SCATTA OGGI IL GIRO DI ROMANIA: UNA CORSA CHE CRESCE, UN PAESE CHE SOGNA... L'ITALIA

INTERVISTA | 09/09/2026 | 08:30
di Aldo Peinetti
“Una grande partenza del Giro d’Italia? E’ un sogno, un obiettivo che perseguiamo, puntando a concretizzarlo nel 2029”. Anche quando allarghi l’orizzonte della piacevole chiacchierata con Cătălin Sprinceană, presidente della Federazione Ciclistica romena, uomo che unisce un’innata propensione al contesto comunicativo con il pragmatismo di un dirigente sportivo, la stretta attualità porta al modello ispiratore della corsa rosa. 
Prima volta in cui il Tour of Romania parte da oltre i confini?
“Ebbene si, una manifestazione con 57 edizioni alle spalle prende il via dalla vicina Chisinau, capitale della Repubblica di Moldavia. Un territorio con il quale esistono grandi relazioni storiche, linguistiche, economiche. E’bello gettare un ponte attraverso lo sport”.
A proposito di ponti c’è quello con l’Italia…
”Motivo in più per accogliere i ragazzi di Marino Amadori tra i partenti. Da qualche mese abbiamo inaugurato una base federale a San Vito al Tagliamento, in Friuli, struttura che ci permette di fare un lavoro mirato alla crescita agonistica dei corridori romeni, al maschile come al femminile. Non è tutto: attraverso un accordo che ho siglato con il vostro presidente Dagnoni, i corridori della nazionale potranno partecipare alle gare regionali delle categorie esordienti, allievi, juniores, under 23/elite. Fino al 7 giugno 2028, insomma, la Squadra Nazionale della Romania non verrà considerata come formazione straniera”.
Sprinceană, qual è lo stato di salute del ciclismo nella vostra nazione?
“Stiamo conoscendo un tangibile interesse che dieci anni fa neanche era immaginabile. Faccio anche l’esempio dell’Etape du Tour de France, con 2000 partecipanti. Quanto alla Federazione, articolare la promozione in ogni regione è fondamentale, così come ci aiuta il bagaglio organizzativo maturato attraverso l’allestimento dei campionati europei di cross country(quello dell’oro di Avondetto, ndr), così come della rassegna continentale dei giovani nel 2026. Crediamo molto negli eventi collaterali rivolti a giovani ed amatori, per creare cultura ciclistica”.
Il Tour of Romania può crescere?
“Eccome, viste le potenzialità e diversi apporti tra cui l’Agenzia Nazionale per lo Sport. Abbiamo iscritto nuovamente la corsa nella classe 2.1, un “upgrade” volto ad attirare sempre più importanti compagini. Aggiungendo una seconda gara a tappe di questa natura, dopo il Tour de Sibiu di inizio luglio”.
Per conformazione geografica e altimetrica, vi sentite privilegiati?
“Qui in Romania davvero possono essere allestiti percorsi adatti ad ogni tipo di corridore, chi vuole intraprendere una vacanza su due ruote capirà. Abbiamo prestato attenzione speciale, quest’anno, a coinvolgere territori che in passato non avevano ospitato la manifestazione. Andiamo oltre l’aspetto ciclistico dell’agonismo, siamo consapevoli del valore dell’immedesimazione dei giovani in un’ottica promozionale, della valorizzazione turistica di cui il ciclismo è impareggiabile volano, non ultimo del carattere festoso in grado di generare orgoglio diffuso in chi ha il privilegio di ospitare una tappa”.
Delle salite dei Carpazi che dice?
“Il Tour de Sibiu ha affermato Transfăgărăşan, strada iconica dove Bernal e Finn hanno prevalso in solitaria. Nei prossimi giorni, dopo le ondulazioni della moldova romena, metteremo l’accento attraverso l’arrivo sulla località termale di Băile Balvanyos, frazione da circa 2mila metri di dislivello complessivo, destinata a concludersi lungo l’erta di seconda categoria di 3,5 km al 4,5 per cento di media. Nulla di trascendentale, per lasciare i pronostici aperti. Il giorno dopo è previsto un gpm di prima categoria al 70° di 164 km complessivi, anche se verso Ploiesti non sarà solo discesa o tratto pianeggiante. Ci aspettiamo molto dal circuito domenicale di Bucarest, occasione per gli sprinter e richiamo per il pubblico della Capitale”.
Ha commentato per Eurosport il Giro d’Italia in Bulgaria con un pò di invidia?
“No, semmai motivato a far bene, dimostrando quanto il ciclismo possa entrare nel Dna degli sportivi, mettendo a frutto l’attività all’estero dei nostri corridori(ecco il ruolo strategico di San Vito al Tagliamento  ndr), così come l’esperienza di ragazzi che hanno conosciuto le due ruote professionistiche, penso a Tchetkov, che farà da selezionatore ai Mondiali di Montreal, senza dimenticare l’apporto che potrà dare Eduard Grosu. In questi mesi la situazione politica in Romania è segnata da una crisi di governo, ma i contatti intavolati con l’Italia ed Rcs inducono ad essere ottimisti: farci trovare pronti ad ospitare la maglia rosa significa anche aumentare il livello competitivo del nostro movimento. Così potremmo cogliere a pieno l’eredità del Giro”.
Budapest, Tirana, Sofia. Avanzi Bucarest.



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COMMENTI
Toscana
9 settembre 2026 08:38 lupin3
Oggi c'è anche il giro di Toscana, tra l'altro con Finn, ma non ve n'è traccia da nessuna parte. A Larciano 4 gatti all'arrivo.... il ciclismo ha perso totalmente interesse solo in Italia. Neanche i media di settore considerano più le corse italiane

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