Cunego: purtroppo, un'altra occasione persa

| 13/07/2010 | 19:12
Dopo l'attacco senza profitto della tappa con arrivo a Station des Rousses, Damiano Cunego aveva promesso che avrebbe certamente provato ancora a dare battaglia per conquistare una vittoria al Tour de France.
Il veronese della Lampre-Farnese è stato di parola e nella 9^ frazione della Grande Boucle, la Morzine-Saint Jean de Maurienne (204,5 km con ben 5 cime da scalare tra le quali il Col de la Colombiere e il Col de la Medeleine con vetta a 32 km dal traguardo), ha mostrato tutta la sua voglia di provare a essere protagonista.
Mancato il primo allungo nei chilometri iniziale della gara per colpa di una foratura, all'attacco nel secondo tentativo di giornata, ripreso dal gruppo e infine escluso dalla successiva corposa azione della tappa, Cunego ha dovuto estrarre tutta la sua tenacia per rientrare sul drappello di fuggitivi evadendo dal gruppo assieme a Taaramae sulla Colombiere e raggiungendo la testa della corsa nella successiva discesa.
Successivamente, il Col de la Madeleine ha effettuato una decisiva selezione tra i fuggitivi, lasciando al comando della gara i soli Cunego, Leon Sanchez, Charteau e Casar, raggiunti nell'ultimo chilometro di gara dal trio Andy Schleck, Contador e Moreau: i sette atleti hanno disputato uno sprint ristretto nel quale Cunego non è riuscito a esprimere la sua velocità, chiudendo al terzo posto.
«Avverto un misto di delusione per aver mancato un'occasione molto propizia e di orgoglio per aver lottato con tutte le forze per cercare di spezzare questo incantesimo che mi allontana sempre dalla vittoria al Tour de France - ha spiegato Cuengo nel dopogara - L'avvio della corsa è stato molto intenso, ho mancato la prima fuga per colpa di una foratura; alla seconda occasione mi sono fatto trovare pronto, ma l'azione non è andata a buon fine; il terzo allungo, quello che si è poi rivelato decisivo, mi era inizialmente sfuggito: ho avuto modo di rimediare, anche grazie alla generosità dei miei compagni, riuscendo a riportarmi sulla testa della corsa e pensando poi solo a pedalare nel miglior modo possibile. Sapevo di giocarmi una grande opportunità nella volata finale e conoscevo le doti di rapidità sia di Casar che di Leon Sanchez: purtroppo, quando è partito il francese, la mia risposta non è stata abbastanza pronta e un'altra occasioneè stata persa».

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COMMENTI
Caro Cunego
14 luglio 2010 07:49 foxmulder
Complimenti per la tenacia, ma accidenti... Hai bisogno dell'esorcista! Resto convinto, come ho scritto altrove, che il motore ci sia ma che la "messa a punto" sia carente. Consiglio la cura "Aldo Sassi", sempre che sia rimasta la voglia di superarsi. Bravo comunque.

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