Lennart Jasch sta correndo il tour de Langkawi da vero padrone. Dopo la vittoria nella seconda tappa a Gunung Jerai il tedesco del Team Tudor sta muovendo la squadra da vero veterano, controllando, dosando le energie e dimostrando di essere il più forte in corsa. Oggi in cima a Genting Highlands ha chiuso in terza posizione, nessun successo bis, quanto piuttosto la gestione di corsa impeccabile e un chilometro finale ad altissima velocità.
Il venticinquenne tedesco ha prima fatto lavorare i suoi compagni e poi è entrato in azione in prima persona dimostrandosi pronto di fronte all’attacco combinato del team Caja Rural. «Fin da questa mattina sapevamo che sarebbe stata una tappa decisiva, ma i miei compagni hanno immediatamente preso il controllo della situazione, sono stati straordinari. Tra i ragazzi che c’erano in fuga quello che ci preoccupava maggiormente era Josh Burnett del team Burgos, aveva solo 3’20 di ritardo e poteva diventare molto pericoloso. Quando ci siamo accorti che eravamo oltre 5 minuti dietro la fuga abbiamo accelerato. A 7 km dall’arrivo non potevamo più controllare, dovevo agire in prima persona e difendermi nel miglior modo possibile. Mi ritengo fortunato di questo risultato, oggi poteva andare veramente male, ma sono grato di poter indossare ancora la maglia da leader » ha detto Jasch che come al solito ha raggiunto la zona premiazioni con un sorriso gigantesco.
Ciò che maggiormente colpisce di questo ragazzo è che nonostante pedali da appena due anni, riesca ad agire con lucidità come un veterano. Oggi tutti aspettavano la sua mossa, ma è stato in grado di gestire molto bene la pressione dei media e soprattutto dell’organizzatore. Ha agito in modo lucido, decisivo, ma soprattutto con una chiara idea di quale fosse il suo compito. «Questa mattina sentivo un po’ di pressione, sapevo che questa tappa sarebbe stata importante e soprattutto che il team avrebbe lavorato al massimo per darmi una mano. Credo però che la chiave fosse correre come avevo sempre fatto , alla fine ogni giorno in cui corri in bici è importante, è il nostro lavoro, c’è tanto stress, ma fa parte del gioco – prosegue Jasch- grazie all’aiuto dei miei compagni sono rimasto molto concentrato, ma ad un certo punto a circa metà gara un corridore davanti a me è caduto e ho seriamente rischiato di cadere anche io. Visto quello che è successo posso dire di essere stato fortunato e sono contento di aver gestito al meglio la pressione»
Dopo 5 tappe Jasch può vantare un tesoretto di 26” su Abel Balderstone, un vantaggio importante frutto soprattutto della seconda giornata di gara. Senza più vere salite da qui fino al traguardo finale, ecco che quanto accumulato potrebbe essere abbastanza per portarsi a casa il trofeo ma in Malesia, tra piogge improvvise e giornate vallonate, niente è mai veramente certo. «Quella di oggi era l’ultima vera tappa di montagna e con i miei 26” mi sento piuttosto sicuro. Sicuramente Balderstone cercherà di staccarmi in ogni modo possibile il mio obiettivo sarà quello di non mollare la sua ruota. Fortunatamente non ci sono più tante salite, ma solo pianura all’orizzonte, questo rende il mio obiettivo più facile. Ci sono ancora tre tappe prima della fine e già domani affronteremo una frazione mossa che potrebbe nascondere delle insidie. »
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