Qualche giorno fa sulla Promenade des Anglais a Nizza è andata in scena una gara molto particolare con tanto di premiazione finale. Ciclisti, tifosi, anche una caduta di ruppo che ha generato non poche reazioni sui social, commenti e condivisioni che hanno portato molti a pensare che ci fosse stato un prolungamento di calendario. Niente paura, è bastato aguzzare la vista per rendersi conto di essere davanti a pura finzione. La città della Costa Azzurra ha fatto da scenario alle riprese di “Pumping Black”, il film di Mimi Cave con protagonisti Natalie Portman e Jonathan Bailey.
Il progetto della pellicola era stato presentato al market internazionale in occasione dello scorso festival di Cannes. Se a maggio era solo in una fase di pre produzione ecco che ora si è passati alle riprese nel sud della Francia. Alla base del progetto c’èl’idea di indagare le dinamiche del ciclismo professionistico raccontando le vicende di un atleta (Jonathan Bailey) che deve affrontare il rischio di essere estromesso dal gruppo e il suo incontro con una dottoressa ambiziosa interpretata dal premio Oscar Natalie Portman. Si tratta di un grande ritorno del cinema al ciclismo e vedendo i primi video rubati dal backstage e postati sui social sembra che tutto venga fatto seguendo i minimi dettagli. Qualche giorno fa la Pomenade des Anglais è stata chiusa al traffico per mettere in scena una finta gara con tanto di ammiraglie e pubblico che ha fatto il tifo a bordo strada, è stata inscenata una tappa del Tour de France. Dalle immagini si può vedere la realizzazione di una maxi caduta di gruppo con tanto di “scazzottata” finale tra due atleti mentre altri sono doloranti a terra, in fotografie di scena invece c’è il protagonista che taglia il traguardo e, stremato, viene circondato dai fotografi per poi festeggiare sul podio con la maglia gialla.
Per interpretare Taylor Mace, il protagonista del film, Jonathan Bailey, conosciuto al grande pubblico per i suoi ruoli in Bridgerton e in Wicked, si è sottoposto ad un vero allenamento pe calarsi meglio nella mentalità di un ciclista professionista. Grazie ad alcune immagini postate sui social qualche settimane fa lo abbiamo visto allenarsi insieme al suo team e ad una seriedi appassionati incontrati al confine tra Francia e Italia. Si tratta pur sempre di finzione, con molte controfigure, ma lo sforzo è comunque notevole. Prima di spostarsi a Nizza, la troupe aveva girato alcune scene sul Col du Galibier, una delle salite simbolo della Grand Boucle inscenando un vero e proprio arrivo di tappa. Sono state realizzate alcune riprese su alcuni tratti della salita con tanto di pubblico e moto tv, mentre in cima è stato allestito lo striscione del traguardo con podio, zone bus e villaggio degli sponsor. Secondo quanto emerge dal piano di lavorazione dovrebbero essere coinvolte altre luoghi "sacri" del ciclismo.
Nonostante la grande cura dei dettagli, non è presente alcun riferimento diretto a fatti e soggetti reali, tantomeno allo stesso Tour de France. Al posto del canonico logo della Grand Boucle nero e giallo si è optato per la semplice scritta “Tour” posta sul traguardo e sugli striscioni a bordo strada. Anche sulle ammiraglie e nelle divise indossate dagli interpreti non c’è alcun richiamo a team esistenti, né nel nome né nei colori; neppure la maglia gialla richiama il celeberrimo simbolo del primato. Al momento non ci sono altre notizie sul film che si connota come un thriller dai forti toni drammatici, nessun dettaglio circa la vera tematica affrontata, di certo c’è che si sta facendo il possibile per trasportare il pubblico all’interno di una vera e propria corsa ciclistica provando ad allungare, seppur per finzione, la già infinita stagione di gare.
(photo by Digital Spy)

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