Auto e bici condividono ogni giorno lo stesso asfalto, ma troppo spesso lo vedono da due punti di vista opposti. Da questa consapevolezza nasce Stessa Strada, il progetto promosso da Quattroruote, Federazione Ciclistica Italiana e Škoda Italia dedicato alla sicurezza e alla convivenza tra automobilisti e ciclisti, presentato oggi alla stampa e agli stakeholder presso l’Automotive Safety Center di Vairano, con la partecipazione di ACI e Polizia di Stato.
Il punto di partenza sono i numeri: secondo i dati ACI-Istat, nel 2025 le vittime sulle strade italiane sono scese a 2.868 (-5,3% rispetto al 2024), ma tra i ciclisti la tendenza è opposta: 228 morti, il 23,2% in più rispetto all’anno precedente, di cui 30 su bici elettrica (+50%). Il tema della convivenza tra chi guida e chi pedala è quindi sempre più rilevante, anche nel dibattito pubblico, dove a prevalere è spesso una contrapposizione netta tra le due categorie. Un problema di questa portata, però, non può essere affrontato da una parte sola e va gestito insieme.
Stessa Strada nasce proprio da una convinzione condivisa dai tre promotori: la sicurezza si costruisce attraverso il rispetto reciproco e la consapevolezza del proprio ruolo. Tre soggetti con punti di vista diversi scelgono di collaborare sullo stesso obiettivo: Quattroruote, da settant’anni riferimento per chi guida, con le competenze tecniche del suo Centro Prove e della pista di Vairano; la Federazione Ciclistica Italiana, voce di chi pedala, dall’agonismo all’uso quotidiano della bicicletta; Škoda Italia, brand automotive ai vertici del mercato europeo che dalle biciclette trae le proprie origini e che porta nel progetto il punto di vista di un’azienda automobilistica da sempre impegnata sulla sicurezza. Un progetto corale che è supportato anche da ACI e Polizia di Stato.
I DATI DELLA SURVEY
L’iniziativa parte da un sondaggio condotto da Quattroruote e dalla Federazione Ciclistica Italiana su un panel di automobilisti e ciclisti di oltre 4 mila rispondenti. Il campione riflette una realtà spesso trascurata: quasi un intervistato su due, il 48%, usa abitualmente sia l’auto sia la bicicletta.
Il primo dato è un giudizio severo sullo stato delle strade italiane. La sicurezza percepita si ferma a 3,5 su 10 e oltre la metà del campione (53,9%) assegna un voto compreso tra 0 e 3. Netta, invece, la distanza nella percezione del pericolo. I ciclisti misurano il proprio livello di rischio a 8,4, contro il 5,4 indicato dagli automobilisti. Anche le cause indicate sono diverse. Chi guida punta il dito soprattutto sulle infrazioni dei ciclisti, come il passaggio con il semaforo rosso o la marcia contromano (86,3%), e sullo stile di marcia, dal procedere affiancati all’occupare il centro della carreggiata (63,1%). Chi pedala segnala invece il rischio dell’uso dello smartphone alla guida (73,9%) e la mancata precedenza (72,4%).
Distanza che si ritrova anche sulla domanda «chi deve adattarsi?». Tra gli automobilisti il 53,1% chiede uno sforzo equo a entrambe le parti e il 28,9% più formazione per i ciclisti. Tra i ciclisti il 66,2% ritiene che debbano essere soprattutto gli automobilisti ad adattarsi, mentre solo il 34,1% si dice favorevole alle Zone 30 nei centri urbani.
Le due prospettive convergono però sulle soluzioni. La misura ritenuta più efficace è più educazione stradale per tutti, indicata dal 64,6% degli intervistati: è un dato trasversale, che mette d’accordo ciclisti (62,9%) e automobilisti (67,5%). Seguono infrastrutture e piste ciclabili separate, continue e ben progettate (45,1%), e maggiori controlli e sanzioni, con una più forte presenza delle forze dell’ordine (42,2%).
Il terreno comune emerge anche sul piano dei valori. Il 53,8% degli intervistati indica il rispetto come principio guida della convivenza sulla strada. Il 68,2% ritiene la convivenza tra auto e bici assolutamente possibile. Il messaggio che arriva dall’indagine è chiaro: la strada è uno spazio condiviso, dove l’empatia e la conoscenza reciproca fanno la differenza.
UN TAVOLO TECNICO
Proprio a partire da questi punti di contatto, Stessa Strada apre un tavolo tecnico che coinvolge tutti i protagonisti della mobilità: costruttori, mondo della bicicletta, informazione, enti e forze dell’ordine, con il contributo di ACI e Polizia di Stato. Nel corso del 2027 il tavolo produrrà una serie di analisi con l’obiettivo di condividere un manifesto di proposte da sottoporre alle istituzioni come contributo concreto per strade più sicure per tutti.
"Il confronto tra automobilisti e ciclisti ha preso la piega di uno scontro identitario: ci si schiera e si cerca un colpevole dall’altra parte. Ma le contrapposizioni non hanno mai reso più sicuro un incrocio né salvato un ciclista, e intanto le vittime tra chi pedala sono cresciute. Come media sentiamo la responsabilità di non alimentare le tifoserie, e la nostra indagine indica che la convivenza è possibile perché chi guida e chi pedala segnala la stessa esigenza: più educazione stradale per tutti. Con Stessa Strada vogliamo avviare un percorso per trovare soluzioni concrete e condivise" dichiara Alessandro Lago, direttore di Quattroruote.
“La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa e non può essere affrontata contrapponendo automobilisti e ciclisti. Il rispetto delle regole, l’attenzione e l’educazione sono fondamentali per costruire una convivenza più sicura. Come Federazione Ciclistica Italiana, crediamo nell’importanza di promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga tutti gli utenti della strada. Il progetto Stessa Strada rappresenta un’opportunità concreta per superare le contrapposizioni, favorire il dialogo e individuare soluzioni condivise, con l’obiettivo di tutelare chi pedala e rendere le nostre strade più sicure per tutti” dichiara Cordiano Dagnoni, Presidente della Federazione Ciclistica Italiana.
“Per Škoda la sicurezza è imprescindibile nella progettazione delle automobili. I sistemi di assistenza attiva alla guida, di serie su tutta la gamma, contribuiscono a proteggere gli utenti più vulnerabili, senza sostituire la responsabilità e l’educazione di chi si muove su due o quattro ruote. Favorire la diffusione di vetture dotate di questi sistemi può produrre ricadute immediate e positive sulla sicurezza di automobilisti, pedoni e ciclisti” dichiara Andrea Calcagni, Direttore di Škoda Italia.
“La Polizia di Stato aderisce con entusiasmo al progetto Stessa Strada portando il proprio contributo di esperienza e professionalità nell’attività di controllo, di prevenzione e di promozione della cultura della sicurezza stradale che metta al centro le persone. Ciascuno deve inserirsi nel sistema della mobilità con rispetto e senso di responsabilità sforzandosi di ampliare il proprio punto di vista. Le tecnologie ci aiutano a prevenire ed arginare gli errori umani ma incidere sulle azioni e i comportamenti rimane cruciale per garantire la sicurezza di tutti gli utenti” dichiara il Primo Dirigente della Polizia di Stato Federica Deledda, Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Milano.
“Il rispetto reciproco tra tutti gli utenti della strada e la più rigorosa osservanza delle regole di circolazione sono elementi imprescindibili per una mobilità responsabile e consapevole. ACI aderisce con convinzione all’iniziativa “Stessa Strada”, che ha un’elevata forza educativa e formativa grazie all’azione sinergica di importanti stakeholder pubblici e privati. Automobilisti e ciclisti non sono antagonisti, ma co-utilizzatori dello stesso ambiente stradale, da condividere con rispetto ed armonia. Non a caso #rispettiamoci è stata una campagna di sensibilizzazione diffusa con successo dall’Automobile Club d’Italia in occasione di diverse edizioni del Giro d’Italia. La mortalità stradale è in diminuzione e per la prima volta nel Paese si contano meno di 3.000 decessi per incidenti: ciò dimostra che la mobilità davvero sicura è un obiettivo raggiungibile con l’impegno assiduo di tutti” dichiara Geronimo La Russa, Presidente di Automobile Club d’Italia - ACI.
La giornata è proseguita in pista con la Škoda Safety Experience, sessioni dimostrative dedicate ai sistemi di assistenza alla guida e alle tecnologie di sicurezza Škoda, e con la Škoda Bike Challenge, manifestazione che ha trasformato il messaggio veicolato da Stessa Strada in una esperienza ad alto tasso di coinvolgimento: la prima competizione di ciclismo endurance a squadre a svolgersi sul tracciato di Vairano, dove auto e bici hanno davvero condiviso la stessa strada. Per l’occasione a Vairano è arrivato anche Filippo Ganna: il campione del mondo, reduce dall’oro nella Mixed Team Relay ai Mondiali su strada di Montréal e dal bronzo ai Mondiali su pista di Shanghai, ha scelto di partecipare per testimoniare la propria attenzione al tema della sicurezza stradale e sensibilizzare sull’importanza della convivenza tra automobilisti e ciclisti, accompagnato dall'azzurro Matteo Sobrero. Accanto a loro, presenti Claudia Peretti, Carlotta Borello e Stefano Goria, atleti di ciclocross e mountain bike, insieme a Mirko Celestino, Commissario tecnico della Nazionale italiana di mountain bike ed ex professionista su strada. La loro partecipazione sottolinea come la sicurezza sia un tema trasversale a tutte le discipline del ciclismo e coinvolga l’intero movimento, dai campioni affermati agli atleti impegnati quotidianamente sulle strade.