Amore&Vita, una vittoria dedicata al Papa

| 04/04/2005 | 00:00
Ivano Fanini non voleva far correre i suoi ragazzi, ma l'organizzazione del Tour du Lac ha ritenuto di non abolire la corsa svizzera e di procedere comunque, dedicando alla morte di Papa Giovanni Paolo II un momento di raccoglimento prima della partenza. Così gli atleti del team che da anni si batte per la Vita e contro il doping, hanno corso con il lutto al braccio. La vittoria di Ljungblad, lo svedese di Amore & Vita, è dunque qualcosa di più di una semplice vittoria. Dedicata naturalmente al Papa, ha voluto essere un tributo ad un grande uomo, a un Papa sportivo che più volte aveva accolto il team di Fanini in Vaticano, apprezzandone e lodandone i valori. "Anche io ero contrario a che i ragazzi corressero - ha commentato Matteo Nuzzi, presidente di NSR, l'azienda di Castelplanio (AN) che fornisce le bici alla squadra - ma questa vittoria mi sembra ora, un bel modo di ricordare un uomo così speciale, che non ha mai fatto mistero del suo amore per lo sport". Ordine d’arrivo Jonas Ljungblad (Swe-Amo) René Mandre (Fra-*El.2) Rémi Pauriol (Fra-*El.2) Elio Aggiano (Ita-Lpr) Loic Herbreteau (Fra-*El.2) Laurent Arn (Swi-*El.2) Jonas Holmqvist (Swe-Amo) Hubert Schwab (Swi-Srw) Remo Spirgi (Swi-*El.2) Takumi Beppu (Jpn-*El.2)
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