Per Petacchi la Procura prende tempo, Vuelta a rischio

| 25/08/2010 | 09:43
Due ore e mezza di colloquio, 39 pagine di verbale, niente deferimento immediato, ma Vuelta a rischio. E’ finito così allo stadio Olimpico l’interrogatorio di Alessandro Petacchi, chiamato a spiegare l’avviso di garanzia ricevuto nell’ambito dell’inchiesta penale antidoping di Padova condotta dalpm Benedetto Roberti e l’ipotesi di reato legata all’utilizzo di pfc e albumina umana, un’accusa pesantissima nella famiglia del doping sul sangue. Fra 2-3 giorni A differenza del passo parola di Firenze, quando davanti al pm — su consiglio del suo legale per ragioni di strategia difensiva — Petacchi si era avvalso della facoltà di non rispondere, stavolta la maglia verde del Tour ha risposto colpo su colpo. Di fronte alla sua deposizione, la Procura antidoping del Coni ha preso tempo: 48-72 ore. Nelle prossime ore il capo dell’ufficio Ettore Torri, ieri l’interrogatorio è stato condotto dal suo vice Tammaro Maiello, prenderà visione della situazione. E’ prevedibile che le parole di Petacchi siano «incrociate» con altri riscontri provenienti da Padova. Dopodiché: o deferimento o archiviazione. Vuelta o no? C’è di mezzo pure la partecipazione alla Vuelta. Che scatta da Siviglia praticamente nelle stesse ore in cui presumibilmente la procura antidoping dirà sì o no al processo sportivo. Correre, meglio partire così, è dura. S’è capito quando Petacchi — accompagnato dai suoi legali Virginio Angelini e Norma Gimondi (la figlia di Felice) e dalla moglie Anna Chiara — ha risposto sulla questione. «Ci sarai?». «Non dipende da me». Bernucci confessa L’audizione di Petacchi aveva avuto una corposa anteprima. Il suo compagno di squadra Bernucci si era assunto tutta la responsabilità. Nelle intercettazioni, il corpo dell’accusa, infatti, c’erano da spiegare alcune conversazioni dal tono ambiguo, di fronte alle quali Lorenzo Bernucci ha di fatto confessato la sua responsabilità. Alleggerendo la posizione del suo capitano. Finanzieri e carabinieri dei Nas avrebbero sequestrato diverse sostanze dopanti a casa Bernucci alla moglie del corridore, anche lei interrogata, e anche lei a rischio squalifica (anzi inibizione per otto anni, provvedimento che porta con sé il divieto a frequentare impianti e manifestazioni sportive). I due sono praticamente deferiti, anche se la Procura formulerà le sue conclusioni tutte insieme. «Recidivo» Per Petacchi il caso è diverso. La Procura antidoping del Coni s’è presa tempo. Per lo spezzino in qualche modo è un punto favorevole. «Ho chiarito la mia posizione, ho risposto a tutte le domande», ha detto il velocista della Lampre. Ma la medaglia potrebbe avere a breve un suo rovescio. Petacchi, nel caso di condanna, sarebbe da considerare «recidivo» per la positività al salbutamolo di tre anni fa. Se deferito, si troverebbe davanti il rischio di una squalifica da 4 a 6 anni. Forse anche per questo la Procura sta tirando il freno prima di decidere. Mentre il viaggio per la Vuelta è ancora incerto. E quel «non dipende da me» fa pensare che Petacchi ne sia perfettamente cosciente.

da «La Gazzetta dello Sport» del 25 agosto 2010 a firma Valerio Piccioni
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COMMENTI
santo
25 agosto 2010 11:10 scatto
vorrei fare una proposta,FACCIAMOLI SANTI SUBITO

USCITE DALLA VOSTRA PENOSA TANA
25 agosto 2010 21:33 jaguar
su questo caso ( come su tutti gli altri ) solo due commenti!!!!!!!Giustizialisti dove siete uscite allo scoperto....ah scusate voi sapete "sparlare" e dire scemenze solo su Riccò!!!!!!Questa è la vostra giustizia a due velocità!!!!!

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