NUOVO CT. Paolo Bettini: «Parto per questa nuova avventura»

| 23/06/2010 | 15:34
«La nomina di Paolo Bettini a ct della nazionale di ciclismo testimonia una volta di più, dopo Alfredo Martini e Franco Ballertini, la tradizione azzurra dei grandi commissari tecnici. La sua scelta e' stata la più giusta,
anche da un punto di vista affettivo: con Bettini il ciclismo italiano ha vissuto pagine indimenticabili con le vittorie a due mondiali e una olimpiade».
Con queste parole il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha fatto il suo in bocca al lupo a Paolo Bettini, che oggi è stato presentato ufficialmente nella veste di nuovo commissario tecnico della nazionale azzurra dei
professionisti, al posto del compianto ct Franco Ballerini, scomparso lo scorso febbraio.
«Il ciclismo scoppia di popolarità - ha aggiunto Petrucci - e questa nomina testimonia il lavoro serio della federazione, in prima linea anche nella lotta al doping».
Di Rocco lo presenta con «malinconia ed entusiasmo. Malinconia perchè prende il posto di una persona a noi molto cara. Ma il suo più grande problema non sarà tanto superare Ballerini bensì trovare un altro Bettini...».
Il contratto del ct è di un anno, ma c'è già l'accordo per arrivare insieme fino a Londra 2012 a prescindere dai risultati. La Federazione ha fiducia in lui: «Bettini lo conosciamo tutti, è la scelta giusta per dare continuità al lavoro di Ballerini: era il suo regista in campo, un grande campione. Ha un ottimo rapporto con gli altri azzurri e bisogna continuare su questa
strada, d'altronde lo zoccolo duro del gruppo è quello».

Bettini conferma: «Conosco bene il gruppo perchè ho smesso da
poco e so che dovrò contare tantissimo su quegli atleti che mi hanno aiutato a vincere: saranno una pedina fondamentale anche per i giovani».

Bettini, visibilmente emozionato ha poi aggiunto: «Sono stato un grande atleta, non so se sarò anche un grande ct. Di certo ce la metterò tutta per raggiungere grandi risultati. E proseguirò nel solco tracciato da Ballerini».

E punta dritto al primo obiettivo, il Mondiale in Australia in programma dal 29 settembre al 3 ottobre. «Non ho visto il percorso, lo ha fatto Franco ed è come se ci fossi stato», dice Bettini. «Ballerini lo ha definito un mix tra Salisburgo e Madrid.  Sembra facile ma gli ultimi 700 metri salgono al 4%, non è scontato che dopo una corsa vera si arrivi a fare la volata».
Il grande vecchio del ciclismo italiano, l'ex ct Alfredo Martini, definisce Bettini «un uomo che viene dal mare, e che da marinaio è diventato ammiraglio. Sarà un grande ammiraglio - assicura -. È voluto da tutti, non gli manca niente. Ha dimostrato da atleta di non subire mai la corsa degli altri ma di saperla sempre imporre con tranquillità ed intelligenza.
Una cosa sola gli manca: quel Bettini che aveva Franco Ballerini...».


«In questi mesi ho riflettuto tanto e poi ho deciso di partire per questa nuova avventura. Lavorare a stretto contatto con Ballerini per me è stato molto importante. La sua amicizia per me è stata fondamentale nel 2006, quando dopo aver vinto i Mondiali persi mio fratello Sauro: Franco mi ha insegnato ad andare avanti».
 
Bettini sarà ai campionati italiani, poi al Tour de France.  Tappe fondamentali per scegliere il gruppo per i Mondiali. «Il 3 ottobre dovremo presentarci organizzati e cattivi», dice proiettandosi al giorno della gara iridata. «E non dobbiamo dimenticare quanto successo a Madrid: ha vinto Boonen ma i velocisti veri non sono arrivati a giocarsi la volata. Non c'è da temere il percorso, ma da interpretarlo e sfruttarlo». Poi
conclude: «Un altro Bettini si deve trovare, ma io ero importante anche quando perdevo...».

Poi, dopo la presentazione alla stampa, una video-chat su Gazzetta.it con il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco. Bettini e il presidente  hanno risposto alle domande di Luca Gialanella, responsabile del ciclismo de La Gazzetta dello Sport e dei lettori.

Di Rocco si è detto molto felice del lavoro che si sta concretizzando attorno al ciclismo giovanile. «Stiamo lavorando molto e bene per i ragazzini. Cartoon’s on the Bike o Pinocchio in bicicletta sono stati due momenti di grande suggestione. Oggi la nostra Federazione può contare su un bacino di 14 mila giovanissimi, numeri importanti che ci fanno guardare con soddisfazione e fiducia al ciclismo di domani. Mi auguro che anche le autorità deputate possano creare sempre più spazi protetti per la pratica del nostro sport che fa molto bene anche alla salute».

A Bettini i lettori hanno chiesto anche pareri su Riccardo Riccò.
«Riccardo ha sbagliato e ha pagato: sono convinto che tornerà a recitare il ruolo che gli compete. Sabato, ad esempio, sul circuito di Conegliano sarà certamente tra i grandi favoriti, visto che il percorso è particolarmente selettivo. Per il Mondiale vedremo, certo che il percorso non credo che gli si addica molto».

Tra le tante domande anche il messaggio di un grande come Moreno Argentin. «Sono convinto che Franco sarebbe orgoglioso di te».

Poi alla medaglia d'oro di Atene chiedono: quale messaggio a Marcello Lippi?
«Un grandissimo in bocca al lupo. Marcello sa di avere un grande potenziale. Forse in queste due prime partite si è un po’ distratta, ma sono sicuro che domani non sbaglierà l’appuntamento».

Gli chiedono: che ruolo avrà Martini?
«Il ruolo che gli compete. Non è lui ad essere nel mio staff, ma viceversa. Per me, come per Franco, Alfredo è qualcosa di preziozo».

Gli chiedono di Vincenzo Nibali.
«Vincenzo sta crescendo con assoluta tranquillità e soprattutto molto bene. All’ultimo Giro ha dimostrato di aver capito tutto: è stato grande e leale. Un vero uomo squadra. Un vero uomo con mentalità da Nazionale. Un corridore che sarà garanzia del futuro. Siamo solo al primo pomeriggio di lavoro, ma la nazionale non è chiusa a nessuno».

E poi di Basso al Tour.
«Al Giro è stato il più equilibrato e forte. Dopo il mezzo disastro a L’Aquila si è messo in gioco. Al Tour non lo so, diciamo che io avrei preso una pausa, mi sarei goduto il Giro vinto e avrei evitato di correre in Francia, anche se capisco che ha fame di riscatto. Sono curioso di vederlo all'opera».

Ultima domanda: Paolo quanto pesi?
«Sono diventato un personaggio di peso… - dice divertito -. Se penso a quanto pesavo alle Olimpiadi di Atene mi viene male, quindi voglio essere meno esigente e dico che sono sopra solo di 9 chili. Mica male, no?».

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COMMENTI
Un Grosso In bocca al Lupo al nuovo CT
24 giugno 2010 09:21 The rider
In bocca al Lupo al nostro nuovo CT e Buon Lavoro!!!

Maurizio Ponti.

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