Les Italiens al Tour de l’Avenir? In principio, edizione inaugurale del 1961, il successo conclusivo andò a Guido De Rosso da Farra di Soligo, per la cronaca vincitore di due tappe (Aix e Superbagnéres) e capace di mettersi alle spalle lo spagnolo Francisco Gabica e il belga Albert Huynslager, rispettivamente secondo e terzo.
Trascorsi solo tre anni dall’impresa del Veneto, il tricolore biancorossoverde tornò a sventolare: maglia gialla sulle spalle di un certo Felice Gimondi, ancora ventunenne in quel luglio del 1964 che gli regalò il primo posto nella classifica generale. Sarebbero passati solo 12 mesi tra il 13 luglio che vide il campione orobico cogliere la vittoria finale al Tour dell’Avenir e lo storico 14 luglio 1965 ai Campi Elisi, epilogo trionfale della cronometro da Versailles alla capitale francese.
Ecco, se Bernal e Pogacar hanno impiegato due stagioni per ripetere l’accoppiata Avenir-Grande Boucle, lo stretto e virtuoso nesso - pardon liason - tra le due corse in questione ha conosciuto una rappresentazione plastica grazie a Gimondi. Quest’ultimo, peraltro, non era solo come italiano nella top ten del Tour de France di 61 anni orsono, perchè sul podio, terzo, salì Gianni Motta, mentre settimo giunse il già citato De Rosso.
Ed eccoci all’edizione 1973, quando pensammo di essere ben abituati (tre successi italiani all’Avenir in 12 anni), ed invece, dopo la maglia gialla di Gianbattista Baronchelli, sarebbe iniziato un lungo digiuno che permane ancora oggi.
Un motivo in più per Lorenzo Finn, il quale con il quarto posto nell’edizione 2026 vinta da Seixas ha fatto le prove. Tornando a Baronchelli, il cognome ricorre negli ordini d’arrivo del Tour dei Giovani, anche grazie al primo posto nella crono da Unax a Ax-Les-Termes, quando la graduatoria iniziò a forgiarsi. Secondo quel giorno ed alla fine dell’Avenir l’austriaco Steinmayr, terzo sotto la Tour Eiffel il francese Bourreau. Il 22 luglio del 1973 fu festa doppia perchè GIbì vestì il simbolo del primato, mentre suo fratello Gaetano fu ottimo terzo da Versailles a Parigi. In linea e non a crono, ma fu un rimando a Gimondi.
In tempi recenti, la doppietta sul podio di Giulio Pellizzari (2°) e Davide Piganzoli (3°) nel 2023 dell’affermazione di Isaac Del Toro è stata ben di più che una marcia d’avvicinamento rispetto a quanto auspicabilmente può essere completato da Finn. Bravi ragazzi, azzurri allora e con le maglie dei rispettivi team ora. Ma la sostanza non cambia.
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