| 27/05/2009 | 09:13 Nelle ultime stagioni sembra attuarsi un ricambio generazionale in ammiraglia, con direttori sportivi under 40, sempre più spesso alla guida di prestigiosi team ciclistici. Tra questi, si è messo in luce anche Andrea Peschi, viareggino classe 1973, con trascorsi ciclistici: sette stagioni tra i dilettanti e una breve parentesi nei professionisti nell'anno 1999: stagista alla Cantina Tollo, la squadra che annoverava tra le proprie file un giovanissimo Danilo Di Luca. Un breve periodo nella categoria maggiore, sufficiente a capire forse – come spesso accade –, che non sfondare come atleta può essere tuttavia un ottimo viatico per un’ottima e longeva carriera di tecnico. Peschi incomincia così a ritagliarsi un ruolo sempre più importante sull’ammiraglia. Prima con la categoria juniores, alla Ubaldo Signori; poi, il salto con i dilettanti elite-under 23: due anni alla San Paolo-Pratesi-Saeco, per concludere con la Ciaponi Edilizia. La vera consacrazione avviene però nella stagione 2008: l’approdo al mondo dei professionisti con la NGC Medical-OTC Industria Porte. Un’esperienza importante nella quale, forte di qualcosa più di una promessa da parte di Angelo Zomegnan, la squadra del team manager Pier Giovanni Baldini, spera sino a pochi giorni prima della partenza, di disputare il Giro d’Italia. In extremis, la RCS decide di aprire le porte all’Astana di Contador, a scapito della formazione in maglia bianco blu. «Una beffa assurda e un danno inestimabile – ricorda Andrea Peschi -. Tutti i miei rispetti per un campione come Contador, ma ciò che fecero i vertici di RCS fu un’effettiva presa di posizione in assoluto contrasto con quanto andavano affermando sino a pochi giorni prima. Una linea che sino ad allora era stata in assoluta sintonia con quella attuata dal direttore del Tour de France, Christian Prudhomme. In pratica, la decisone della RCS compromise il nostro prosieguo per la stagione successiva». Andrea ha però continuato nel suo ruolo di direttore sportivo, con il team Centro delle Calzature, la formazione “continental” di Montegranaro (AP) che fa capo al team manager Floriano Torresi. Proprio sulle strade della Toscana, nei primi giorni di maggio, con Andrea sull’ammiraglia, questa formazione ha ottenuto il primo grande successo: la vittoria di Daniele Callegarin nel G.P. Industria e Artigianato di Larciano. «Avevo chiesto ai miei ragazzi un impegno particolare – sottolinea il tecnico della Versilia -. Tenevo a far bene nella mia Toscana. Quel giorno si superarono. Una sinergia ed un gioco di squadra perfetto. Callegarin con la sua classe, fu quello che mise la palla in rete, ma la squadra lo assecondò in maniera ineccepibile». Considerate le sue ultime esperienze, Peschi può essere a buona ragione considerato “il tecnico dei due Mari”. «In effetti – risponde l’interessato -, non sarebbe un’affermazione impropria. Mia moglie Alessia proviene proprio da San Benedetto del Tronto e la mia vita si è evoluta in tal senso. Niente di strano dunque, se questa evoluzione va ad implicare anche la mia sfera professionale». Oggi Andrea vive comunque a Massa, insieme all’amata Alessia e ai due bambini Lorenzo di sette anni e Aurora di due. Nonostante l’ingresso di Daniele Nardello sull’ammiraglia della Fuji-Servetto, Peschi può continua vantarsi di essere tra i professionisti, il tecnico più giovane. Un particolare, quello della giovane età, che sembra non precludere le ambizioni del tecnico toscano che il neo-eletto Presidente del comitato provinciale di Massa Carrara, Dr. Andrea Andreazzoli – medico della Lampre-NGC – consulta molto spesso approfittando della profonda stima ed amicizia che lega le due persone. Poche settimane fa, Peschi aveva già assunto l'impegno di selezionatore e collaboratore del Commissario tecnico della Regione Toscana, categoria juniores, Giorgio Trinci. «L’entusiasmo e la voglia di fare non mi mancano. Cerco di essere disponibile con chiunque sembra riporre fiducia nei mie confronti. Del resto, i miei ragazzi sono i primi a rinfacciarmi le doti di “motivatore”. Non darei loro un buon esempio se, tirato in ballo, declinassi l’invito».
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