Il rientro di Ballan: pronto a soffrire

| 05/06/2009 | 21:19
L’ultima volta che i tifosi del ciclismo hanno visto la maglia iridata in corsa era alla Tirreno-Adriatico: è stata quella l’ultima apparizione di Alessandro Ballan. Poi un stop di tre mesi dovuto al citomegalovirus. Domani finalmente il veneto tornerà in garà al Memorial Pantani.

Finalmente, si riparte, con la maglia iridata e il numero sulla schiena.
«Sì, torno finalmente dopo questo brutto stop, non mi era mai accaduto. Ora sono guarito. Ho fatto tutti i controlli che hanno dato esiti negativi. Dunque posso ripartire».
Ha seguito al meglio i consigli di Daniele Bennati (il velocista della Liquigas ha sofferto della stessa malattie qualche anno fa)?
«Sì. Mi aveva detto di riposarmi al massimo e non forzare il ritorno. L’ho ascoltato. Mi sono curato bene. Ho preferito rimanere fermo 15 - 20 giorni in più per evitare ricadute».
Come si è preparato per questo ritorno?
«Ho lavorato molto sul fondo e in salita. Ho passato nove giorni in ritiro a Livigno proprio per questo. Da domani fino al Giro di Svizzera, penso che dovrò soffrire. Il ritmo delle gare mi manca. Ma queste gare mi serviranno per ritrovare la condizione giusta».
Non ha fatto un pensierino al Campionato Nazionale?
«Sì certo che l’ho fatto. Sul percorso di Imola, voglio essere protagonista e giocarmi le mie carte».
Quando pensa raggiungere il top della condizione?
«Direi circa dopo un mese di gara. Dunque durante il Tour o subito dop o dopo. Proverò a cercare una vittoria di tappa alla Grande Boucle. Poi mi dedicherò agli obbiettivi della seconda parte della stagione (che rimane la stessa del scorso anno) cioè la Vuelta per prepararmi ai Mondiale. Poi a Mendrisio, saro sicuramente fra i favoriti».
Durante lo stop, ha guardato il Giro?
«Quello del Centenario è stato entusiasmante, aperto e combattuto fino all’ultimo giorno. Con Menchov, il Giro ha un bel vincitore. Lui è un grande corridore. Si è meritato la vittoria. Per quanto riguarda gli italiani, due nomi mi vengono in mente: Danilo Di Luca e Franco Pellizotti. Il primo ha provato ad insidiare la maglia rosa con la sua solita grinta. Il secondo è di nuovo andato forte guadagnandosi un podio strameritato».
Ha anche fatto il commentatore con la RAI. Le è piaciuto?
«Sì, è stato bello ed entusiasmante. Ma il mio futuro è in bici».
Parlando del suo futuro, a che punto sono le trattative tra lei e la Lampre per un rinnovo del contratto?
«Alla Lampre mi trovo bene, dunque spero di rimanere. Le trattative sono appena iniziate. Io sono tranquillo. Torno a correre alla ricerca di risultati. Ma alla fine, credo che l’accordo con la Lampre sarà concretizzato».

Jerome Christiaens
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