Da Tuttosport. Riccò: «Sono in bici grazie a Ivan»

| 11/06/2009 | 12:19
RICCÒ è un ragazzo in­telligente. Sta scontando una squalifica, ma accet­ta di parlare di tutto. Di sé e degli altri. Anche se non è facile, anche se è costretto a disertare le corse. Positivo al “ Cera” nel Tour 2008, è stato squalificato per doping e dopo il ricorso al Tas il suo periodo di stop è sta­to fissato in 20 mesi.

Riccardo, qual è la sua prima scadenza?

« Quella del 26 giugno, giorno nel quale Vania ( la sua compagna, ndr) do­vrebbe dare alla luce no­stro
figlio » .
Ha già scelto il nome?

« Sì, lo chiameremo Alber­to » .

Quanto l’ha sollevata la futura paternità?

« Molto, davvero. Vania mi ha aiutato tantissimo » .

Seconda scadenza, quel­la del corridore: quando ritornerà in gruppo?

« La squalifica terminerà il 18 marzo 2010 »

Ciò significa che lei po­trebbe essere al via del­la Milano- Sanremo di due giorni dopo?

« Sto pensando a quel giorno come a un sogno. Vorrei fosse domani. Sì, ci spero molto » .

E nel frattempo che co­sa fa?

« Sono un corridore, vivo
come un corridore. Potrei mettermi il numero do­mani » .
Anche al Tour?

« Lei non ci crederà, ma mi sto allenando come se dovessi davvero parteci­pare al prossimo Tour. Anche otto ore al giorno, con 5.000 metri di disli­vello
» .
Sa che la sua è la stessa reazione di Basso?

« E’ un amico, Ivan. L’uni­co collega che senta rego­larmente. Ci scambiamo spesso sms, oltre a sen­tirci
ogni 15 giorni » .
Che cosa le dice, Ivan?

« Riccardo, sei un talento. Non te lo scordare, fai ve­nire di nuovo fuori tutte le tue capacità, al resto non pensare. Si può rico­minciare daccapo » .

E lei che cosa risponde?

« Lo ringrazio. Mi ha spronato molto e so che lui mi capisce » .

Nessuna gara, oltre agli allenamenti?

« Mi sono presentato al via quasi in incognito ad
alcune Gran Fondo » .
L’ultima, per esempio?

« La Nove Colli. E mi sono anche trovato bene » .

Qual è stata la reazione degli altri concorrenti?

« Mi hanno dimostrato so­lidarietà. Almeno davan­ti: se poi, una volta lonta­ni, la pensavano diversa­mente non posso saper­lo...
»
Che cosa le ha insegnato il doping?

« Sono stati tanti, gli in­segnamenti. Ho sbaglia­to,
mi sono pentito e so che non mi capiterà più. Ho pagato tutto sulla mia pelle, ma era giusto così. Ho rialzato il capo, guar­dando alla fine del tun­nel » .

E’ riuscito a seguire il Giro d’Italia alla TV?

« Sì, tutti i giorni, sempre, anche le tappe che in al­tri periodi della mia vita avrei giudicato pallose » .

Nessuna sofferenza?

« Sì, ma solo in occasione delle prime tappe; poi è passata poco per volta » .

Ha vinto il più forte?

« Sì, senza dubbio. Men­chov era appena dietro Di Luca in salita, ma nelle crono pedalava con una marcia in più » .

Avrà tifato Basso. no?

« All’inizio m’è venuto spontaneo, ma dopo la cronometro ho capito che Ivan avrebbe potuto al massimo conquistare il podio. E’ stato un buon Giro, il suo » .

Che Giro vorrebbe per il 2010?

« Quest’anno m’è piaciuta molto la fine a Roma, ma ho più volte pensato che per l’anno prossimo pre­ferirei un tracciato più tradizionale, con le gran­di montagne del Nord a decidere la corsa negli ul­timi
giorni » .
Vorrebbe dire qualcosa ai suoi colleghi?

« Spero che tutti mi accet­tino di nuovo in gruppo, ho sbagliato e me ne sono reso conto, credo di rien­trare a testa alta, perché ho pagato. e sono convin­to che si debba dare a tutti una seconda possi­bilità
» .
E quando avverrà il suo ritorno rappacificatore al Tour, laddove venne trovato positivo?

« Un passo per volta. Un corridore italiano sogna innanzitutto il Giro, ma spero anche che venga un giorno in cui potrò corre­re di nuovo in Francia » .

Riccardo, sinceramente: sono stati più i volti soli­dali o quelli che le han­no girato la faccia?

« In quest’ultimo anno ho capito chi mi era vera­mente amico e chi invece mi sorrideva soltanto per situazioni di comodo. Nella vita non si smette mai d’imparare » .

Tornerà con Davide Boi­fava?

« Spero di sì. Stiamo deci­dendo e siamo a buon punto » .

E con le bici Pantani?

« Saprete tutto a breve. E’ importante riprovarci e trovare un giusto am­biente. Ho sofferto molto, ma la voglia di ritornare corridore ha vinto ogni altra tentazione. Sono cambiato, diventerò pa­dre e spero di iniziare una seconda carriera. Con lealtà »

da «Tuttosport» del 1 0 giugno 2009 a firma Paolo Viberti
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COMMENTI
Riccò unico vero scalatore italiano da GT
12 giugno 2009 16:36 GRIMPEUR82
Io Riccò come tifoso di ciclismo e di sport lo sostengo a squarciagola, avrà sbagliato, però, senza essere nè faziosi nè ipocriti, nello scorso Tour stiamo vedendo che tutti più o meno giocavano con le stesse armi a disposizione e la differenza nel cuore della gente la fa il modo di correre, non solo le vittorie e lui correva da scalatore puro che vuole vincere una gara a tappe, attaccando a testa bassa e facendo la differenza in salita con delle vere rasoiate.
Sono felice della solidarietà di Ivan Basso, che mi piace più ora di prima, è più attaccante e perde a cronometro, in futuro farà la differenza nei veri tapponi di alta montagna..

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