DEL TORO: «GP MONTRÉAL? PROVO A VINCERE, MA IL MONDIALE SARÀ UN’ALTRA COSA»

PROFESSIONISTI | 11/09/2026 | 08:30
di Carlo Malvestio

Isaac Del Toro cerca di tenere lontana la pressione, ma nelle prossime tre settimane, in Canada, sarà tra gli osservati speciali. Intanto potrà prendere confidenza con le strade grazie ai Grand Prix Cyclistes de Québec e Montréal, poi, tra due settimane, proverà a regalare al suo Messico una storica maglia iridata. 


L’assenza del suo capitano Pogačar gli spalanca un’occasione che, per il momento, appare più unica che rara: «Quando l’ho visto cadere mi sono sentito abbastanza di me**a. Vedere un tuo amico così sofferente non è mai piacevole - ammette Del Toro -. Spero possa tornare presto. Gli ho augurato una pronta guarigione ma poi non ci siamo più sentiti, è giusto che si goda un po’ di tranquillità e distacco dalle corse. La gara cambierà sicuramente, soprattutto dal punto di vista tattico, ma alla fine, come sempre, conteranno le gambe. Le statistiche parlano chiaro, quando non c’è lui la corsa esplode sempre un po’ più tardi. Immagino sarà così anche questa volta». 


Il giovane messicano sembra aver smaltito bene le fatiche del Tour. Dopo un breve periodo di riposo (“anche se la bici non l’ho mai mollata”) e un salto al Tour de France Femmes per tifare la fidanzata Romina Hinojosa, prima messicana di sempre a partecipare alla Grande Boucle, al Giro di Germania è tornato vincendo e dominando. 

«Il Tour è stato più che altro una conferma di ciò che mi aspettavo e ciò che voleva la squadra. Non direi che la mia fiducia sia cresciuta dopo il podio, devi essere consapevole di poterci riuscire. Però sicuramente sono stato felice del risultato. In Germania sono andato bene, effettivamente riesco a controllare meglio le fasi di recupero. Non credo di essere più forte di quello che ero a febbraio in termini assoluti, però l’esperienza cresce. Spero dunque di trovare delle buone giornate qui in Canada». 

Stasera al GP de Québec può succedere di tutto, il percorso è meno selettivo e il pronostico più aperto. A Montréal, invece, non ci si potrà nascondere, perché solitamente vince il più forte. «Cercherò di essere lì a lottare, come squadra siamo qui molto ambiziosi - racconta ancora Del Toro -. Dovremo muoverci con intelligenza. Io come sempre proverò a vincere entrambe, ma vediamo come andrà. Un arrivo allo sprint ristretto? Le volate sono sempre insidiose, ma se sono nella posizione giusta e il contesto lo consente, ci provo, perché no. Credo che il Mondiale posso venire fuori un po’ più duro rispetto al GP di Montréal, perché quando c’è la maglia arcobaleno in palio cambia tutto. Saremo con le nostre Nazionali, quindi le tattiche e le gerarchie di squadra saranno diverse. Non mi considero il favorito. Ci sono diverse squadre forti, Belgio, Francia, Spagna, Italia… difficile indicare i più forti».

È poi di qualche giorno fa la notizia che l’ex maglia rosa ha rinnovato con la UAE Team Emirates-XRG fino al 2031. Il segnale, per chi non lo avesse ancora chiaro, del progetto a lunghissimo termine ce sta costruendo con lui la squadra emirati. «La domanda giusta da fare sarebbe “perché non avrei dovuto firmare?”. Qui sto benissimo, le persone mi piacciono, l’ambiente è positivo e mi spinge ad alzare sempre di più l’asticella. Sto crescendo, il mio livello si sta alzando, ma allo stesso tempo la squadra non mi mette fretta e non mi spinge a fare cose per cui ancora non mi sento pronto».

Foto: James Startt/GPCQM


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