Fatta la Liquigas Doimo per il Tour

| 25/06/2009 | 16:41
Gli ingredienti per un Tour de France 2009 da protagonisti ci sono tutti. Il team Liquigas-Doimo si presenterà al gran départ di Montecarlo deciso a lasciare il segno, con quattro leader motivati ed una squadra capace di dare battaglia su tutti i terreni.
«Ci animano grandi stimoli – spiega il team manager Roberto Amadio -. Bennati, Kreuziger, Nibali e Pellizotti sono quattro uomini che ci permettono di coltivare due ambizioni. La prima riguarda la classifica: conquistare un posto tra i primi dieci a Parigi sarebbe un risultato importante per i nostri due giovani. La seconda, invece, concerne le tappe: cercheremo di indossare i panni dei cacciatori di vittorie parziali, sia in salita sia in volata, per tornare in Italia con un bottino il più ricco possibile».
Al fianco di Franco Pellizotti, Vincenzo Nibali, Roman Kreuziger e Daniele Bennati, i direttori sportivi Dario Mariuzzo e Mario Scirea disporranno di cinque uomini in grado di supportare al meglio i capitani e, perché no, di cercare magari il colpo a sorpresa: Aliaksandr Kuchynski, Fabio Sabatini, Brian Bach Vandborg, Alessandro Vanotti e Frederik Willems. «E’ una formazione che unisce grinta ed esperienza - spiega Scirea -, ciò che serve al Tour de France. Sarà una corsa lunga ed impegnativa: noi dovremo essere abili nello sfruttare tutti i terreni per conquistare la vittoria, ad esempio a Montpellier, nella cronosquadre. I mezzi per fare bene non ci mancano: se manterremo alta la concentrazione fino a Parigi, sono convinto che potremo toglierci delle buone soddisfazioni».
Le parole dei leader
Daniele Bennati: «Archiviata la dolorosa assenza dal Giro d’Italia, mi presento a questo Tour de France molto motivato. Il Tour de Suisse appena concluso mi ha dato segnali incoraggianti, nonostante la condizione ancora in crescita non mi abbia permesso di lottare nelle volate. La prima settimana della Grande Boucle mi permetterà di raggiungere il top della forma per essere poi competitivo fino a Parigi. L’obiettivo, inutile a dirsi, è quello di impormi tra la folta schiera di velocisti presenti, Cavendish in primis. Il morale è alto, grazie anche alla fiducia che mi trasmette la squadra».
Roman Kreuziger: «Il Tour de France è l’obiettivo principe della mia stagione e, dopo l’incoraggiante prestazione al Tour de Suisse, posso dirmi pronto ad affrontarlo al 100% delle possibilità. Ho acquisito ritmo di corsa e cambio di velocità, mentre grazie al lavoro svolto nella prima parte della stagione possiedo il fondo necessario per reggere le tre settimane. L’obiettivo è di rientrare nella "top ten" finale, pronto comunque a sfruttare l’occasione, se ci sarà, per conquistare una tappa. Riguardo al percorso, credo che il Tour non possa mai essere considerato facile: io parto tranquillo, conscio di essermi preparato al meglio. Sarà poi la strada a dire quanto potrò raccogliere».
Vincenzo Nibali: «In questi mesi ho lavorato molto per presentarmi alla partenza di questo Tour con la migliore forma possibile. La vittoria al Giro dell’Appennino, oltre ad un “Delfinato” corso al fianco dei migliori, è stato un segnale molto incoraggiante. L’anno scorso ho affrontato questa corsa per imparare a conoscerla, ora sono pronto a crescere cercando, nel frattempo, di togliermi qualche soddisfazione. Curerò la classifica generale, guardando con interesse alle tappe che presentano un terreno adatto alle mie caratteristiche, ad esempio le prove a cronometro. So bene che la concorrenza sarà tanta ed agguerrita ma la voglia di confrontarmi non manca. Oltre alle gambe, a fare la differenza saranno le motivazioni».
Franco Pellizotti: «Arrivo a questo appuntamento dopo le fatiche del Giro d’Italia ma non per questo con scarse ambizioni. Nell’ultimo mese ho abbinato, ad un po’ di riposo, un ritiro in altura che mi ha permesso di affinare la gamba. La partecipazione ad alcune corse mi ha consentito, poi, di non perdere il ritmo di corsa. Ora cercherò di sfruttare la buona condizione con la quale ho chiuso il Giro per rendermi protagonista fin da subito, visti anche gli arrivi in salita che si presenteranno nella fase iniziale del Tour. Guarderò alla classifica finale con interesse, ma non nascondo un sogno... il Mont Ventoux: una vittoria così manca ancora al mio palmarès».
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