Diario Bergamasca: la parola al meccanico Sana

| 20/06/2010 | 11:22

Come ieri la penna “metaforicamente” passa nelle mani di uno dei componenti lo staff della Colpack De Nardi Bergamasca. Oggi è il meccanico Cesare Sana  – una figura fondamentale in corsa – a raccontarci la sua giornata e le sue sensazioni. Sveglia alle 6,30, ho preparato la valigia, perché dopo due giorni di pernottamento a Cesenatico, questa sera cambieremo nuovamente alloggio per l’ultima tappa di questo GiroBio. Alle 7 sono sceso a fare colazione e poi via subito al lavoro. Come ogni mattina c’è da preparare e sistemare le biciclette per i corridori. Chiedere loro se hanno qualche esigenza particolare. Poi preparare le bici, le ruote, la cassetta degli attrezzi, borracce e mantelline anche in ammiraglia dove, dal sedile posteriore, ogni giorno seguo la tappa in macchina con il diesse Antonio Bevilacqua pronto a “scattare” in caso di necessità.  Alle 8,15 dalla struttura dove erano ospitati i corridori siamo partiti in direzione Faenza da dove questa mattina è partita questa ottava tappa. Sapevamo che oggi ci si doveva inventare qualcosa. Pronti via e subito abbiamo Di Corrado in una fuga di nove corridori. Guadagnano secondi, poi diventano oltre due minuti e la loro azione sembra buona. Con lui non ci sono uomini di classifica e se i colombiani decidono di lasciarli andare, con la tappa di oggi, questa è una fuga che può arrivare all’arrivo e Dico ha i numeri per vincere. Ma ci si mette di mezzo la pioggia a scombussolare tutti i piani. Andrea va bene sulla prima salita del Passo del Sambuca quando scollina per primo, ma nella successiva discesa – davvero molto tecnica – e per di più resa rischiosissima dall’asfalto bagnato per la pioggia battente si fa prendere dalla paura tira troppo i freni e perde contatto dal gruppetto di testa. Quanto poi si vede superare anche dal grosso del gruppo inseguitore ha una vera e propria crisi psicologica. Lo avviciniamo con l’ammiraglia. È sfinito, inzuppato d’acqua e preso dallo sconforto si lascia scappare un: “E’ meglio che smetto di correre”. Io e Antonio gli diciamo subito: Ma che stai dicendo. Dai forza là davanti c’è ancora Stefano da aiutare. Ma per lui oggi è diventata una giornata no. E quando proseguendo nella discesa ci accorgiamo che ha perso contatto anche dal gruppo di testa anche lo stesso Stefano Locatelli – a sua volta timoroso in discesa – e Orrico si ferma più volte ad aspettarlo, cominciamo a pensare che la giornata no oggi sia di tutta la squadra. Anche perché già prima Paolo Locatelli si era attardato lamentando dolori di stomaco. Ma poi ritorna il sole. In cielo, ma anche nel nostro umore. Perché grazie allo straordinario lavoro di Orrico e di tutti i suoi compagni Stefano tra mille peripezie rientra sul gruppo dei migliori e nel finale indovina la fuga giusta. Per qualche istante accarezziamo anche l’idea di poter vincere la tappa quando vediamo, passandoci in senso contrario nei due giri finali, che il traguardo sarà particolarmente impegnativo.  Ma Monsalve e Santoro – a proposito complimenti a loro davvero bravi – scattano e risultano imprendibili e vanno a trionfare al traguardo. Ma Stefano, in questi giorni l’ho imparato a conoscere, ha la testa dura, spinge e riesce a conquistare un bel terzo posto che ci rende tutti felici. Anche perché è riuscito a risalire qualche importante posizione in classifica. Domani ci divertiremo ancora. È questa anche la promessa di Davide Orrico al termine del suo racconto della tappa odierna. Gara strana anche perché i colombiani sono partiti subito a mille. Ce l’avevano promesso. La notte scorsa ci hanno detto che ce l’avrebbero fatta pagare in quanto non li avevamo fatti dormire presto. Sapete a noi la sera ci piace sempre un po’ ridere e scherzare in camera. Sulla prima salita mi sono un po’ staccato, poi ho visto il mio compagno Stefano in difficoltà e l’ho aspettato per aiutarlo a rientrare. Cavoli scendeva a due all’ora… Non ce la faceva proprio… era quasi congelato. Tanto che ho dovuto tirargli fuori io un panino dalla tasca e cacciarglielo in bocca. È stata dura soprattutto per lui, ma abbiamo superato la situazione difficile e pian piano abbiamo recuperato sul gruppo dei migliori. Poi lì c’erano anche Zilio e Simon che ci hanno dato una mano. Per me un gran lavoro di gregariato ripagato dal finale eccezionale di Stefano che si è ripreso e ha fatto vedere ancora una volta di che pasta è fatto, conquistando un ottimo terzo posto. Oggi voglio esaltarmi… Questa tappa sulle strade bianche mi incuriosisce. E poi a livello personale voglio togliermi la soddisfazione di riuscire a chiudere almeno nelle prime venti posizioni della classifica generale. Ce la posso fare.

Cesare Sana e Davide Orrico

 

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