La Stampa. Cancellara, il motore è nelle gambe

| 04/07/2010 | 12:56
Nemmeno il tempo di riprendersi da un’apnea lunga dieci minuti, nemmeno il tempo di scendere dalla bicicletta e i Commissari di Corsa sono già lì: clik, e un anello rosso si aggancia alla bici. Fabian Cancellara può andare a mettersi la prima maglia gialla del Tour, per lui è già la terza volta, e la bicicletta entro mezz’ora dovrà passare nello scanner, l’ultima invenzione di un Tour che non vuole sospetti. «Questa è una bici, non una moto», dice Bjarne Riis, il ds di Cancellara. Però, per i Commissari, come già accaduto con quella del tedesco Tony Martin, meglio controllare. Ovvio, non c’è nessun motorino a pila infilato nel telaio. Ma nessuno potrà dire cha al Tour non hanno controllato.
Buona la prima, per Cancellara. Con questa è alla terza maglia gialla e di cronometro ne ha già vinte 40, un record. Dieci minuti esatti per quasi 9 chilometri, media di 53,4 km all’ora, con la strada bagnata dalla pioggia roba da moto. «Sono contento - dirà mentre la bici va sotto lo scanner, un cubo coperto da una tenda blu, proprio come quelli che si vedono negli aeroporti -. E’ stata una giornata matta, la strada era bagnata, mi sarebbe piaciuto andare a prendere Armstrong che era partito prima di me». Non ce l’ha fatta, e per la pioggia e perché l’Americano è stato forse la vera sorpresa dei 9,8 km di Rotterdam.
Nella classifica di chi punta alla vittoria finale Armstrong è già in testa. E’ quarto nella generale, ma con 5" su Contador, Evans è a 17", Basso a 33", Andy Schleck a 47". E’ andata male a Bradley Wiggins, uno specialista che avrebbe voluto battere Cancellara: «Sono partito sotto la pioggia». Armstrong gongola: «Grande giornata, grande pubblico, ottimo lavoro». Gli altri, da Basso a Contador, abbozzano: «Inutile rischiare, l’obiettivo è il Tour, non il prologo». A rischiare si finisce come il portoghese Manuel Cardoso della Footon Servetto, uscito alla prima curva: 20 punti di sutura per chiudere le ferite, e il Tour se lo vedrà in tv.
Oggi saluti all’Olanda e tappa di 223 km con arrivo a Bruxelles. Sembrerebbe da volatona, ma fino ad Anversa, più di metà, il pelotòn sarà esposto al vento che vien dal Mare del Nord. Pericolo cadute. O che il gruppo si spezzi. I Saxo Bank saranno in testa, per difendere la 16ª maglia gialla di Cancellara e proteggere Andy Schleck che la vorrebbe mettere a Parigi. Se volatona sarà, Mark Cavendish ha già detto che dev’esser sua «come tutti gli altri sette arrivi allo sprint previsti in questo Tour». Riservato come sempre, Alessandro Petacchi aspetta di far sapere se è ancora Petacchi.

da «La Stampa» del 4 luglio 2010
a firma Giovanni Cerruti

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