Il percorso della 114ª edizione del Tour de France, presentato a Parigi, offre al Team Visma | Lease a Bike diverse opportunità. A indicare i punti di forza e le insidie del tracciato è Marc Reef, Head of Racing della squadra olandese, che guarda già all’estate 2027.
«A prima vista, sembra un percorso piuttosto equilibrato, con diverse tappe pianeggianti per i velocisti, finali esplosivi e impegnative frazioni di montagna. Spiccano in particolare le due lunghe cronometro, relativamente pianeggianti: era da molto tempo che non se ne vedevano al Tour. Rispetto all’anno scorso, noto meno arrivi in salita; a mio avviso, ce ne potevano essere di più. Nel complesso, è un tracciato interessante», osserva Reef.
Il Grand Départ tornerà in Gran Bretagna per la prima volta dal 2014. Si partirà da Edimburgo, il punto di avvio più settentrionale nella storia della corsa, con arrivo a Carlisle. Poi Liverpool e Cardiff, prima del trasferimento in Francia. «Ero presente nel 2014 ed è stato fantastico - ricorda Reef
-. All’epoca fu una grande festa del ciclismo. C’era tantissima gente lungo le strade e l’entusiasmo era incredibile. È stato bellissimo toccare con mano quanto il pubblico britannico sia appassionato di questo sport. Non vedo l’ora di rivivere tutto ciò. Queste frazioni, insieme alle prime tappe in Francia, richiederanno massima attenzione anche in ottica classifica generale: in passato, finali esplosivi come questi hanno fatto la differenza».
Dopo la Normandia, il Tour raggiungerà le Alpi per tre tappe di montagna. La nona si concluderà sul Grand Colombier; il giorno successivo la Côte de Domancy offrirà un’anticipazione del percorso dei Campionati del Mondo. Seguirà una frazione da 4.750 metri di dislivello, nel giorno della festa nazionale francese.
«È qui che i contendenti alla classifica generale si scontreranno per la prima volta. Sono frazioni che potrebbero adattarsi bene alle nostre caratteristiche. Inoltre, correre sul percorso dei Campionati del Mondo aggiunge un elemento di interesse in più al Tour», dice Reef.
Prima del secondo giorno di riposo, la corsa arriverà ad Albi, dove nel 2019 Wout van Aert conquistò la sua prima vittoria di tappa al Tour. L’ultima settimana partirà da Tolosa con una cronometro individuale. Un’altra prova contro il tempo è in programma alla settima tappa: in totale saranno 71 i chilometri a cronometro.
«L’ultima volta che abbiamo affrontato una distanza simile è stato nel 2012», nota Reef. «Per di più, la maggior parte dei percorsi è piuttosto pianeggiante. La cronometro è una disciplina su cui lavoriamo molto e in cui investiamo parecchio. Di solito siamo molto competitivi in quest’ambito e in squadra abbiamo diversi specialisti. Queste prove contro il tempo giocheranno un ruolo determinante per la classifica generale».
Il verdetto finale, secondo Reef, arriverà però sui Pirenei: «È lì che si deciderà la corsa». La tappa regina, la diciottesima, prevede il Tourmalet e 5.400 metri di dislivello, con arrivo in vetta al Col de Portet, il punto più alto dell’edizione.
«Forse per alcuni telespettatori sarà meno immediato identificarsi con le salite previste nel percorso del Tour de France di quest’anno, ma ci sono comunque tappe fantastiche. Gli arrivi in cima al Grand Colombier e al Col de Portet sono appuntamenti da attendere con grande interesse. E naturalmente c’è la tappa conclusiva a Parigi», aggiunge Reef.
L’ultima frazione tornerà a passare da Montmartre, dove Wout van Aert, in una precedente edizione, firmò un attacco decisivo prima di arrivare in solitaria sul traguardo degli Champs-Élysées. Per la Visma, il tracciato può offrire occasioni importanti: «Sembra un percorso particolarmente adatto a diversi nostri corridori. Il nostro compito ora è analizzarlo a fondo e, sulla base di tale analisi, elaborare un piano che ci offra le migliori possibilità di successo come collettivo. Una cosa è certa: questo tracciato ci offre numerose occasioni per ottenere grandi risultati».
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