| 07/07/2010 | 19:06 Dopo Ina Yoko Teutenberg, è il turno di Marianne Vos. La tedesca vince le prime quattro tappe (tre in volata più la cronometro Caerano-Biadene), l'olandese (pluricampionessa del mondo su strada, in pista e anche nel ciclocross) s'impone d'autorità ieri (Orta San Giulio-Pratolungo) e oggi (Gallarate-Arcisate). Questa sera Marianne Vos indossa la sua prima maglia rosa, una novità per una carriera dove c'è tutto il meglio. Il GiroDonne 2010 dopo sei giornate di gara (quattro al termine) sembra aver trovato delle certezze. Ma in realtà la corsa solo adesso entra nei momenti cruciali. Tra domani e sabato la selezione sarà spietata. Con le salite che finalmente diventeranno salite. Quelle vere. Quelle da pendenza. Quelle che fanno la differenza. Domani l'antipasto: settima frazione di gara, da Como ad Albese con Cassano e due cime importanti: Sormano e Ghisallo. Venerdì il via ai fuochi d'artificio: da Chiavenna su su fino a Livigno. Ottantanove chilometri di sofferenza. Ma il pezzo forte andrà in scena sabato: da Livigno allo Stelvio. E la Cima Coppi sentenzierà chi sarà la vincitrice del GiroDonne 2010, colei che domenica prossima sfilerà lungo la passerella trionfale dell'autodromo di Monza. Le salite, appunto. Lì si giocherà la corsa rosa. Strappi che sta attendendo fiduciosamente la russa Olga Zabelinskaya. Appena arrivata alla Safi-Pasta Zara-Manhattan, l'ex campionessa del mondo a cronometro su strada è partita in sordina da Muggia. Ieri (martedì) ha cominciato a mettere fuori la testa: sesta nella quinta tappa Orta San Giulio-Pratolungo, dopo essere stata sempre nel gruppo delle fuggitive, cedendo solo negli ultimi metri a Marianne Vos e a Tatiana Guderzo. Oggi, un altro riscontro positivo. Ad Arcisate sono arrivate in tre: Vos, la tedesca Arndt e la biondona russa. Nell'ordine, in volata. A dieci secondi un gruppetto con Guderzo, Pucinskaite, Vysotska, Abbott e Häusler. Prima volta sul podio, quindi, per la Zabelinskaya. Che stasera, nella generale, occupa la quinta posizione, a 1'31" dalla Vos, la leader. Dopo l'arrivo la russa di San Pietroburgo della Safi-Pasta Zara-Manhattan sorride alla sua maniera. Sorniona. "Tutto ok. Sto bene. Sto migliorando giorno dopo giorno, anche perché quest'anno ho fatto solo sei corse e sono arrivata al Giro con la forma migliore ancora da trovare. Mi sto preparando per lo Stelvio. Salita decisiva, per tutte. Staremo a vedere". E' soddisfatta anche Diana Ziliute, direttore sportivo della Safi-Pasta Zara-Manhattan: "Olga sta facendo la sua corsa. In crescendo. Ogni giorno vedo da parte sua un passo in avanti e un sorriso in più. In salita, c'è. In discesa oggi era imprendibile. Segnali confortanti, insomma. Sapevamo che avrebbe faticato un po' i primi giorni. Ma contavamo sulla progressione che, in effetti, sta avvenendo. Dove può arrivare la Zabelinskaya? Chissà.". Stanno soffrendo, e non poco, invece molte delle compagne di squadra della Zabelinskaya. Le cadute stanno decimando la formazione della Safi-Pasta Zara-Manhattan. In sei giorni quasi tutte sono ruzzolate sull'asfalto. La più malconcia è Sylwia Kapusta (a terra nella cronometro di Caerano) con un ginocchio dolorante. Ferite dappertutto anche per Oxana Kozonchuk. Ieri è toccato a Eleonora Patuzzo farsi medicare. Infine, il ruzzolone nella volata di Riese Pio X sta condizionando il Giro di Rasa Leleivyte.
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