Nella sua Marsicovetere per ricaricare le pile, Alessandro Verre è in piena fase di riflessione dopo un 2027 a due facce. Una prima parte abbastanza positiva, con il podio finale al Giro di Sardegna - il primo in carriera in una corsa a tappe -, il 5° posto al Giro di Grecia e la vittoria della Visegrad 4 Bicycle Race (1.2) in Slovacchia, e poi una seconda in cui invece non è andato bene quasi nulla.
«A differenza degli altri anni sto cercando di concentrarmi maggiormente sulle cose positive, rispetto a quelle negative - ci ha raccontato Verre -. Non mi lamento della prima parte di stagione, anche se sicuramente si poteva fare di più e meglio, però gli ultimi due mesi non sono andati come volevo. Dopo la pausa estiva sono tornato un po’ troppo di fretta, perché dovevo correre il Czech Tour, poi sono andato in altura sullo Stelvio, dove negli ultimi anni avevo avuto buoni riscontri, ma non stavo benissimo, ero raffreddato. Volevo preparare al meglio il finale di stagione in Italia, ma probabilmente non ero nelle condizioni per affrontare quel blocco di lavoro. Ho fatto bene una settimana, con ottimi numeri in allenamento, ma poi sono completamente esploso, crollato. È stato un periodo tosto, anche perché è coinciso con la comunicazione della squadra che non mi avrebbe rinnovato il contratto».
Il corridore lucano era infatti tornato nella squadra che lo aveva lanciato tra i professionisti, la MBH Bank Csb Telecom Fort, ma il ritorno di fiamma è durato solo un anno. «Non posso dire nulla alla squadra, ha sempre assecondato le mie richieste, soprattutto sul calendario. Anzi, ho sofferto la parte finale dell’anno, perché sentivo di avere una responsabilità nei loro confronti e invece non stavo performando. Tante volte mi sono scusato perché non sapevo cosa stesse succedendo».
Dopo le ultime settimane difficoltose, quindi, è diventato fondamentale fermarsi, resettare e rinfrescare mente e fisico. «Per la prima volta quest’anno ho sentito la necessità di lasciare la bicicletta da parte per un po’ di tempo. Di solito, anche una volta finita la stagione, qualche uscita coi miei amici la facevo sempre. Quest’anno no. Stiamo valutando se tornare ad allenarci la settimana prossima o quella dopo, ma la cosa importante è ritrovare carica, voglia e motivazioni».
Qualcosa Alessandro vorrebbe provare a cambiare: «Probabilmente devo fare maggiore attenzione ai dettagli - ammette ancora l’ex Arkéa -. Per questo vorrei crearmi una sorta di staff di fiducia attorno a me, con nutrizionista, dottore, preparatore. Ce li hanno gli allievi, è abbastanza assurdo che io ancora, per esempio, non abbia un nutrizionista nel 2026. Penso che questo sia l’errore più grande che abbia fatto in questi miei primi anni da professionista. Però mi lascia anche pensare che, forse, facendo maggiore attenzione a queste cose, ci sia un buon margine per crescere».
Per il prossimo anno, comunque, è tranquillo: «Una sistemazione per il 2027 l’ho già trovata. Ma lascio che sia la nuova squadra a fare l’annuncio».
Secondo le nostre fonti, comunque, nel nuovo anno dovrebbe essere in maglia Solution Tech-NIPPO-Rali, dove troverebbe anche il suo corregionale, nonché allenatore, Domenico Pozzovivo, in procinto di cominciare la sua 22ª stagione da professionista.

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