Juniores. De Candido e il bilancio mondiale degli azzurri
| 12/08/2010 | 09:38 Il risultato degli azzurrini schierati nella prova in linea ai Mondiali di Offida è molto lontano dalle aspettative della vigilia. Bisogna scorrere l’ordine di arrivo oltre la venticinquesima posizione per trovare il primo italiano, Andrea Toniatti. Ci eravamo abituati a ben altri piazzamenti negli ultimi anni al livello mondiale ed europeo e la delusione è forte. Ma il ciclismo su strada non è matematica, il risultato finale può anche tradire i valori espressi nel vivo della corsa. E’ senza dubbio il caso di Berlato e, soprattutto, di Toniatti, che avrebbero meritato ben altro raccolto. A loro si può imputare solo l’eccesso di generosità, peccato evitato con cura da chi non perde tempo per salire in cattedra e sciorinare critiche. Si sa, il nostro è un popolo di commissari tecnici...in pectore. Giusto dare voce anche a Rino De Candido, che il tecnico lo fa di professione da anni, e con qualche merito (Nella foto gli azzurri della crono e della corsa in linea con Rino De Candido).
- La Francia vince due titoli mondiali in un solo giorno. Si può parlare di “nazione dominante” nel panorama del ciclismo giovanile europeo e mondiale?
Non scopriamo oggi il valore e il ruolo della Francia in tutte le specialità del ciclismo. Nel settore della strada sta proprio adesso uscendo da un lungo periodo di flessione. Questo è il primo anno, dopo tanto tempo, che vince il mondiale. L’Italia è stata invece la nazione di riferimento nel settore juniores e in quello assoluto degli ultimi cinque anni. Basta guardare: l'anno scorso abbiamo conquistato il titolo europeo con Luca Wackermann, che poi è entrato nei primi dieci ai mondiali. Nel 2006 Diego Ulissi ha vinto il titolo iridato e si è ripetuto nel 2007, quando abbiamo segnato una storica tripletta sul podio. Nel 2008 Cattaneo ha vinto l’argento… Quale altra nazione ha ottenuto tanto nello stesso periodo? D’accordo, a Offida siamo stati sotto le aspettative. Ci sta: la categoria juniores è in continuo ricambio. Un anno può andare bene, l’altro meno. Bisogna valutare il quadro complessivo in un certo lasso di tempo. Il mondiale è la corsa di un giorno, soggetta a numerose variabili, tanto più quando in gara sono atleti così giovani, ancora immaturi e carenti di esperienza.
- Sono stati fatti diversi test sul percorso di Offida. Visto come è andata, vittoria del francese Le Gac con qualche metro di vantaggio su un gruppetto regolato dall’australiano McCarthy davanti al belga Stuyven, non proprio scalatori puri, forse ci sono mancati atleti con le caratteristiche di Andrea Zordan e Valerio Conti?
La mia esperienza con la nazionale juniores risale e si lega a nomi come Damiano Cunego e Pippo Pozzato, tanto per citare. Credo quindi di aver valutato con attenzione il percorso e di aver effettuato in seguito le scelte in base alle caratteristiche dei ragazzi sotto osservazione: Andrea Zordan è certamente un talento, ma non ho ritenuto opportuno convocarlo proprio perché durante il test di allenamento sul percorso l’ho visto in difficoltà nel finale. Ha raggiunto il top della condizione nel trofeo Karlberg, poi ha avuto un calo, evidenziato anche nell’europeo, tanto è vero che dopo il campionato europeo non ha più vinto. Valerio Conti è un bel corridore e avrà modo di dimostrarlo. Diamogli tempo di maturare. Il percorso di Offida faceva presupporre un arrivo frazionato e non a ranghi compatti. Poi la corsa si è evoluta in altro modo.
- Comunicare a un atleta che sarà riserva a un mondiale, per di più in casa, non è facile. E’ stato preferito Berlato a Tonelli. Perché? E ancora: perché non inserire Trosino, settimo nella crono?
Con una squadra azzurra comprendente Berlato e Tonelli abbiamo corso il Giro del Lussemburgo. In quella occasione Tonelli era apparso sotto tono, segnale poi confermato nella corsa di Parma che ha preceduto il mondiale. In quella gara tutti gli azzurri poi convocati per la corsa in linea di Offida avevano dato buona prova. Tonelli aveva confermato le mie sensazioni non positive dopo quel test e lo stesso vale per Trosino, nonostante il suo ottimo piazzamento nella crono. Ma la corsa in linea riguardava un altro percorso, un’altra distanza e un altro tipo di sforzo.
- Graziano Di Luca e Luca Chirico hanno avuto un mondiale travagliato fin dall’inizio. Dopo essere caduti hanno dovuto cambiare la bicicletta e inseguire per ben tre volte e alla fine si sono ritirati. Già prima della gara iridata Di Luca aveva avuto un incidente.
Graziano aveva subito un lieve infortunio a una settimana dal mondiale, ma si era ripreso completamente. Poco dopo la partenza è caduto e ha dovuto inseguire con la bici di scorta per poi riprendere la sua bici. Certi sforzi si pagano, perché alla fatica si sommano lo stress e l’emozione. Lo stesso è successo a Luca Chirico che ha dovuto cambiare bici dopo due cadute.
- Come si forma e si prepara una nazionale juniores in vista di un campionato del mondo?
Attraverso il dialogo costante con le società, per non stravolgere la loro programmazione e armonizzarla con le esigenze dell’impegno internazionale. La scelta degli atleti avviene dopo attenta valutazione nelle corse in Italia e nelle prove di Coppa, che danno la possibilità ai ragazzi di esprimersi e di maturare attraverso il confronto con i migliori coetanei delle altre nazioni. In questa ottica la Federazione ha deciso di non inserire nel calendario italiano corse a tappe juniores, salvo eccezioni ben qualificate. Fattore basilare del mio ruolo è il rispetto per il lavoro delle società, dei direttori sportivi e dei corridori. Rispetto che deve essere reciproco. Dal momento in cui una società decide di seguire il programma della nazionale, vuol dire che accetta la logica che prevede squadre con titolari e riserve. Pertanto mi rammarica leggere sfoghi o lamentele esclusivamente di parte. Ricevere la maglia azzurra, sia da titolare sia da riserva, dovrebbe essere sempre un vanto per il corridore e per la sua società. Vuol dire consegnare una grande emozione, una valida esperienza e un riconoscimento al lavoro svolto dall’atleta e dalla società stessa.
- Dopo Offida l’Italia è nona nel ranking mondiale per nazioni. Cosa implica questo?
Che l’Italia correrà la prossima edizione dei campionati del mondo con sei atleti, rientrando così nel lotto per così dire “elitario”. Cosa che non è stata possibile in questa edizione, con le relative conseguenze.
concordo pienamente con de candido gran signore, qualcuno dovrebbe imparare da lui piuttosto che sparare comunicati inutili la maglia azzurra va onorata sia che da titolare che da riserva!!
12 agosto 2010 13:00limatore
Valerio Conti stà per De Candido, come Cassano per Lippi.......
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