Pantani: la mamma accusa il Giro

| 18/05/2004 | 00:00
''Alla tappa di Cesena denuncero' l' ipocrisia di quel mondo. I colpevoli sono al Giro''. A parlare e' Tonina Pantani, la madre del 'Pirata' in una intervista pubblicata dalla 'Voce di Romagna'. ''I veri assassini di mio figlio non sono i quattro spacciatori che hanno appena arrestato ha detto la donna al quotidiano. ''Marco non e' morto a febbraio, ma nel 1999 a Campiglio, quando e' stato cacciato dal Giro'', ha aggiunto spiegando che il figlio e' stato utilizzato come capro espiatorio e che lui e' precipitato nel tunnel della droga. ''Se voi pensate che io sono un drogato, allora vi faccio vedere come muore un drogato'': questo secondo la madre di Marco e' stato il pensiero di suo figlio. E per giovedi', quando il Giro fara' tappa a Cesena, la signora Pantani ha annunciato rivelazioni clamorose e anche di picchiare, non metaforicamente, quelli che secondo lei sono i responsabili: ''Mio figlio e' morto nel '99, non nel residence. Alla tappa di Cesena faro' nomi e cognomi''. ''I responsabili sono tutti al Giro d' Italia - ha detto ancora la signora Pantani alla 'Voce' - Cercano di tenersi strette le loro poltrone, ma sanno bene di non avere la coscienza a posto. Mio figlio ha perso la vita per la bicicletta, che e' stata il suo amore per vent' anni. Una vita fatta di sacrifici e sudore e, proprio quando le sue vittorie potevano farlo stare tranquillo, quando finalmente era riuscito a sfondare come sognava da piccolo, la vita gli ha giocato un brutto scherzo. Ma, sia chiaro, Marco non e' morto a febbraio, lui si e' spento nel '99, quando e' stato cacciato dal Giro d' Italia per doping''. E ancora: ''Marco non era dopato, i valori del sangue erano normalissimi. Mio figlio e' stato solo un comodo capro espiatorio. Ma perche' prendersela proprio con lui? E' questo che non riesco a capire. Forse perche' era un ragazzo semplice, con dei valori e sapevano bene che in questo modo lo avrebbero distrutto. Per questo, dopo, mio figlio e' entrato nel tunnel della cocaina...''. Secondo la madre del Pirata ''All' origine di tutto ci sono sempre i soldi, i grandi interessi economici. I valori nello sport di oggi non esistono piu', conta solo il denaro. In nome del Dio denaro si puo' arrivare anche ad uccidere la gente, come e' successo a mio figlio''. ''Non me ne importa piu' nulla ora. Sono arrivata al limite - ha annunciato -. Sto solo aspettando il momento giusto per far vedere a tutti di cosa e' capace una mamma privata anche della dignita' del figlio morto. Il Giro d'Italia fara' tappa a Cesena, tutti capiranno di cosa sono capace. Voglio dire a tutti cosa c'e' dietro il ciclismo. L'omerta' e le bugie che ruotano dietro a questo sport di ipocriti. Faro' i nomi e i cognomi, e qualcuno finalmente non dormira' piu'. Andro' la' per picchiare nel vero senso della parola''. ''Ci sono tanti ciclisti al Giro che sono stati trovati con sostanze dopanti nelle loro auto, ma nessuno ha mai detto niente, forse perche' sono protetti da personaggi influenti e, quindi, intoccabili - ha detto infine la madre del Pirata -. Marco Pantani, invece, era un semplice ragazzo romagnolo, figlio di piadinari e senza grandi nomi dietro, ma con tanta gente che gli voleva bene''.
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