Sanremo. Petacchi felice: «Alla faccia di chi non credeva in me»

| 19/03/2005 | 00:00
Alessandro, quando hai capito che avresti vinto? «Quando ho visto il cartello dei 150 metri, lì, ho cominciato a capire che avrei vinto. La mia paura era che succedesse quello che è successo l'anno scorso quando mi sono impiantato, ma sapevo che la condizione questa volta era diversa». Quella di oggi è stata una vittoria diversa per te? «Beh, ho vinto in volata anche oggi. Battute a parte, oggi mi veniva tutto facile, la condizione era ottima. Forse ho commesso anche qualche errore, ma io sono un'istintivo e per tutto il giorno ho seguito quello che mi sentivo». Pensi che a Freire sia mancato qualcosa? «Non ho visto la volata quindi non so dire, ma credo che sia rimasto chiuso e comunque vincere, l'ho sempre detto, è anche una questione di fortuna». Anche oggi hai dimostrato di essere fortissimo: hai cambiato qualcosa nella tua preparazione quest'anno? «Si, la sconfitta dell'anno scorso mi aveva fatto riflettere molto, così ho deciso di modificare le cose che mi sono accorto erano stati degli sbagli. Ho puntato innanzitutto a perdere quei quattro chili di troppo perché volevo tornare ad andare in salita come andavo in passato e poi, rispetto all'anno scorso, ho corso molto di più. È da novembre che lavoro veramente tanto e ho fatto molti sacrifici, ma io quest'anno volevo vincerla la Sanremo». Oggi hai messo a tacere quanti non ti vedevano come corridore capace di vincere le corse di oltre 250 chilometri. «E questo mi rende particolarmente contento perché ero stufo di sentirmi dire che non ero capace di vincere corse così lunghe. Oggi ho stravinto, e con tre bici di vantaggio. Spero che questo basti per dimostrare che si sbagliavano». Ti sei sposato a fine dicembre: questo passo credi ti abbia fatto maturare? «Sicuramente mi ha dato molta più tranquillità: io e Anna Chiara con i nostri "bimbi" (gli animali che vivono a casa Petacchi) siamo una famiglia, piccola magari, ma sempre una famiglia e questo mi fa sentire delle responsabilità che prima non avevo. È logico che tutto questo mi abbia cambiato sia come uomo che come alteta». La vittoria di oggi pensi ti proietti già in chiave mondiale? Madrid è un percorso adatto ai velocisti. «Da qui a Madrid c'è ancora tempo. Dopo il Giro d'Italia andrò sicuramente a rivedere il percorso che ho già provato lo scorso dicembre: si tratta di un percorso veloce, ondulato, non facile, ma c'è sicuramente la possibilità di arrivare in volata. La mia stagione, fino a questo momento, era incentrata per vincere la Sanremo, e qui siamo arrivati. Adesso farò un pò di riposo e poi mi concentrerò nella preparazione del Giro». Cipollini ha detto che ti ricambierà il favore di Zolder... «Mi farebbe solo piacere, averlo sarebbe importantissimo». Nessuna corsa in Belgio? «Non posso correre tutto, è da novembre che sono in bici e se io e i mei compagni vogliamo essere competitivi al Giro d'Italia, dobbiamo lavorare per questo obiettivo. La nostra è una squadra italiana, lo sponsor è italiano, per noi il Giro è importante... Ma adesso lasciatemi godere questa grande vittoria».
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