| 19/07/2010 | 19:11 La corsa è corsa. Questo oggi è il ritornello al Tour de France: da Samuel Sanchez a Martinelli fino a Riis e Johan Bruyneel nessuno sembra davvero pensare che l’azione di Contador, che non ha aspettato Schleck dopo che gli è caduta la catena, sia da condannare. “La corsa è corsa - attacca Martinelli -. Noi siamo qui per vincere il Tour e dobbiamo approfittare in tutte le maniere di ogni occasione che capita a nostro vantaggio. Quello che è successo oggi è come un gol di mano che ti permette di vincere una partita. Poi, se si vince il mondiale, tutti esultano e nessuno si ricorda più di quell’episodio, se non in maniera benevola”. “La corsa è corsa - rilancia Samuel Sanchez -. Io ho visto quello che è successo Andy, ma sono qui per fare il mio Tour e sono andato avanti. Questa tappa era fatta apposta per me, con tanta discesa prima dell’arrivo, e sono contento di averla sfruttata per guadagnare secondi preziosi su Schleck”. “La corsa è corsa - fa eco Bjarne Riis -. E’ difficile dire cosa avrebbero dovuto fare Contador e quelli davanti, ma non mi sento di colpevolizzarli. Adesso siamo noi ad essere di indietro, di otto secondi, che è niente ma è anche tantissimo. Da domani sarà un altro Tour e noi ci faremo trovare pronti. Certo è molto triste perdere la maglia gialla, e ancor di più in questa maniera”. “La corsa è corsa - chiude il cerchio Bruyneel -. Non mi risulta che nessuno abbia aspettato nessuno ad Arenberg. Mancavano pochi chilometri e ognuno è andato a tutta per guadagnare più tempo possibile”. L’unica voce che esce dal coro è Andy Schleck: “Sì, è vero, la corsa è corsa, ma a me vincere il Tour in questa maniera non piacerebbe per niente”.
Sono d'accordo con Bruyneel, nessuno ha aspettato a Roubaix.
Personalmente ritengo che ci siano però casi in cui si debba aspettare l'avversario, casi in cui intervengono fattori esterni: ti fa cadere uno spettatore, ti urta un'ammiraglia, ti attraversa la strada un cane, ti si rompe la bici.
Ma se uno non sa usare il cambio, e cambia rapporto continuando a spingere fuori sella.... allora tiriamo dritto.
THe boss
19 luglio 2010 21:12foxmulder
Sarà ma credo che ai tempi in cui "tiranneggiava" nessuno si sarebbe mai sognato di attaccare Armstrong in condizioni analoghe. Neanche Contador.
d'accordo ma..
19 luglio 2010 21:45defe91
.. sono d'accordissimo che la corsa è corsa e infatti hanno fatto bene ha fare la loro gara, ma contador non mi venga a dire che non si era accorto dell'incidente di schleck..!
se vogliamo sempre aspettare Schleck....
20 luglio 2010 09:35superandy
certo, ci mancava anche si fermassero di nuovo ad aspettare Andy come nella tappa della prima settimana quando cadde.
Diciamo che cosi si sono pareggiati i conti, anche se in quella tappa della prima settimana il gruppo non "lo aspettava" a quest'ora era fuori classifica.
Quindi andiamo bene cosi!!!!
20 luglio 2010 10:21ullallerollerolla
d'accordissimo con superandy...non si è mai visto aspettare un avversario sull'ultima salita di una tappa pirenaica fondamentale per il tour...consideriamo anche che l'inghippo accaduto a schleck non è stato accidentale (es. foratura) bensì un errore nel cambiare, roba da giovanissimi. quando anni fà successe la caduta di armstrong, appena rialzatosi rientrò a doppia velocità, a prescindere dal fair play di ullrich.
viva la corsa! abbasso gli inciuci vergognosi come nella prima settimana!
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