aver imparato tantissimo, come atleta e come uomo, un anno intenso che è solo il primo del suo viaggio. Tra tutte le gare disputate la più emozionante è stato il Tour de Taiwan, la corsa a tappe che l’ha sempre visto protagonista, ma con la maglia della nazionale. Quest’anno ci è tornato da atleta professionista, accerchiato da fan che hanno iniziato a seguire la storia di quel ragazzo che vive il suo sogno e che sta diventando di ispirazione per tutti coloro che vengono affascinati dal ciclismo. Forse in quel paese orientale non c’è una cultura della bicicletta come la nostra, si produce tanto e si corre poco, ma passo dopo passo e grazie all’esempio di Yen Yi Ho le cose sono destinate a cambiare. Intanto a stagione quasi finita ha già individuato il suo prossime obiettivo: imparare meglio lo spagnolo
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